
Mentre l’Occidente discute di come contenere Starlink, la Cina finanzia la sua alternativa a colpi di miliardi. Secondo Caixin, Shanghai Spacecom Satellite Technology โ il nome commerciale รจ SpaceSail โ ha chiuso un nuovo round di finanziamento da quasi 7 miliardi di yuan, circa 1,94 miliardi di dollari, che valuta la societร attorno ai 50,1 miliardi di yuan. L’obiettivo dichiarato non lascia spazio a interpretazioni: costruire la costellazione in orbita bassa con cui Pechino vuole giocare la stessa partita di SpaceX, servendo l’enorme mercato interno e i clienti esteri in cerca di un’alternativa alla rete americana.
Mille vele, per ora duecentotrentotto
La costellazione si chiama Qianfan, “mille vele”, ed รจ conosciuta anche come G60 dal corridoio industriale di Shanghai che la ospita. I primi 18 satelliti sono saliti in orbita nell’agosto 2024; a fine luglio di quest’anno, secondo i conteggi degli osservatori, le unitร in orbita erano 238. Il progetto procede per fasi dichiarate: 648 satelliti per la copertura regionale, poi 1.296 per il servizio globale, fino a un obiettivo di lungo periodo tra i 14.000 e i 15.000 satelliti entro il 2030 โ l’ultima fase pensata anche per il collegamento diretto ai telefoni, il direct-to-mobile su cui si giocherร la prossima decade. I satelliti volano su orbite polari attorno agli 800 chilometri, con un design a pannello piatto che ricorda da vicino quello dei cugini americani, e la prima applicazione commerciale รจ partita dal tracciamento delle navi.
Ma dietro i numeri tondi c’รจ una corsa contro il tempo che spiega l’urgenza del round. Come riportato dalla stampa internazionale, il programma ha attraversato guasti ai primi satelliti e una pausa nei lanci durata sette mesi, e sulla testa di SpaceSail pende la tagliola dell’ITU: le regole internazionali impongono di avere in orbita il 10% della rete pianificata entro fine 2026 per conservare i diritti sullo spettro e sulle posizioni orbitali. Con 238 satelliti su migliaia pianificati, ogni mese di ritardo pesa โ e i capitali freschi servono esattamente a comprare cadenza di lancio.
Una corsa a capitali chiusi
C’รจ un dettaglio del round che vale quanto la cifra: secondo quanto riportato, l’investimento in SpaceSail รจ riservato a soggetti cinesi โ enti pubblici, fondi e industria nazionale, a partire dal governo municipale di Shanghai che ne รจ stato il primo finanziatore. Nessun capitale straniero, nessuna ambiguitร sulla catena di comando: la costellazione รจ infrastruttura strategica e come tale viene trattata. ร la differenza piรน profonda rispetto al modello americano, dove Starlink resta una societร privata con logiche commerciali, e persino rispetto all’europea IRISยฒ, costruita da un consorzio industriale su commessa pubblica: qui lo Stato non รจ il cliente della costellazione, ne รจ l’azionista e il garante.
Il mosaico globale, a questo punto, ha quattro tessere ben distinte. C’รจ Starlink che corre da sola e ambisce a fare l’operatore, forte di una flotta che nessuno puรฒ avvicinare nel breve. C’รจ l’Europa che con IRISยฒ compra sovranitร in ritardo ma con le idee chiare sull’uso governativo. Ci sono i nuovi aggregatori commerciali come Elveo, nata proprio questa settimana, che puntano su spettro e alleanze. E c’รจ la Cina, che gioca la partita piรน lunga: perdere i primi giri non importa, purchรฉ alla fine la rete ci sia, sia grande e risponda a Pechino.
Il nostro commento
La nostra lettura รจ che questo round racconti piรน la geopolitica che la finanza. Due miliardi di dollari, per una societร che secondo la stampa finanziaria รจ ancora in perdita e ha un fatturato embrionale, non sono un investimento a ritorno: sono un pedaggio strategico che la Cina paga volentieri per non lasciare l’orbita bassa a un monopolio americano. La parte interessante per chi si occupa di telecomunicazioni รจ il mercato di sbocco: nel mondo ci sono decine di governi che l’alternativa a Starlink la cercano attivamente โ per diffidenza politica, per diversificazione o semplicemente per potere negoziale โ e finora hanno trovato solo promesse. Se Qianfan supererร la strettoia dell’ITU e manterrร la cadenza di lancio, tra qualche anno il direct-to-device e la banda larga satellitare avranno un listino con almeno due voci, e i Paesi che oggi firmano con SpaceX in mancanza di alternative potranno mettere i fornitori in concorrenza. Non รจ detto che sia un mondo piรน semplice โ due costellazioni globali che rispondono a due superpotenze sono anche due sfere di influenza in piรน โ ma per gli operatori e i regolatori sarร certamente un mondo con piรน leve. E in un settore che di leve verso SpaceX ne ha pochissime, non รจ un dettaglio.
Fonti: Caixin, The Guardian, Bamboo Works.