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Il 4G con una sola antenna batte il 5G: i moduli IoT crescono del 15% e a trainarli è il Cat 1 bis

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
8 Minuti di lettura
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Moduli IoT cellulari LTE Cat 1 bis su un banco di lavoro accanto alla scheda elettronica di un contatore intelligente

C’è un mercato della radio mobile che non finisce mai in vetrina: quello dei moduli IoT cellulari, i piccoli modem saldati dentro contatori, POS, localizzatori e telecamere. I numeri del primo semestre 2026 li ha pubblicati il 16 settembre la società di ricerca tedesca IoT Analytics, e raccontano una storia che a prima vista sembra andare contromano: mentre tutti parlano di 5G, a far correre i volumi è una variante essenziale del 4G con una sola antenna. Le spedizioni globali sono cresciute del 15% rispetto a un anno fa, con un secondo trimestre a +20,9%, e più della metà di quella crescita porta un nome solo: LTE Cat 1 bis.

Contents
Che cos’è il Cat 1 bis e perché piace tantoE il 5G? RedCap è ancora ai blocchi di partenzaMemorie care, consegne lunghe e cinque cinesi in testaIl commento della redazione

Che cos’è il Cat 1 bis e perché piace tanto

Il nome non aiuta, quindi partiamo da lì. Il Cat 1 bis è una categoria LTE introdotta con la Release 13 del 3GPP e pensata apposta per gli oggetti connessi. Come spiega Quectel, prima nella classifica dei fornitori, offre le stesse prestazioni del Cat 1 classico, cioè 10 Mbps in download e 5 Mbps in upload su canali fino a 20 MHz con latenze sotto i 100 millisecondi, ma lo fa con una sola antenna invece di due. Tradotto: circuiti più semplici, dispositivi più piccoli, e soprattutto nessuna rete nuova da costruire, perché gira sulle normali reti 4G già accese. Ed è la velocità a distinguerlo da NB-IoT e LTE-M, le altre varianti a singola antenna, che restano sotto il megabit.

I numeri di IoT Analytics dicono che la formula funziona. Nel semestre le spedizioni di moduli Cat 1 bis sono aumentate di circa il 34% su base annua e hanno generato il 56% della crescita complessiva del mercato; tra il primo e il secondo trimestre il balzo è stato del 45,3%, pari a circa il 76% dell’aumento sequenziale. Il Cat 1 bis è ormai la prima tecnologia per quota di spedizioni, e la società prevede che arrivi a circa il 43% del totale entro il 2030. A trainarlo sono telecamere IP, localizzatori, terminali di pagamento e contatori intelligenti. Dietro c’è un motore che i nostri lettori conoscono bene: gli operatori stanno spegnendo le reti 2G e 3G, come raccontiamo nella nostra mappa degli switch-off paese per paese, e ogni oggetto che viveva su quelle reti deve migrare da qualche parte. Secondo gli analisti, 2G e 3G stanno scendendo verso quote di spedizione trascurabili, e anche l’NB-IoT continua a perdere terreno dopo il picco del primo trimestre 2024.

E il 5G? RedCap è ancora ai blocchi di partenza

La parte meno attesa del rapporto riguarda proprio il 5G. Il 5G pieno resta concentrato nelle applicazioni di maggior valore, cioè accesso fisso wireless, auto connesse e reti aziendali. RedCap ed eRedCap, le versioni alleggerite pensate per l’IoT, secondo IoT Analytics stanno “solo iniziando a passare dalle roadmap ai volumi”, e insieme dovrebbero valere attorno al 15% delle spedizioni nel 2030. Il motivo del ritardo è di rete prima che di chip: RedCap ha bisogno di un 5G standalone, e la Cina è avanti proprio perché la sua infrastruttura SA è più sviluppata, mentre altrove la copertura standalone limitata rischia di frenarne l’adozione. È una lettura che combacia con quanto riporta Mobile World Live, che titola senza giri di parole sul dominio dell’LTE.

Memorie care, consegne lunghe e cinque cinesi in testa

Poi c’è la questione che sta attraversando tutta l’elettronica: le memorie. Dopo quattro trimestri consecutivi di calo, il prezzo medio dei moduli è tornato a salire, di circa il 2,5% su base annua. Un fornitore ha raccontato agli analisti che un componente DDR3 di fascia alta è arrivato a costare circa sette volte rispetto al primo trimestre; un altro che i tempi di consegna per i moduli a basso consumo e Cat 1 bis sono passati da 12 a 16 settimane e ora sfiorano le 22, con i prodotti a maggiore contenuto di memoria già in allocazione. Da qui il dubbio che l’analista Satyajit Sinha esprime apertamente: non è chiaro quanta parte della crescita rifletta domanda reale e quanta siano ordini anticipati per paura dei rincari. È lo stesso vento che abbiamo visto soffiare sugli smartphone economici nel rapporto GSMA di ieri, con la differenza che un modulo Cat 1 bis di memoria ne usa poca e per ora regge meglio l’urto.

L’ultimo dato è geografico e industriale insieme. I cinque maggiori fornitori al mondo per volumi sono tutti cinesi, e IoT Business News li mette in fila: Quectel, China Mobile, Lierda, Fibocom e Sunsea AIoT. Non è solo un effetto del mercato interno, perché fuori dalla Cina i produttori cinesi sono passati da circa il 35% delle spedizioni nel 2018 al 59% di oggi, con Quectel da sola attorno al 38% e Fibocom vicina al 10%. L’auto resta il fortino dei fornitori non cinesi, ma anche lì la quota cinese è salita da circa il 28 al 34%. Intanto l’Occidente si riorganizza: Semtech ha concordato la vendita dell’ex divisione moduli di Sierra Wireless a Compal per 62 milioni di dollari. Sul fronte della domanda, la Cina resta il primo mercato ma l’India è quello che cresce più in fretta, con spedizioni quasi raddoppiate nel secondo trimestre.

Il commento della redazione

Questo rapporto è un promemoria utile per chiunque pensi che la storia delle reti si scriva solo con la generazione più nuova. Lo spegnimento del 2G e del 3G, che abbiamo seguito anche quando il contatore ha superato le cento reti 3G spente nel mondo, non sta spingendo gli oggetti verso il 5G: li sta spingendo verso il 4G più semplice che esista, perché costa poco e funziona sulle reti LTE che ci sono già. La conseguenza pratica è che le reti 4G dovranno restare accese a lungo, perché un contatore installato oggi vive per molti anni, e che il 5G RedCap avrà una finestra vera solo dove lo standalone sarà diffuso. Quanto alla concentrazione dei fornitori, cinque cinesi su cinque in testa alla classifica è un dato che merita di entrare nei ragionamenti europei sulla sicurezza delle filiere almeno quanto le antenne: dentro un contatore o un POS c’è un modem tanto quanto dentro una BTS, solo che nessuno lo vede.

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