
La firma è arrivata mercoledì 2 settembre negli stabilimenti SpaceX in Texas: da una parte Gellért Jászai, presidente e amministratore delegato del gruppo ungherese 4iG, dall’altra Gwynne Shotwell, presidente e direttrice operativa di SpaceX. Sul tavolo due accordi distinti: uno commerciale, per portare Starlink Mobile, il servizio che collega i satelliti direttamente ai telefoni, nelle reti del gruppo in Ungheria e nei Balcani occidentali; e uno che 4iG chiama Sovereign Solutions, una rete satellitare cifrata pensata per la sicurezza nazionale. Il comunicato lo definisce «il primo accordo in Europa» di questo tipo, e la frase merita di essere letta con attenzione, perché il direct-to-cell europeo ha già una storia e qualche primato assegnato.
Cosa arriva davvero, e dove
La parte concreta è la prima: 4iG lancerà il servizio Starlink Mobile di prima generazione in Ungheria e in Albania, dove il gruppo controlla One Hungary (l’ex Vodafone Ungheria, secondo operatore del Paese) e One Albania. Funziona come negli Stati Uniti con T-Mobile: un telefono LTE compatibile, senza antenne o terminali dedicati, si aggancia al satellite quando la rete a terra non c’è. Il comunicato cita esplicitamente le zone montuose e le acque costiere, cioè esattamente il tipo di territorio che rende i Balcani difficili da coprire, oltre alle emergenze e alle interruzioni temporanee delle reti terrestri. Sulle date il gruppo resta prudente: il calendario «dipenderà dalle condizioni regolatorie, tecniche e commerciali di ciascun mercato», cioè serve il via libera delle autorità nazionali prima di accendere qualunque cosa.
La seconda fase è quella che interessa di più a chi guarda alle reti: Starlink Mobile V2, la costellazione di nuova generazione che SpaceX intende far operare sui suoi «diritti prioritari globali» nella banda dei 2 GHz, con capacità 5G non terrestri, quindi non più solo messaggi e voce ma banda larga verso il telefono. Qui il perimetro si allarga a quattro Paesi: Ungheria, Albania, Montenegro e Macedonia del Nord. È la stessa tecnologia che NTT Docomo ha prenotato per il Giappone, come raccontavamo ad agosto, con orizzonte 2028.
La rete cifrata per lo Stato
Il secondo accordo è meno consueto per un operatore mobile. 4iG Space and Defence Technologies, la holding del gruppo che si occupa di spazio e difesa, svilupperà con SpaceX un servizio integrato con comunicazioni satellitari potenziate e cifratura end-to-end, destinato alla sicurezza nazionale e alla protezione civile, con lancio previsto l’anno prossimo. Non nasce dal nulla: la stessa divisione ha commissionato a Northrop Grumman HUGEO, il primo satellite geostazionario ungherese, e ha investito 100 milioni di dollari in Axiom Space, come ricorda SatNews. Shotwell ha parlato dell’Ungheria come «early adopter delle Sovereign Solutions per l’Europa», una formula che dice molto sulle ambizioni di SpaceX nel mercato governativo europeo.
Il primo in Europa, con due asterischi
Il primo asterisco si chiama Kyivstar. L’operatore ucraino del gruppo VEON ha acceso Starlink Direct to Cell il 24 novembre 2025, per ora solo SMS, con voce e dati annunciati per il 2026, e ha rivendicato il titolo di primo operatore europeo a lanciare il servizio. L’Ucraina non è nell’Unione, ma è in Europa, e quel primato è già assegnato. Il secondo asterisco è più pesante e si chiama Deutsche Telekom: al Mobile World Congress di marzo il gruppo tedesco ha firmato con Starlink per portare il servizio V2 in dieci mercati europei, con lancio nel 2028, e Starlink ha definito quell’accordo «il primo del suo genere in Europa» per la tecnologia di nuova generazione. Secondo le ricostruzioni della stampa di settore, nella lista dei dieci Paesi figurano anche Ungheria, Montenegro e Macedonia del Nord, dove Deutsche Telekom è presente con le proprie controllate. Se è così, in Ungheria si profila una corsa a due tra il primo e il secondo operatore del Paese per lo stesso cielo.
Quello che 4iG può rivendicare con più solidità è altro: essere il primo gruppo di un Paese dell’Unione a impegnarsi sul servizio di prima generazione, disponibile oggi e non nel 2028, e aver messo nello stesso pacchetto il direct-to-cell commerciale e la rete sovrana per la difesa. Il comunicato, non a caso, parla di «modello di collaborazione unico in Europa» più che di primato tecnologico.
Il nodo dei 2 GHz
C’è poi un dettaglio di spettro che in Europa pesa più che altrove. I «diritti globali» di SpaceX sui 2 GHz devono fare i conti con la proposta della Commissione europea di cui abbiamo scritto ad agosto: le licenze attuali di Viasat ed EchoStar scadono a maggio 2027, al loro posto arriverà una licenza unica europea assegnata con una procedura comparativa, con un tetto di 2×10 MHz per operatore e un terzo delle frequenze aperto ai candidati extraeuropei. Come nota Light Reading, le licenze europee di EchoStar sono destinate a passare a SpaceX con l’acquisizione dello spettro, ma nel nuovo schema SpaceX dovrà comunque presentare domanda da capo. La fase V2, almeno per l’Ungheria che è nell’Unione, passa anche da Bruxelles.
E c’è un contesto politico che il comunicato non menziona ma che la stampa ungherese sì. Telex ricorda che 4iG è cresciuta sotto i governi Orbán fino a diventare un attore centrale in telecomunicazioni, difesa e spazio, e che il nuovo esecutivo guidato da Tisza sta rivedendo i grandi contratti pubblici del gruppo, compresi quelli per i servizi satellitari firmati con i governi precedenti, per un valore di 2,36 miliardi di euro. Una rete «sovrana» costruita con SpaceX arriva quindi in un momento in cui il committente pubblico sta riesaminando i rapporti con il fornitore.
Il commento della redazione
A noi questa notizia sembra la fotografia di come è cambiato il direct-to-cell in un anno: non più una tecnologia da dimostrare, ma un terreno di primati da rivendicare e di alleanze da annunciare prima degli altri. Sulla sostanza, i Balcani sono il caso d’uso giusto, con montagne, coste e valli dove la rete terrestre non arriverà mai a costi ragionevoli, e su questo 4iG fa bene a muoversi. Restano le domande di sempre, che valgono anche per l’Appennino dove Fastweb + Vodafone hanno acceso la prima sperimentazione italiana: quanta capacità reale c’è per fascio, cosa succede dentro gli edifici, e quanto costa. Lo ha detto con numeri alla mano il CFO di T-Mobile, che quel servizio lo vende: il satellite nel telefono è una ruota di scorta, non il motore.
La parte che ci incuriosisce di più, però, è la seconda: un gruppo europeo che affida a SpaceX la propria rete satellitare «sovrana» nello stesso anno in cui l’Unione ha firmato IRIS² proprio per non dipendere da nessuno. Se la sovranità si compra chiavi in mano da Hawthorne, la parola va ridefinita. E in Ungheria, con un governo nuovo che rilegge i contratti del precedente, la definizione potrebbe cambiare presto.
Fonti: comunicato stampa 4iG Group (2 settembre 2026), SatNews, Telecompaper, Telex, VEON, Deutsche Telekom, Light Reading.