
Il calendario, finora, mancava. Che Jio volesse una costellazione propria lo aveva detto Akash Ambani all’assemblea di Reliance del 19 giugno (ยซJio ha connesso l’India da terra, ora dobbiamo connetterla dal cieloยป), e che il progetto reggesse tecnicamente lo aveva certificato a luglio il regolatore spaziale IN-SPACe. Questa mattina l’Economic Times ha aggiunto le date. Secondo fonti vicine al dossier, Jio punta a un volo di prova nel settembre 2027, con pochi satelliti mandati in orbita per verificare hardware, software e il resto della catena, e a iniziare il dispiegamento in serie nei primi mesi del 2028. Da lรฌ la tabella di marcia รจ lunga: 400-450 satelliti entro il 2030, l’intera costellazione da 1.600 completata nel 2035. La domanda all’Unione internazionale delle telecomunicazioni per le posizioni orbitali รจ giร depositata, con i dettagli tecnici del sistema. Jio, interpellata, non ha risposto.
Le cifre della costellazione
I numeri che filtrano dal fascicolo descrivono un sistema pensato prima di tutto per la capacitร . Ogni satellite dovrebbe offrire tra 100 e 150 gigabit al secondo di throughput; a regime, con 30-32 satelliti in vista dell’India in ogni momento, la costellazione porterebbe sul Paese tra 4 e 4,8 terabit al secondo. ร la capacitร piรน alta proposta finora tra le reti in orbita bassa che chiedono di operare in India: Starlink, che ha ottenuto dall’IN-SPACe nel luglio 2025 un’autorizzazione quinquennale per la sua prima generazione, รจ approvata per 600 gigabit al secondo, e Amazon Leo ha chiesto 3 terabit. La quota scelta รจ 650 chilometri, un po’ piรน in alto di Starlink e di Amazon: la finestra tra 640 e 700 chilometri, spiega all’Economic Times un osservatore del settore, non ospita nessuna grande costellazione esistente o annunciata, e quindi ยซottenere le posizioni orbitali non รจ un problema, perchรฉ non ci saranno problemi di interferenzaยป. A terra sono previste 20-22 stazioni; i servizi vanno dal fisso, banda larga e backhaul per le stazioni radio base, al mobile, compreso il collegamento diretto ai telefoni. Un secondo passaggio di calendario riguarda i clienti: 90-100 satelliti di ยซcopertura minimaยป dovrebbero salire nei due o tre trimestri successivi al volo di prova, il che significa che i primi indiani potrebbero collegarsi nel 2028.
Il via libera tecnico di luglio, arrivato dopo una valutazione condotta con l’ISRO e il Dipartimento delle telecomunicazioni, aveva giร chiarito la cornice. Il regolatore ha giudicato il progetto ยซtecnicamente solidoยป e alla pari con i grandi sistemi mondiali, ma soprattutto ha spiegato al governo perchรฉ conviene sostenerlo: una costellazione nazionale serve alla difesa e riduce la dipendenza da operatori stranieri, e per questo merita ยซsupporto regolatorio e di policyยป perchรฉ l’India abbia la sua prima costellazione non geostazionaria fatta in casa. Secondo la stessa fonte sono in corso discussioni sull’integrazione di carichi utili militari a bordo. Con l’ok tecnico in tasca, Jio puรฒ chiedere al governo di accompagnare la pratica all’ITU e il coordinamento con gli altri operatori satellitari per evitare interferenze: sono i due passaggi, insieme alle stazioni di terra, che restano da chiudere prima di lanciare.
Il modello: affittare oggi, possedere domani
La costellazione non รจ il primo passo di Jio nello spazio, ed รจ importante capire dove si inserisce. All’assemblea di giugno Ambani aveva descritto un ยซdoppio approccioยป: affittare capacitร dai grandi gestori di costellazioni globali per accendere il servizio subito, e nel frattempo costruire una capacitร sovrana di lungo periodo, con stazioni di terra proprie che servano prima i satelliti dei partner e poi i propri. ร la stessa logica che ieri abbiamo visto applicata alla rete terrestre, quando nella lettera per i dieci anni l’operatore ha annunciato di voler vendere all’estero il proprio stack 5G: prima si usa quello degli altri, poi lo si sostituisce con qualcosa di proprio, e infine lo si vende. Nel satellite, la fase ยซdegli altriยป esiste giร , con la capacitร in orbita media di SES rivenduta come JioSpaceFiber. La novitร della tabella di marcia di oggi รจ che la fase ยซpropriaยป ha una data d’inizio.
Il commento della redazione
Il numero che colpisce non sono i 1.600 satelliti, ma i due che li affiancano: 600 gigabit per Starlink, 3 terabit chiesti da Amazon. In India la partita delle costellazioni non si gioca su chi arriva primo, perchรฉ Starlink e Eutelsat OneWeb le autorizzazioni le hanno giร , ma su quanta capacitร il regolatore concede a ciascuno sopra il territorio nazionale. Un sistema domestico che promette da quattro a otto volte la capacitร approvata per l’operatore di Musk รจ, insieme, un progetto industriale e un argomento politico: dร al governo una ragione per tenere stretti i rubinetti agli stranieri mentre il campione nazionale costruisce. Che l’IN-SPACe abbia scritto nero su bianco che il progetto merita sostegno di policy, e che si discuta di carichi militari, dice quanto poco questa sia una vicenda di sola banda larga rurale.
Il resto del mondo si muove nella stessa direzione, con mezzi diversi. L’Europa ha firmato IRISยฒ, 348 satelliti con la Difesa a bordo e primi lanci nel 2029; il Giappone ha scelto a fine giugno la coppia Rakuten-AST SpaceMobile per il programma J-LEO, finanziato con 150 miliardi di yen per avere una rete satellitare nazionale che non dipenda da Starlink. L’India fa una scelta diversa da entrambi: non un consorzio pubblico nรฉ un partner americano, ma un solo operatore privato che giร domina il mercato terrestre e che, come raccontano i conti dell’IPO in arrivo, ha appena chiesto al mercato di finanziare i debiti della prima rete. La tabella di marcia รจ credibile proprio perchรฉ รจ lenta: un volo di prova nel 2027, la copertura minima nel 2028, la metร della flotta a fine decennio. Quello che ancora non si vede รจ chi costruisce i satelliti e chi li lancia, e sono le due voci che decidono se una costellazione da 1.600 pezzi costa quanto un piano industriale o quanto un altro decennio di Jio.