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IFA 2026: cosa aspettarsi tra reti, CPE 5G e router (e perché la seguiremo)

redazione
Ultimo aggiornamento: 19/08/2026
redazione
6 Minuti di lettura
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Router 5G con antenne nella zona connettività di una fiera dell'elettronica di consumo, in stile IFA Berlino

Ogni inizio settembre Berlino accende IFA, la più grande vetrina europea dell’elettronica di consumo, e come da copione la scena sarà dominata da televisori sempre più grandi, elettrodomestici che promettono di pensare al posto nostro e l’immancabile ondata di gadget spinti dall’intelligenza artificiale. Dal 4 all’8 settembre, tra i padiglioni della Messe Berlin, sfileranno quasi milleottocento espositori e oltre duecentomila visitatori: un fiume di annunci in cui, va detto con onestà, la maggior parte delle cose non rientra in ciò di cui ci occupiamo qui. Eppure, sotto la superficie dei frigoriferi connessi e delle cuffie di ultima generazione, IFA custodisce ogni anno una fetta che a noi interessa parecchio: quella delle reti che portano internet dentro casa e nelle tasche.

Perché è proprio a Berlino che la connettività domestica dà spesso il meglio di sé. IFA è la fiera di casa per AVM, l’azienda tedesca dei FRITZ!Box, che qui ha l’abitudine di presentare i suoi nuovi router: è lecito aspettarsi che il filone Wi-Fi 7 e i modelli 5G per il Fixed Wireless Access — il cosiddetto “5G al posto della linea fissa” — trovino spazio, sulla scia di quanto già mostrato al Mobile World Congress di primavera, dove aveva debuttato un FRITZ!Box con 5G e Wi-Fi 7 capace di viaggiare oltre il gigabit. Accanto ad AVM ci si aspetta il consueto ecosistema di produttori di apparati di rete: chi ormai dà per maturo il Wi-Fi 7 e chi, invece, comincia a parlare di Wi-Fi 8, la generazione che al MWC 2026 aveva iniziato a mostrarsi nei primi CPE di fascia alta, come quello nato dall’accoppiata tra MediaTek e Fibocom.

Il tema del Fixed Wireless Access, del resto, ci tocca da vicino anche in Italia: ne abbiamo scritto raccontando l’asta per la banda a 26 GHz, quella che dovrà alimentare buona parte del 5G ad altissima capacità destinato alla casa. IFA è la finestra giusta per capire in che direzione va l’hardware che porterà quelle frequenze nei salotti, tra antenne integrate, aggregazione di portanti e velocità di picco che sulla carta hanno ormai superato i dieci gigabit al secondo. Non è un dettaglio da poco per un Paese come il nostro, dove il fisso via radio è sempre più spesso la risposta più concreta là dove la fibra non arriva.

C’è poi il capitolo dei dispositivi. IFA non è la fiera degli smartphone per eccellenza — quel primato resta al MWC — ma negli ultimi anni è diventata una vetrina importante per tablet, indossabili, portatili e per quella nuova categoria di apparecchi che vivono di connessione perenne. Qui il nostro modo di guardare le cose è un po’ diverso dal racconto mainstream: ci interessa meno il colore della scocca e molto di più che modem ci sia dentro. È il tipo di lettura che portiamo avanti da tempo, come quando abbiamo aperto il Pixel 11 per raccontare il passaggio al modem MediaTek M90, o quando abbiamo seguito il lavoro di Ericsson e MediaTek sul posizionamento centimetrico via 5G. Se a Berlino comparirà un dispositivo con una radio interessante — un nuovo chip Wi-Fi, un modem 5G-Advanced, una soluzione pensata per il satellite diretto allo smartphone — è lì che punteremo lo sguardo.

E a proposito di satellite: la connettività dallo spazio ha smesso di essere fantascienza e comincia a infilarsi anche nell’elettronica di consumo. Non ci stupirebbe vedere a IFA qualche accenno al direct-to-device, agli hotspot con backup satellitare, alle prime soluzioni pensate per non restare mai senza segnale. È un filone che seguiamo con costanza, dai colossi come Starlink fino ai nuovi sfidanti, come la costellazione cinese SpaceSail che punta a insidiare il primato di SpaceX.

Router 5G su un tavolo alla fiera IFA, con la hall e i cartelli 5G sullo sfondo

Detto tutto questo, arriviamo al punto che ci riguarda più da vicino: noi IFA 2026 la seguiremo. Non è ancora deciso se saremo fisicamente a Berlino, ma una cosa è certa: anche solo virtualmente, a IFA 2026 ci siamo. Del resto TLCworld nasce così, come una community di appassionati che racconta le reti più per passione che per mestiere: non sempre possiamo permetterci di esserci di persona, ma il punto di vista non manca mai. Riceviamo i comunicati e le anteprime sotto embargo, e nei giorni della fiera pubblicheremo articoli extra dedicati man mano che usciranno gli annunci che contano per le reti; se una giornata sarà densa abbastanza, valuteremo anche una copertura in tempo reale. La promessa, come sempre, è la stessa: niente rincorsa al gadget del giorno, ma il tentativo di spiegare cosa cambia davvero per chi naviga, telefona e si connette. Ci stiamo già muovendo, tra richieste di approfondimento e di intervista ad alcuni dei protagonisti della connettività che a Berlino si giocano una fetta di futuro.

Appuntamento quindi ai primi di settembre. Berlino accenderà i riflettori sull’intera galassia dell’elettronica di consumo; noi resteremo sintonizzati sulla parte che ci sta più a cuore, quella fatta di router, modem e reti che, in silenzio, tengono tutto il resto acceso. Restate con noi: vi racconteremo IFA dal lato che di solito nessuno guarda per primo, quello del segnale.

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