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Telefonia Mobile

Abbiamo intervistato Ookla: lo stato reale delle reti mobili italiane

redazione
Ultimo aggiornamento: 12/08/2026
redazione
11 Minuti di lettura
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Smartphone con indicatore di velocità della rete su una località costiera italiana al tramonto e antenne 5G: intervista Ookla sulle reti mobili in Italia

Ci sono i dati, e poi c’è chi quei dati li raccoglie. Quando si parla di qualità delle reti mobili, il riferimento più citato al mondo è Ookla, la società dietro Speedtest: centinaia di milioni di test che confluiscono in Speedtest Intelligence, la base con cui operatori, regolatori e giornalisti misurano davvero com’è la rete, al di là degli spot pubblicitari. Per questo siamo particolarmente orgogliosi di aprire una finestra diretta: abbiamo rivolto a Ookla sei domande sullo stato delle reti mobili italiane, e a risponderci è stato Luke Kehoe, Lead Industry Analyst dell’azienda. Ne esce una fotografia netta, a tratti scomoda, con numeri freschi relativi al secondo trimestre 2026. La riportiamo integralmente, in formato domanda e risposta: le parole di una fonte come questa valgono più di qualunque nostro riassunto.

Contents
L’Italia e il 5G Standalone: il ritardo che pesaIl buco indoor e i limiti elettromagneticiConsistenza contro velocità di piccoIl conto dell’estate: reti giù fino al 56%FWA: sostituto reale della fibra?Il trend da tenere d’occhio verso il 2027Il commento della redazione

Non è un caso che una delle risposte più nette riguardi proprio l’estate: mentre pubblichiamo, l’Italia si avvicina al picco di Ferragosto, e i dati di Ookla sul crollo estivo nelle località turistiche danno sostanza a un fenomeno che stiamo raccontando e misurando insieme ai lettori.

L’Italia e il 5G Standalone: il ritardo che pesa

Dove si colloca l’Italia nel passaggio dal 5G “non standalone” (NSA) al 5G Standalone (SA), rispetto al resto d’Europa, e cosa significa per l’esperienza reale?

«La commercializzazione del 5G Standalone in Italia è iniziata, ma non su scala di massa: gli sviluppi restano in larga parte limitati a sperimentazioni in ambito enterprise. L’Italia rimane una delle ultime grandi economie europee priva di una commercializzazione SA su ampia scala. Nel secondo trimestre 2026 il SA ha rappresentato tra il 10% e il 16% di tutti i campioni 5G nei nostri dati Speedtest in Austria, Finlandia, Francia, Spagna e Regno Unito. È il divario fra il lanciare il SA — come molti Paesi hanno ormai fatto — e il migrarci gli utenti su larga scala, che richiede tempo e dipende da tariffe, supporto dei dispositivi e ritmo del rollout. Per l’Italia, il vero premio saranno una latenza più bassa, prestazioni in uplink più solide (grazie a funzioni come la carrier aggregation) e una migliore durata della batteria sulle reti 5G SA, aspetti sempre più importanti per le applicazioni in tempo reale e “AI-ready”.»

Nelle parole originali di Kehoe: «Italy remains one of the last major European economies without broad SA commercialisation.» È il rovescio della medaglia di un tema che seguiamo da vicino, quello del rinnovo delle frequenze e della corsa allo Standalone.

Il buco indoor e i limiti elettromagnetici

La connettività indoor resta un punto dolente: cosa mostra Speedtest Intelligence sul 5G al chiuso, e quali leve (n78, banda bassa, densificazione) fanno davvero la differenza?

«La debolezza del segnale cellulare indoor in Italia si concentra negli edifici ad alto afflusso, nelle città e nei centri densi. Gli immobili di nuova costruzione o ristrutturati possono essere particolarmente ostici, perché materiali come l’isolamento con foglio metallico e i vetri basso-emissivi aumentano la perdita di penetrazione del segnale, soprattutto alle frequenze più alte come la banda media a 3,5 GHz usata per il 5G. Gli operatori italiani lavorano inoltre in uno dei regimi elettromagnetici (EMF) più restrittivi d’Europa. Da aprile 2024 il limite di lungo periodo è salito da 6 V/m a 15 V/m, comunque ben al di sotto del livello di riferimento UE di 61 V/m nella banda 3,6-3,8 GHz. Questo lascia meno margine di potenza in molti siti e può frenare aggiornamenti e co-locazioni. È coerente con i nostri dati: le reti italiane appaiono meno dense ai telefoni — con una distanza mediana percepita più alta fra i siti, per l’effetto dei limiti EMF su quanto lontano arriva il segnale — nonostante l’Italia abbia un parco impianti fisicamente ampio.»

Consistenza contro velocità di picco

Come vanno letti gli indicatori di consistenza, e perché sono la misura più vera dell’esperienza quotidiana rispetto al picco?

«La velocità di picco riflette il caso migliore, di norma misurato al 90° percentile: la soglia raggiunta dal 10% più veloce dei risultati. La consistenza, invece, la definiamo come la quota di misurazioni Speedtest che, nell’uso ordinario, superano contemporaneamente una soglia minima in download e in upload: 5 Mbps giù e 1 Mbps su per tutte le tecnologie mobili, 25 Mbps giù e 3 Mbps su per 5G e banda larga fissa. Nel secondo trimestre 2026 l’89% delle misurazioni mobili italiane ha superato la soglia base, eppure il 10° percentile era di appena 9,15 Mbps e la mediana è scesa da 100 Mbps alle 3 del mattino a 49 Mbps alle 22. Ecco perché contano sia il “pavimento” sia l’ora di punta: raccontano cosa sperimentano davvero le persone nelle condizioni più difficili e nel momento in cui hanno più bisogno della connessione.»

Il conto dell’estate: reti giù fino al 56%

I picchi stagionali: in Italia l’esodo di agosto mette sotto stress le reti. Vedete un degrado misurabile nei periodi di grande mobilità, e come lo affrontano gli operatori?

«La “tassa di agosto” legata alle vacanze non è semplicemente un’impennata di traffico nazionale. È uno spostamento geografico: la domanda si sposta dal Nord industriale verso le destinazioni costiere e montane, le cui reti sono dimensionate soprattutto per la popolazione residente. Vediamo uno schema simile in altri Paesi mediterranei come Spagna e Grecia. Nelle principali aree turistiche italiane, negli ultimi anni la velocità mediana di download in piena estate è stata dal 20% al 60% più bassa rispetto alla tarda primavera, con cali del 56% in Versilia e del 51% nella zona di Gallipoli. Questo evidenzia l’importanza di investire prima della stagione in capacità (con più spettro) e in aggiornamenti del backhaul, celle temporanee e sistemi indoor mirati nei principali punti di accesso e nelle sedi degli eventi.»

Nelle parole originali: «The holiday-induced August penalty is not simply a national traffic surge. It is a geographic shift.»

FWA: sostituto reale della fibra?

La FWA cresce in fretta in Italia: cosa dicono i dati sul suo ruolo come vero sostituto della banda larga fissa?

«La FWA è già un sostituto reale della banda larga fissa dove la disponibilità o la convenienza economica della fibra sono deboli. L’Italia ha chiuso il 2025 con 2,68 milioni di linee FWA, mentre le reti mobili hanno trasportato il 24% del traffico dati totale del Paese (in base ai dati ufficiali riportati) e, nei nostri dati, l’11% dei test da Wi-Fi o desktop raggiungeva comunque internet via rete cellulare. La velocità mediana di download di EOLO è salita da 58,96 a 65,94 Mbps fra gennaio e marzo 2026, con una mediana in upload di 20,40 Mbps e 17 ms di latenza. È probabilmente più che sufficiente per la maggior parte degli usi domestici, anche se fattori locali come la capacità del sito, la visibilità ottica e la congestione nelle ore di punta restano importanti e possono variare.»

È la conferma, dal lato dei dati, di una tendenza che avevamo osservato guardando alla crescita della FWA su 5G in Europa.

Il trend da tenere d’occhio verso il 2027

Un trend di qualità di rete che i lettori dovrebbero seguire arrivando al 2027?

«Un trend chiave da seguire da vicino è se l’uso del 5G continuerà a superare la capacità della rete. Nel secondo trimestre 2026 l’84% dei terminali osservati era 5G-capable e l’81% delle misurazioni usava il 5G: segno che le reti sono indietro rispetto al parco dispositivi. La velocità mediana di download in 5G era di 128,25 Mbps (in calo rispetto alle fasi precedenti del ciclo 5G), l’upload restava intorno agli 11 Mbps e la sera il download scendeva sensibilmente a circa 50 Mbps. La domanda per il 2027 è se i limiti di potenza più alti, il lavoro di densificazione e più capacità in banda media miglioreranno le prestazioni nell’ora di punta, compensando l’aumento dell’uso. In caso contrario, un uso più ampio del 5G renderà la congestione ancora più visibile.»

Il commento della redazione

Quello che ci lascia questa intervista è una lezione di misura. Nessun proclama, nessuna classifica da tifoseria: solo la fotografia di una rete italiana solida nella media ma fragile nei momenti che contano — l’ora di punta, l’edificio sbagliato, la spiaggia affollata di agosto. È esattamente lì che si gioca l’esperienza reale, ed è lì che i numeri di Speedtest Intelligence sono più spietati e più utili. Ringraziamo Ookla e Luke Kehoe per la disponibilità e la trasparenza. I dati citati provengono da Speedtest Intelligence® di Ookla; per approfondire — o per contribuire con la propria misurazione — il riferimento è Speedtest e Ookla. È la prima di quella che speriamo sia una collaborazione ricorrente.

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