
C’รจ un’ironia sottile nei conti semestrali che il gruppo Iliad ha pubblicato ieri da Parigi. Da anni il coro del settore ripete che quattro reti mobili in un solo Paese sono troppe, che i prezzi italiani sono insostenibili, che l’Italia รจ il caso anomalo d’Europa destinato prima o poi a rientrare nei ranghi del consolidamento. Poi arrivano i numeri, e raccontano il contrario: nel primo semestre 2026 il mercato ยซmalatoยป รจ stato il motore dell’intero gruppo. I ricavi italiani di Iliad sono cresciuti del 10,2%, a 665 milioni di euro; il margine operativo โ l’EBITDAaL, che misura la redditivitร al netto degli affitti โ รจ balzato addirittura del 20,2%, a 229 milioni. Nel frattempo la casa madre francese, che di clienti ne ha molti di piรน, รจ rimasta sostanzialmente ferma.
Il confronto con il gruppo rende l’idea delle proporzioni. A livello consolidato Iliad ha chiuso il semestre con 5,24 miliardi di ricavi, in crescita del 3%, e un EBITDAaL di 2,09 miliardi, su del 2,2%; le basi clienti di mobile e banda larga, nel complesso, sono rimaste piรน o meno piatte. Tolta l’Italia, insomma, la corsa si รจ fermata: la crescita a doppia cifra arriva quasi tutta da questa sponda delle Alpi. E non รจ un exploit di trimestre: la filiale italiana ha aggiunto circa centomila abbonati anche tra aprile e giugno, portando la base complessiva a 13,3 milioni โ 12,8 milioni sul mobile e 600.000 sulla rete fissa, centomila in piรน rispetto al trimestre precedente. Per un operatore arrivato nel 2018 a mercato giร saturo, con la missione dichiarata di rompere le uova nel paniere agli incumbent, รจ un bottino notevole. Vale la pena ricordare da dove si รจ partiti: otto anni fa Iliad sbarcรฒ in Italia recitando la parte del guastafeste, con offerte spartane, prezzi che all’epoca sembravano insostenibili e la promessa โ accolta con parecchio scetticismo โ che ยซper sempreยป volesse dire davvero per sempre. Oggi quella promessa commerciale si รจ trasformata in un tasso di fedeltร che i concorrenti le invidiano, e il guastafeste รจ diventato il primo della classe nei tassi di crescita.
Una nota a margine per completare il quadro della galassia di Xavier Niel: fuori dal perimetro del gruppo quotato ma sotto lo stesso ombrello imprenditoriale, anche la svizzera Salt ha chiuso un ottimo semestre, con il margine in crescita del 9,2% e la fibra di casa ormai disponibile per tre milioni di famiglie โ circa il 60% del mercato elvetico โ mentre esplora con la rivale Sunrise l’ampliamento della condivisione di rete. Ovunque tocchi, il modello sembra funzionare.
Crescere dove nessuno guadagna (in teoria)
La parte interessante non รจ tanto la crescita dei ricavi โ le promozioni aggressive portano clienti, si sa โ quanto quella del margine, che corre al doppio della velocitร del fatturato. Significa che la macchina italiana sta guadagnando leva operativa: la rete costruita in questi anni comincia a essere riempita, e ogni cliente in piรน costa meno del precedente. ร la traiettoria classica dell’attaccante che smette di essere una scommessa e diventa un’azienda redditizia, e avviene nel mercato con i prezzi al giga tra i piรน bassi d’Europa, quello che secondo la vulgata non avrebbe dovuto permettere a nessuno di fare utili, figuriamoci al quarto arrivato.
Il tutto, va ricordato, con le tasche di spettro meno profonde del tavolo: sul canale 5G a 3,5 GHz Iliad dispone di 20 megahertz, contro i 60-80 dei concorrenti โ un divario che nelle nostre misure di Ferragosto con la community si vede eccome, e che rende la corsa dei conti ancora piรน significativa. Chi cresce cosรฌ non lo fa a colpi di frequenze, ma di modello di costo: rete essenziale, distribuzione snella, offerte senza vincoli che tengono basso il tasso di abbandono. Sarร interessante vedere se e come la societร parteciperร alla prossima asta italiana dei 26 GHz e della banda bassa, l’occasione piรน vicina per allargare quelle tasche.
Attaccante a Milano, consolidatore a Parigi
L’altra faccia del semestre รจ la Francia, dove Iliad sta recitando un copione opposto. A casa propria il gruppo di Xavier Niel ha concordato nelle scorse settimane, insieme a Orange e Bouygues Telecom, l’operazione da 20,4 miliardi di dollari per spartirsi gli asset di SFR: se i regolatori diranno sรฌ, il mercato francese passerร di fatto da quattro a tre operatori, con la partecipazione attiva di chi per anni ha fatto la parte del disturbatore. ร un paradosso solo apparente. Dove il gioco รจ maturo e la crescita organica non c’รจ piรน, anche l’attaccante per eccellenza sceglie la via del consolidamento; dove invece c’รจ ancora quota di mercato da conquistare โ e l’Italia, evidentemente, per Iliad lo รจ โ si continua a correre con il modello di sempre. La stessa azienda, due strategie opposte, separate da un confine.
Come redazione, i numeri di ieri ci dicono due cose. La prima riguarda il dibattito sul consolidamento italiano, che prima o poi tornerร d’attualitร : l’argomento ยซcon quattro reti non si sta in piediยป esce ridimensionato da un semestre in cui il quarto operatore ha aumentato il margine del 20% โ si puรฒ discutere di molte cose, ma non dare per morto chi sta ingrassando. La seconda riguarda i prossimi mesi sul campo: una Iliad piรน ricca รจ una Iliad che puรฒ permettersi di investire di piรน in rete, dove il suo limite storico resta lo spettro medio-alto, e di spingere di piรน sulla fibra, dove 600.000 clienti sono ancora una nicchia in un Paese che viaggia verso il tutto-FTTH. Per i rivali รจ la notizia peggiore del semestre: l’anomalia italiana non solo non rientra, ma ha imparato a rendere. E per una volta, a certificarlo, non sono i comunicati promozionali: รจ il bilancio.