
Mentre mezza Italia era ancora sotto l’ombrellone, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha messo la data su una delle partite di spettro piรน interessanti degli ultimi anni: nella settimana tra il 24 e il 28 agosto arriverร in Gazzetta Ufficiale l’avviso di gara per la banda 26 GHz “bassa”, la porzione di onde millimetriche tra 24,25 e 26,5 gigahertz. L’assegnazione, a titolo oneroso, รจ prevista entro la fine del 2026. La notizia, riportata oggi da Key4biz sulla base della nota del MIMIT, chiude un percorso preparato dalla delibera AGCOM 232/25/CONS e apre una gara che, per una volta, non รจ un replay: in palio c’รจ piรน spettro che in qualsiasi singola banda mai messa in gara nel nostro Paese.
I numeri aiutano a capire la scala. In gara ci sono 2.250 megahertz โ due gigahertz e un quarto โ di frequenze storicamente usate per ponti radio e collegamenti WLL. Per confronto: l’asta 5G del 2018, quella che fece incassare allo Stato 6,5 miliardi complessivi, sulla parte alta della stessa banda 26 GHz distribuรฌ 1.000 megahertz โ e quei lotti millimetrici, curiosamente, fruttarono appena 164 milioni sui 6,55 miliardi totali: erano la portata che nessuno voleva, in una gara durata quattordici giorni e 171 tornate di rilanci tutta gonfiata dalla corsa al 3,7 GHz. Qui di spettro ce n’รจ piรน del doppio, e l’AGCOM propone di affettarli in 11 blocchi da 200 MHz, piรน un blocco da 50 MHz a fare da cuscinetto verso le bande vicine. Duecento megahertz per blocco: larghezze impensabili nelle bande tradizionali, dove le assegnazioni si misurano in decine di megahertz.
Perchรฉ stavolta il FWA siede al tavolo dei grandi
La differenza vera rispetto al 2018, perรฒ, non รจ la quantitร : รจ la platea. Le onde millimetriche viaggiano poco e non attraversano i muri, ma in compenso trasportano capacitร enormi su distanze brevi e in linea di vista: esattamente quello che serve al Fixed Wireless Access, la banda larga che arriva a casa via radio. Ed รจ per questo che, come nota Key4biz, alla gara guardano non solo gli operatori mobili โ da TIM a Vodafone, WindTre, Fastweb e Iliad โ ma anche e soprattutto gli specialisti del FWA come Eolo e OpNet (l’ex Linkem), piรน una costellazione di operatori locali che chiedono la loro parte. Non รจ un caso che proprio oggi AGCOM abbia introdotto il “bollino blu” per le offerte FWA fino a 1 Gbps: la banda larga via radio sta uscendo dal ruolo di ripiego per diventare un’infrastruttura con dignitร propria, e i 2.250 MHz della 26 bassa sono la sua benzina futura.
La consultazione AGCOM, raccontata nella stessa delibera, fotografa i fronti aperti. Sulla geografia dei diritti d’uso la maggior parte degli operatori chiede un’estensione regionale, perchรฉ lotti nazionali taglierebbero fuori i piccoli per pura capacitร economica; altri spingono per il modello nazionale, magari attraverso consorzi che federino gli operatori locali. Sulla condivisione si discute tra il “club use” โ la banda come circolo condiviso tra soci โ e il piรน liberista “use it or lease it“: usala o affittala, anche a livello comunale. E c’รจ chi chiede premialitร per i nuovi entranti e licenze locali per gli use case 5G industriali. Sul tavolo restano due vincoli non banali: la Difesa, che occupa porzioni della banda con i suoi servizi wireless, e la richiesta degli operatori di durate lunghe โ almeno 15 anni โ per giustificare investimenti su frequenze che, per loro natura, richiedono molte antenne per coprire poco territorio. L’obiettivo dichiarato in consultazione รจ chiudere la gara entro l’anno per avere le nuove frequenze operative giร dal 2027.
Il refarming italiano corre (e l’autunno sarร caldo)
Il calendario dice che questa รจ solo la prima portata di una stagione densa: il 5 ottobre si conoscerร l’esito della terza consultazione sulle frequenze mobili in scadenza nel 2029, quelle su cui si gioca il rinnovo โ con investimenti in 5G Standalone come contropartita โ del patrimonio spettrale degli operatori nazionali. E il tutto avviene mentre Bruxelles discute di accentrare le aste dello spettro proprio per superare la frammentazione dei ventisette: l’Italia, intanto, la sua gara la fa da sรฉ, e la fa in grande. Le onde millimetriche, del resto, sono la frontiera su cui il mondo sta tornando a investire dopo anni di scetticismo โ mentre si esplorano giร le bande del 6G โ perchรฉ la domanda di capacitร nei luoghi affollati non smette di crescere: chi ha letto il nostro racconto del Ferragosto delle reti sa bene cosa succede quando migliaia di persone si concentrano in pochi chilometri quadrati con il telefono in mano.
Il commento della redazione
A noi questa gara sembra il test di maturitร del mercato radio italiano, per una ragione precisa: รจ la prima asta di spettro pensata in un’Italia dove la distinzione tra “operatore mobile” e “operatore fisso via radio” ha smesso di avere senso. Se vincesse la linea dei lotti regionali e del club use, avremmo un modello quasi federale dello spettro โ molti soggetti, porzioni locali, condivisione obbligata โ che fotografa il Paese reale, fatto di borghi che la fibra non raggiungerร mai e di specialisti FWA che lรฌ sono giร di casa. Se passasse la linea dei lotti nazionali, la 26 bassa diventerebbe l’ennesimo campo di gioco riservato ai soliti quattro-cinque. La saggezza, probabilmente, sta nel mezzo che AGCOM sembra cercare. Un auspicio da osservatori: che il disegno di gara non insegua il massimo incasso. Il 2018 ha dimostrato che le aste-record si pagano poi in investimenti mancati; con 2.250 megahertz sul piatto, stavolta l’obiettivo dev’essere riempire quelle frequenze di antenne e di clienti, non le casse dello Stato di miliardi. Le regole definitive le leggeremo in Gazzetta entro fine mese: ne riparleremo con i dettagli in mano.