
Nella settimana in cui Bรถrje Ekholm lascia la guida di Ericsson, la frase che lo ha definito negli ultimi anni gli torna indietro come un boomerang. All’inizio del 2025 aveva descritto il 6G come una semplice ยซevoluzioneยป del 5G. Era, scrive stamattina Iain Morris su Light Reading, una risposta a clienti che non hanno voglia di un’altra spesa generazionale. Il problema รจ che gli operatori lo hanno preso alla lettera: se il 6G รจ un’evoluzione, vogliono introdurlo aggiornando il software delle radio che hanno giร . E lรฌ, per Ericsson e Nokia, iniziano i guai.
La fine del ciclo delle generazioni
Fino al 5G, ricorda Morris, ogni generazione doveva essere una rivoluzione per giustificare la spesa: voce e SMS di massa col 2G, l’internet di base col 3G, una nuova forma d’onda e il video veloce col 4G. Il 5G รจ stato venduto come la rete della chirurgia a distanza e delle auto senza pilota, ed รจ finito per essere un miglioramento del 4G, con piรน spettro e piรน capacitร dove la rete era intasata. Gli operatori che ci hanno speso miliardi sono insoddisfatti dei ritorni, e attraverso la NGMN Alliance chiedono per il 6G ยซuna tecnologia modificata sullo stesso motore di baseยป. Le visioni piรน audaci, le reti che trasmettono olfatto e tatto o i robot connessi, stanno sbiadendo come la chirurgia remota del 5G.
Per questo la plenaria del 3GPP a Madrid, di cui abbiamo raccontato la settimana scorsa il rinvio a dicembre, si รจ occupata di questioni pratiche: come si mette il 6G nelle reti di chi non vuole rifarle. La base concordata รจ l’MRSS, la condivisione dinamica dello spettro fra 5G e 6G. ยซPoichรฉ รจ dinamico, puoi riusare lo spettro 5G come 6G o come 5G a seconda di quanti dispositivi ci sonoยป, spiega Gabriel Brown di Omdia. Il timore degli operatori รจ che finisca come il DSS fra 4G e 5G, criticato perchรฉ nelle prime versioni ยซaumentava molto l’overhead di segnalazione, consumava blocchi di risorse e lasciava meno capacitร ยป. Su questo i risultati presentati a Madrid sono incoraggianti: piรน fornitori hanno mostrato un overhead aggiuntivo nell’ordine di pochi punti percentuali, abbastanza basso, secondo Brown, perchรฉ l’MRSS funzioni.
Il nodo: si aggiorna via software o si cambiano le radio?
La questione irrisolta รจ un’altra: se gli operatori potranno introdurre il 6G via MRSS aggiornando il software degli apparati giร installati. Per alcune delle telco piรน grandi dell’Occidente รจ la ragione stessa dell’operazione. ยซSe guardi la logica di fondo, รจ evitare di dover andare a sostituire l’infrastruttura radioยป, dice Luke Ibbetson, responsabile della ricerca di Vodafone. Ma un 6G aggiornabile via software รจ un problema per fornitori che vivono ancora di apparati, anche se il software rende di piรน: lascerebbe un buco nei ricavi. E per Nokia, che sta spostando le sue radio dai chip su misura di Marvell alle GPU di Nvidia, una scelta che abbiamo raccontato a luglio, entra in conflitto con la strategia: Nokia dice che le GPU attuali reggeranno il software 6G per molti anni, ma nessuna rete 5G commerciale ha oggi una GPU per l’elaborazione della RAN. Per i suoi clienti, una prima spesa in hardware sembra inevitabile.
Ericsson non รจ messa molto meglio. ยซSperiamo di poter dire abbastanza presto quale hardware oggi in campo sarร pronto per il 6G, cosรฌ da avere un’introduzione aggiornabile via software su certi apparatiยป, ha detto a Light Reading Marie Hogan, responsabile della strategia di portafoglio 6G. Una possibilitร , secondo Brown, รจ che solo le radio 5G di ultima generazione risultino compatibili: ยซNon capiamo davvero dove cadrร il punto di taglioยป. Ibbetson lo sa: ยซAbbiamo piรน generazioni di hardware da piรน fornitori. Una radio di sei anni che proveremo ad aggiornare fra tre potrebbe non valere l’aggiornamento al 6G, perchรฉ non sarebbe compatibile col software, non avrebbe la potenza per farlo girare. Questo รจ chiaroยป.
E poi, che cosa ci si guadagna?
C’รจ un ultimo dubbio, il piรน scomodo. Come evoluzione del 5G, il 6G riuserร molta della stessa tecnologia, compresa la forma d’onda OFDM, e anche se sarร piรน efficiente difficilmente sposterร l’ago, soprattutto dopo aver pagato l’overhead dell’MRSS. ยซCi saranno funzioni extra molto evidenti? Non credo che ammonterebbero a granchรฉยป, dice Brown. ยซCi sono cose che lo renderanno migliore, ma te ne accorgerai come utente di telefono? Probabilmente noยป. Il valore dell’MRSS, precisa, sta altrove: chi accenderร radio 6G in bande nuove dovrร accoppiarle alle frequenze vecchie per copertura e segnalazione, e l’MRSS รจ ciรฒ che permette di aggiungere la banda nuova e riusare gradualmente le altre. ร un percorso di migrazione, non una promessa di prestazioni.
Il guaio รจ che le bande nuove identificate per il 6G non sono granchรฉ utili. I 3,5 GHz del 5G, nella descrizione di Brown, sono ยซdavvero buoni al chiuso, pessimi all’apertoยป per alcuni clienti, e le frequenze basse, che coprono di piรน, sono giร piene: da qui lo sguardo ai 6 GHz e oltre. Ericsson e Nokia sperano di far coincidere la copertura a 6 GHz con la griglia dei siti 5G in banda media, senza costruirne di nuovi, con radio Massive MIMO dotate di ancora piรน elementi. Ma quelle unitร costano, e la tecnologia ha appena incassato critiche pesanti: l’ex direttore tecnico di Nokia Marcus Weldon, di cui abbiamo scritto ieri, sostiene che il Massive MIMO ยซรจ un po’ uscito di scenaยป perchรฉ costi e complessitร non si sono dimostrati nettamente migliori. Nel suo ultimo Mobility Report, di giugno, Ericsson stima la copertura 5G in banda media al 60% della popolazione europea a piรน di sette anni dalla prima rete: pochi si stupirebbero, scrive Morris, se i 6 GHz facessero peggio.
Il commento della redazione
Chi legge il modem sa che un 5G che si aggancia solo sotto carico e un DSS che rende come un buon 4G sono la traccia di scelte fatte per partire prima. Che il 6G nasca giร senza applicazioni che il 5G non sappia servire, come ammette Brown, non รจ necessariamente una cattiva notizia per noi utenti: significa che la prossima generazione verrร giudicata sulla rete e non sui rendering. Ma il nodo dell’hardware va detto chiaramente, perchรฉ รจ lรฌ che si decide chi paga. Se il 6G sarร un aggiornamento software, il costo lo assorbono i fornitori; se richiederร radio nuove, lo pagano gli operatori e, in fondo, noi. La risposta di Hogan, ยซsperiamo di poter dire prestoยป, dice che oggi nessuno lo sa. E per chi, come noi, passa le giornate a leggere dal modem quali portanti sono accese davvero, il dubbio piรน concreto non รจ quando arriverร il 6G, ma su quali antenne.
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