
Terzo telefono con il nuovo Snapdragon più potente, terza scheda da leggere dal fondo. Oggi in Cina Honor ha presentato il Magic9 Pro Max, che come riporta GSMArena monta lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 a 2 nanometri, due fotocamere da 200 megapixel sviluppate con il produttore di cineprese ARRI e una batteria al silicio-carbonio da 8.800 mAh. Noi, dopo il vivo X500 e gli Xiaomi 18 Pro, abbiamo una domanda fissa da fare a ogni nuovo arrivato: di tutto ciò che il chip promette, quanto arriva davvero nel telefono? E stavolta, per la prima volta in questa serie, la risposta contiene una sorpresa sul fronte che ci interessa di più.
Il telefono in breve
Il Magic9 Pro Max è costruito attorno alla fotografia e al video. La fotocamera principale da 200 megapixel ha un sensore da 1/1,28 di pollice, il periscopio da 85 millimetri equivalenti ha anch’esso 200 megapixel e uno zoom ottico 3,7x, l’ultragrandangolare è da 50 megapixel. Secondo Android Authority, l’elaborazione passa da un chip dedicato, l’H1 a 6 nanometri, con algoritmi tarati insieme ai tecnici di ARRI, e il software offre una modalità cinema con curva LogC3, profili colore e importazione di tabelle di correzione. Lo schermo LTPO da 6,8 pollici arriva a 10.000 nit su un’area circoscritta durante la riproduzione HDR, 2.000 nit su tutta la superficie. La batteria da 8.800 mAh si ricarica a 100 W via cavo e 80 W senza fili, la protezione è IP68, IP69 e IP69K, il sistema è MagicOS 11 su Android 17. In Cina si parte da 6.499 yuan per la versione da 12 GB e 256 GB e si arriva a 8.499 per quella da 16 GB e 1 TB. Di un lancio internazionale, per ora, Honor non ha parlato.
Il resto del pacchetto conferma dove Honor ha messo le fiches. Android Authority racconta dei kit teleconvertitori G200 e G500 venduti a parte per spingere lo zoom, di una fotocamera frontale da 55 megapixel con sensore quadrato che permette di ritagliare in orizzontale o in verticale senza perdere risoluzione, e di una nuova funzione LiveVideo che estende le foto animate a tre secondi dopo lo scatto. La scheda di GSMArena aggiunge una promessa di aggiornamento importante, fino a sette versioni principali del sistema operativo. È un telefono pensato per chi riprende, prima che per chi misura la rete.
La solita lista: memoria e Wi-Fi
La scheda completa pubblicata da GSMArena ripete, su due voci, quello che avevamo già trovato negli Xiaomi 18 Pro e nel vivo X500. Lo storage è UFS 4.1, anche se lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 supporta l’UFS 5.0. Il Wi-Fi è il 7, mentre il sistema FastConnect 8800 integrato nel chip è pronto per l’8. La SIM è doppia, nano più nano. Tutti i telefoni a 2 nanometri di cui abbiamo letto la scheda finora montano la memoria dell’anno scorso, e a questo punto non è più un dettaglio di un singolo produttore: è la fotografia di un mercato in cui le memorie nuove costano troppo per finire nei primi modelli, anche in quelli da 6.500 yuan.
La novità: il satellite, ma con due asterischi
La voce che cambia il quadro è un’altra. Nella stessa scheda, tra le funzioni, compare l’SOS via satellite con messaggi e chiamate. È la prima volta, tra i telefoni con i nuovi Snapdragon lanciati finora, che una comunicazione satellitare compare nelle specifiche: negli Xiaomi 18 Pro, lo avevamo scritto, non c’era traccia. E il modem X105 dentro il chip, come avevamo raccontato leggendo la scheda di Qualcomm, integra sia l’NB-NTN, la versione a banda stretta pensata per messaggi e servizi essenziali, sia l’NR-NTN, il 5G vero e proprio via satellite.
Il primo asterisco è geografico. GSMArena specifica che la funzione è disponibile solo in Cina. Il secondo è tecnico, ed è quello che ci interessa di più: la scheda non dice quale sistema satellitare venga usato né se passi dal modem X105 o da un altro componente. Senza un’indicazione ufficiale non possiamo dire quale strada abbia scelto Honor, e non lo scriveremo finché non la vedremo in un documento. Quello che si può dire è che si tratta di SOS, messaggi e chiamate di emergenza, non del 5G satellitare con dati e video che l’X105 promette sulla carta. La funzione c’è, ma non è ancora la funzione che il chip abilita.
Per chi legge dall’Italia, la conseguenza è semplice: se e quando il Magic9 Pro Max arriverà in Europa, il satellite andrà verificato da capo, perché oggi è dichiarato per un solo mercato. È lo stesso schema che avevamo visto sul vivo X500, dove la connettività satellitare era riservata alla versione cinese più costosa. In due casi su due, quando il satellite compare, compare in Cina.
Il commento della redazione
La settimana dei 2 nanometri aveva lasciato una regola, e il Magic9 Pro Max la conferma in pieno: il salto di nodo arriva nel processore, la memoria e il Wi-Fi restano un anno indietro. Ma Honor aggiunge un pezzo alla storia, perché è il primo della serie a mettere nero su bianco una funzione satellitare. Non è il 5G via satellite dell’X105, e non è disponibile fuori dalla Cina, eppure è il segnale che la strada dal chip al telefono per questa tecnologia si sta aprendo, un produttore alla volta. Il punto da tenere d’occhio, per noi, è la differenza tra le due sigle della scheda Qualcomm: NB-NTN, pensato per messaggi e servizi essenziali, e NR-NTN, il 5G via satellite con dati e video, che nessuno dei telefoni di cui abbiamo letto la scheda dichiara. Il primo produttore che scriverà “dati via satellite 5G” in una scheda europea avrà fatto la notizia che manca. Fino ad allora, il satellite resta una promessa che parla cinese, e le fotocamere da 200 megapixel restano il vero argomento di vendita di questo telefono.