
Ogni inizio settembre Berlino accende IFA, la più grande vetrina europea dell’elettronica di consumo, e come da copione la scena sarà dominata da televisori sempre più grandi, elettrodomestici che promettono di pensare al posto nostro e l’immancabile ondata di gadget spinti dall’intelligenza artificiale. Dal 4 all’8 settembre, tra i padiglioni della Messe Berlin, sfileranno quasi milleottocento espositori e oltre duecentomila visitatori: un fiume di annunci in cui, va detto con onestà, la maggior parte delle cose non rientra in ciò di cui ci occupiamo qui. Eppure, sotto la superficie dei frigoriferi connessi e delle cuffie di ultima generazione, IFA custodisce ogni anno una fetta che a noi interessa parecchio: quella delle reti che portano internet dentro casa e nelle tasche.
Perché è proprio a Berlino che la connettività domestica dà spesso il meglio di sé. IFA è la fiera di casa per AVM, l’azienda tedesca dei FRITZ!Box, che qui ha l’abitudine di presentare i suoi nuovi router: è lecito aspettarsi che il filone Wi-Fi 7 e i modelli 5G per il Fixed Wireless Access — il cosiddetto “5G al posto della linea fissa” — trovino spazio, sulla scia di quanto già mostrato al Mobile World Congress di primavera, dove aveva debuttato un FRITZ!Box con 5G e Wi-Fi 7 capace di viaggiare oltre il gigabit. Accanto ad AVM ci si aspetta il consueto ecosistema di produttori di apparati di rete: chi ormai dà per maturo il Wi-Fi 7 e chi, invece, comincia a parlare di Wi-Fi 8, la generazione che al MWC 2026 aveva iniziato a mostrarsi nei primi CPE di fascia alta, come quello nato dall’accoppiata tra MediaTek e Fibocom.
Il tema del Fixed Wireless Access, del resto, ci tocca da vicino anche in Italia: ne abbiamo scritto raccontando l’asta per la banda a 26 GHz, quella che dovrà alimentare buona parte del 5G ad altissima capacità destinato alla casa. IFA è la finestra giusta per capire in che direzione va l’hardware che porterà quelle frequenze nei salotti, tra antenne integrate, aggregazione di portanti e velocità di picco che sulla carta hanno ormai superato i dieci gigabit al secondo. Non è un dettaglio da poco per un Paese come il nostro, dove il fisso via radio è sempre più spesso la risposta più concreta là dove la fibra non arriva.
C’è poi il capitolo dei dispositivi. IFA non è la fiera degli smartphone per eccellenza — quel primato resta al MWC — ma negli ultimi anni è diventata una vetrina importante per tablet, indossabili, portatili e per quella nuova categoria di apparecchi che vivono di connessione perenne. Qui il nostro modo di guardare le cose è un po’ diverso dal racconto mainstream: ci interessa meno il colore della scocca e molto di più che modem ci sia dentro. È il tipo di lettura che portiamo avanti da tempo, come quando abbiamo aperto il Pixel 11 per raccontare il passaggio al modem MediaTek M90, o quando abbiamo seguito il lavoro di Ericsson e MediaTek sul posizionamento centimetrico via 5G. Se a Berlino comparirà un dispositivo con una radio interessante — un nuovo chip Wi-Fi, un modem 5G-Advanced, una soluzione pensata per il satellite diretto allo smartphone — è lì che punteremo lo sguardo.
E a proposito di satellite: la connettività dallo spazio ha smesso di essere fantascienza e comincia a infilarsi anche nell’elettronica di consumo. Non ci stupirebbe vedere a IFA qualche accenno al direct-to-device, agli hotspot con backup satellitare, alle prime soluzioni pensate per non restare mai senza segnale. È un filone che seguiamo con costanza, dai colossi come Starlink fino ai nuovi sfidanti, come la costellazione cinese SpaceSail che punta a insidiare il primato di SpaceX.

Detto tutto questo, arriviamo al punto che ci riguarda più da vicino: noi IFA 2026 la seguiremo. Non è ancora deciso se saremo fisicamente a Berlino, ma una cosa è certa: anche solo virtualmente, a IFA 2026 ci siamo. Del resto TLCworld nasce così, come una community di appassionati che racconta le reti più per passione che per mestiere: non sempre possiamo permetterci di esserci di persona, ma il punto di vista non manca mai. Riceviamo i comunicati e le anteprime sotto embargo, e nei giorni della fiera pubblicheremo articoli extra dedicati man mano che usciranno gli annunci che contano per le reti; se una giornata sarà densa abbastanza, valuteremo anche una copertura in tempo reale. La promessa, come sempre, è la stessa: niente rincorsa al gadget del giorno, ma il tentativo di spiegare cosa cambia davvero per chi naviga, telefona e si connette. Ci stiamo già muovendo, tra richieste di approfondimento e di intervista ad alcuni dei protagonisti della connettività che a Berlino si giocano una fetta di futuro.
Appuntamento quindi ai primi di settembre. Berlino accenderà i riflettori sull’intera galassia dell’elettronica di consumo; noi resteremo sintonizzati sulla parte che ci sta più a cuore, quella fatta di router, modem e reti che, in silenzio, tengono tutto il resto acceso. Restate con noi: vi racconteremo IFA dal lato che di solito nessuno guarda per primo, quello del segnale.