
Per tutta l’estate abbiamo raccontato lo smontaggio dell’impero di Charlie Ergen come si racconta un lungo addio: Dish in Chapter 11, lo spettro venduto ad AT&T, Hughes in tribunale. Ci sbagliavamo sul finale: il vecchio giocatore non stava lasciando il tavolo, stava aspettando la mano giusta. Come riporta Mobile World Live sulla scorta del Wall Street Journal, Ergen ha raggiunto un accordo per comprare โ attraverso CONX, la sua societร -veicolo quotata โ il controllo di MobileX, operatore virtuale americano, in un’operazione valutata attorno ai 200 milioni di dollari. Una cifra quasi in saldo, per gli standard dell’uomo che ha appena incassato 23 miliardi dal solo spettro: ma รจ proprio il prezzo piccolo a rendere la mossa interessante, perchรฉ stavolta Ergen non compra frequenze o satelliti. Compra un’idea, e soprattutto compra un uomo.
L’uomo รจ Peter Adderton, ed รจ qui che la storia diventa quasi cinematografica. Adderton รจ il fondatore di Boost Mobile, il marchio che creรฒ nel 2000 e vendette a Nextel nel 2003 โ lo stesso marchio che oggi, dopo mille giri, appartiene proprio all’EchoStar di Ergen. Se l’operazione supererร l’esame dei regolatori, il fondatore si ritroverร sotto lo stesso tetto societario della sua creatura di un quarto di secolo fa. Il bello รจ che Adderton non รจ mai stato tenero con la gestione EchoStar del mobile: sui social ha criticato per anni le strategie di Ergen, quando non duellava pubblicamente con AT&T, Verizon e T-Mobile. Ora resterร amministratore delegato di MobileX, secondo il Journal, alle dipendenze dell’uomo che piรน ha punzecchiato. E c’รจ un terzo invitato al tavolo che nessuno si aspettava: Verizon, che convertendo un prestito in capitale diventa socia di minoranza di MobileX โ l’operatore virtuale che da anni rivende proprio la capacitร in eccesso della sua rete.
Due parole su cosa sia MobileX, perchรฉ fuori dagli Stati Uniti la conoscono in pochi. Lanciata nel febbraio 2023 sulla rete Verizon, รจ l’anti-operatore per definizione: niente negozi sfarzosi nรฉ piani gonfiati, ma un’app con un’intelligenza artificiale che per una decina di giorni osserva quanto traffico consumi davvero e poi ti cuce addosso il piano piรน piccolo possibile, ricalibrandolo nel tempo. La scommessa di Adderton รจ che la maggior parte degli americani paghi per giga che non usa, e che un algoritmo onesto valga piรน di uno spot al Super Bowl. ร rimasto un operatore di nicchia, frenato โ nota l’analista โ proprio dai capitali limitati; ma รจ esattamente il tipo di macchina snella e software-centrica su cui ha senso innestare la potenza di fuoco di un miliardario in cerca di rivincita.
La carta nascosta: tre reti in una SIM
Dietro il romanzo c’รจ perรฒ una logica industriale precisa, e l’ha messa a fuoco per Mobile World Live l’analista Roger Entner di Recon Analytics. Ergen, tra gli strascichi degli accordi post-smantellamento, dispone giร di intese all’ingrosso con T-Mobile e AT&T; MobileX porta in dote il rapporto wholesale con Verizon. Risultato: la combinazione avrebbe accesso, caso piรน unico che raro, alla capacitร di tutte e tre le grandi reti americane. Un operatore cosรฌ โ osserva Entner โ potrebbe presentarsi come ยซnetwork-agnosticยป, instradando ogni cliente sulla rete che funziona meglio nel punto esatto in cui si trova: a casa su una, in ufficio su un’altra, in viaggio sulla terza. ร l’idea che gli MVNO inseguono da vent’anni e che quasi nessuno ha davvero realizzato, perchรฉ servono contemporaneamente i contratti giusti, la tecnologia per orchestrare la migrazione e le spalle finanziarie per negoziare da pari coi padroni delle reti. La nuova creatura avrebbe tutti e tre gli ingredienti: i contratti di Ergen, la piattaforma di Adderton โ MobileX รจ nata proprio attorno all’ottimizzazione intelligente dei costi di rete โ e i capitali di chi ha appena fatto cassa miliardaria.
Resta l’incognita di come tutto questo convivrร con Boost Mobile, che di Ergen รจ la scommessa mobile ufficiale: il Journal ammette che non รจ chiaro se e come le due attivitร verranno coordinate o fuse. Una fusione darebbe a Ergen la seconda occasione di costruire quel quarto polo mobile americano naufragato con la rete 5G costruita da zero โ stavolta perรฒ senza possedere un solo traliccio, comprando all’ingrosso da tutti e tre gli ex rivali. C’รจ un’ironia perfetta, in questo: l’uomo che voleva sfidare gli oligopolisti costruendo la quarta rete potrebbe riprovarci usando le loro.
Il commento della redazione
A noi questa mossa conferma una regola aurea del settore: mai dichiarare morto Charlie Ergen. L’ex professionista di poker ha passato l’estate a vendere l’argenteria in quello che pareva un epilogo, e alla prima occasione ha rilanciato con una puntata da 200 milioni โ spiccioli, per lui โ che potrebbe valere una posizione strategica introvabile sul mercato. Entner, che pure applaude, mette il dito sulla domanda giusta: ยซpossono aver battuto entrambi ogni pronostico, ma Charlie riuscirร a trattenersi dall’essere sรฉ stesso?ยป. Il precedente di Boost sotto EchoStar, gestione accentratrice e risultati altalenanti, non rassicura del tutto; e la convivenza tra due marchi sovrapposti, per giunta con Verizon azionista dell’uno e host dell’altro, รจ il genere di equilibrio che i regolatori americani guarderanno con la lente. Ma l’idea di fondo โ un operatore senza rete che tratta le tre reti come corsie intercambiabili di una stessa autostrada โ รจ la piรน fresca vista nel mobile americano da anni, e curiosamente arriva mentre Starlink promette di fare concorrenza ai carrier dal cielo. Il quarto operatore americano, a quanto pare, non morirร mai: cambia solo forma a ogni mano. E finchรฉ al tavolo siede gente cosรฌ, questa saga continuerร a essere la piรน divertente da raccontare di tutto il settore.