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Rete Fissa

La corrente è tornata, il telefono no: alcune zone della Valdinievole senza rete fissa da oltre una settimana

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
9 Minuti di lettura
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Pali del telefono piegati e cavi aerei strappati dopo la tromba d'aria in Valdinievole

Il 20 agosto una violenta tromba d'aria ha colpito la Valdinievole, in provincia di Pistoia: raffiche oltre i cento all'ora, alberi caduti, tetti scoperchiati, allagamenti. Tra Montecatini, Pescia, Buggiano e Massa e Cozzile il conto dei danni è stato pesante, con circa 6.000 utenze elettriche rimaste al buio in Toscana, oltre duemila solo nel Pistoiese. La corrente, per la gran parte, è tornata già nella mattinata del 21. Di questo hanno scritto i giornali. C'è però un pezzo della storia che, a oltre una settimana di distanza, non l'ha raccontato quasi nessuno: il telefono e internet di casa, in diverse zone — soprattutto le frazioni collinari e rurali — sono ancora fermi.

Contents
Non è (solo) TIM o WindTre: sotto c'è FiberCopPerché la fissa ci mette di piùCosa può fare chi è rimasto senzaAbbiamo chiesto ai gestoriAggiornamento del 29 agosto: la risposta di FiberCopIl commento della redazione

A segnalarlo sono gli utenti stessi — anche sul nostro forum — da giorni: linea fissa e connessione fuori uso dal 20 agosto, con l'assistenza che, raccontano, non riesce a dare una data di ripristino né con TIM né con WindTre. È il paradosso silenzioso delle emergenze: quando torna la luce sembra tornata la normalità, ma per chi lavora da casa, per un anziano che ha solo il telefono fisso, per chi deve fare un pagamento online, quella normalità non è ancora arrivata.

Non è (solo) TIM o WindTre: sotto c'è FiberCop

C'è un equivoco da sciogliere subito. Gli utenti puntano il dito contro il proprio operatore — TIM, WindTre — ma con ogni probabilità il guasto riguarda quasi tutti, e per un motivo preciso: in gran parte d'Italia la rete fissa di accesso, cioè l'ultimo miglio di cavi (rame e fibra) che arriva fino a casa, non è di ciascun operatore ma di una società sola, FiberCop. Sulla fissa, TIM, WindTre, Fastweb, Vodafone, Iliad e gli altri in larga parte rivendono l'accesso alla stessa infrastruttura fisica: il «tubo» che porta internet nelle case è spesso lo stesso per tutti, cambia solo l'etichetta commerciale sulla bolletta.

La conseguenza è che, se una tromba d'aria abbatte i pali e trancia i cavi di quella rete, il disservizio non colpisce un gestore, ma tutti insieme quelli che ci passano — ed è per questo che, in casi come questo, cambiare operatore non serve a nulla: il problema sta a monte, nell'infrastruttura condivisa. A salvarsi sono soltanto le connessioni che non dipendono da quei cavi: chi ha una rete in fibra alternativa (come quella di Open Fiber, dove presente) o chi va in radio con l'FWA. È lo stesso identico meccanismo che sul mobile abbiamo visto pochi giorni fa a Passignano, con un traliccio condiviso: quando l'infrastruttura è una sola e cade, cadono tutti quelli che la usano.

Perché la fissa ci mette di più

C'è una ragione tecnica per cui, dopo un evento estremo, la rete fissa si riprende più lentamente della corrente. La prima è una questione di ordine: gran parte dell'infrastruttura telefonica — gli armadi stradali, le centraline, gli apparati nelle centrali — ha bisogno di elettricità per funzionare. Finché non torna la corrente non si può nemmeno capire cosa sia davvero rotto: prima la luce, poi la linea. La seconda è l'esposizione fisica. Buona parte della rete di accesso, specie fuori dai centri urbani, viaggia ancora su cavi aerei — rame o fibra tesati da un palo all'altro. Un albero che cade, un ramo che trancia, un palo che si piega: bastano a interrompere il collegamento, e ripararlo significa mandare squadre sul posto, palo per palo, tratta per tratta. Non è un interruttore da riarmare: è lavoro manuale, diffuso su chilometri di territorio, spesso in aree scomode.

A questo si aggiunge il triage: dopo un disastro le squadre partono dai guasti che rimettono in piedi più utenti possibile (una centrale, un armadio che serve un intero quartiere), e i casi più isolati — una singola tratta, poche case — finiscono in fondo alla lista. È efficiente per i numeri, frustrante per chi è nella manciata di utenze rimaste ultime.

Cosa può fare chi è rimasto senza

Nell'attesa, qualche mossa pratica aiuta. La più immediata è appoggiarsi alla rete mobile: se il cellulare prende, l'hotspot dallo smartphone o una saponetta 4G/5G possono tamponare per lavoro e videochiamate. Chi ha un'offerta FWA (l'internet casa via radio) e ha il segnale, spesso è messo meglio della fibra proprio perché non dipende dai cavi aerei. È utile poi aprire un guasto formale con il proprio operatore e annotarne la data: perché la normativa prevede indennizzi automatici per i guasti non riparati entro i tempi della carta dei servizi, e avere la segnalazione tracciata è ciò che dà diritto al rimborso. Non risolve il disservizio, ma almeno lo fa pesare a chi deve ripararlo.

Abbiamo chiesto ai gestori

Poiché le informazioni ufficiali mancano, abbiamo fatto la cosa che ci sembra più utile: abbiamo scritto agli operatori coinvolti, TIM e WindTre, chiedendo una stima dei tempi di ripristino nelle zone colpite (Buggiano, Massa e Cozzile e le altre aree della Valdinievole) e quali criticità stiano allungando i lavori. Il nodo vero, però, sta un gradino sopra: è FiberCop, la società che possiede e ripara materialmente la rete di accesso, a stabilire i tempi reali del ritorno alla normalità — e per questo abbiamo scritto anche a loro. Aggiorneremo questo articolo non appena riceveremo una risposta: se avete informazioni utili, o siete tra chi è ancora senza linea, scriveteci.

Aggiornamento del 29 agosto: la risposta di FiberCop

Dopo la pubblicazione dell'articolo, FiberCop ci ha risposto con una dichiarazione ufficiale attribuibile alla società. La riportiamo integralmente.

«FiberCop, gestore dell'infrastruttura di rete fissa, è al lavoro per ripristinare nel più breve tempo possibile i servizi di telefonia e connettività nelle aree della Valdinievole colpite dalla tromba d'aria del 20 agosto. Gli interventi in corso prevedono la sostituzione degli apparati di commutazione e trasmissione e delle relative componenti di centrale compromesse dagli eventi meteorologici eccezionali. Il completamento delle attività e il ripristino dei servizi sono previsti nel corso della prossima settimana. Le squadre tecniche di FiberCop continueranno a operare fino alla piena risoluzione dei disservizi.»

— FiberCop Media Relations

La risposta conferma due cose che avevamo ipotizzato. La prima: il guasto è a livello di centrale — apparati di commutazione e trasmissione — ed è proprio questo che spiega perché a restare senza linea siano stati insieme clienti di operatori diversi, tutti appoggiati alla stessa infrastruttura di accesso. La seconda: c'è finalmente una tempistica, per quanto di massima, con il ripristino atteso «nel corso della prossima settimana». Restiamo in attesa di TIM e WindTre, a cui abbiamo chiesto conferma sui tempi lato cliente: aggiorneremo ancora appena arriveranno le loro risposte.

Il commento della redazione

La rete fissa è la cenerentola delle emergenze: fa meno notizia di un tetto volato via, eppure per molte famiglie resta il filo che tiene insieme lavoro, salute e servizi. Questa vicenda ricorda una cosa che raccontiamo spesso, l'abbiamo fatto pochi giorni fa anche per il guasto mobile di Passignano: dietro le comodità che diamo per scontate c'è infrastruttura fisica fragile — pali, cavi, armadi — esposta al primo evento estremo. E gli eventi estremi, con il clima che cambia, sono sempre meno «eccezionali». Investire nel mettere sottoterra e in sicurezza le reti non è un lusso: è il prezzo per non restare, ogni volta, otto giorni senza telefono.

💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.

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redazione 28 Agosto 2026
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