
Quattro mesi fa il direct-to-device giapponese era una curiositร promettente; oggi รจ un fenomeno di massa che prenota il futuro. NTT Docomo ha annunciato di aver firmato con Starlink il contratto per i satelliti di nuova generazione Mobile V2: nel corso dell’anno fiscale 2028 il servizio docomo Starlink Direct aggiungerร chiamate vocali, internet veloce e connettivitร diretta per l’IoT, trasformando quella che oggi รจ una messaggistica d’emergenza in un vero servizio mobile che scende dal cielo.
Da 5 a 6,5 milioni in un’estate
Per capire perchรฉ Docomo abbia fretta di prenotare la prossima generazione basta guardare i numeri della prima. Il servizio, partito il 27 aprile con SMS e un set limitato di applicazioni, รจ offerto gratuitamente a tutti gli abbonati dei piani Docomo e ahamo โ e la formula ha funzionato oltre le attese: a luglio raccontavamo il traguardo dei 5 milioni di utenti, e il contatore ufficiale dice ora 6,5 milioni di utenti cumulati in tre mesi. In un arcipelago fatto di montagne, isole remote e rotte marittime, la possibilitร di mandare un messaggio “dove il segnale non arriva” si รจ rivelata un argomento commerciale formidabile, anche solo come assicurazione psicologica inclusa nel canone.
Il salto di qualitร , perรฒ, arriva con il ferro nuovo. I satelliti Starlink Mobile V2 โ la generazione che SpaceX ha progettato per il servizio cellulare diretto e di cui abbiamo raccontato le ambizioni americane โ promettono secondo la stampa di settore velocitร di classe 5G verso smartphone del tutto normali, senza antenne dedicate nรฉ app speciali. Per gli utenti consumer significa navigare e telefonare in montagna, sulle isole minori o in mare aperto; per le aziende, la divisione NTT Docomo Business gestirร soluzioni IoT per raccolta dati e monitoraggio remoto in ambienti dove tirare un cavo o piantare un’antenna รจ antieconomico o impossibile.
Il laboratorio giapponese del direct-to-device
Il Giappone si conferma il mercato piรน avanti del mondo su questa frontiera: la copertura satellitare da smartphone รจ ormai un terreno di concorrenza tra operatori, non un esperimento di nicchia. E il modello economico che ne sta emergendo merita attenzione, perchรฉ rovescia le prime ipotesi del settore: il D2C non รจ (ancora) un abbonamento da vendere, ma una funzione da includere per fidelizzare โ la copertura come benefit, non come bolletta. I 6,5 milioni di giapponesi che l’hanno attivato in un’estate dimostrano che la domanda esiste; la vera incognita, e Docomo lo sa bene, รจ quanti saranno disposti a pagare quando dal messaggio di testo si passerร alla voce e ai dati veloci, cioรจ a servizi che costano capacitร satellitare vera.
La mossa va letta anche nel quadro della corsa globale che si รจ fatta affollata: appena ieri raccontavamo la nascita di Elveo Mobile dalla fusione Lynk-Omnispace, mentre AST SpaceMobile accumula accordi con gli operatori e SpaceX gioca su entrambi i tavoli, partner degli operatori all’estero e aspirante concorrente in casa propria. In questo scenario, chi firma presto si assicura capacitร e prioritร sulla costellazione del fornitore piรน avanti di tutti โ e in Europa qualcosa si muove nella stessa direzione, con la sperimentazione direct-to-cell accesa sull’Appennino da Fastweb e Vodafone proprio con la tecnologia di Starlink.
Il nostro commento
La nostra lettura รจ che Docomo abbia appena definito il percorso che molti operatori seguiranno: prima si regala la messaggistica satellitare per abituare milioni di clienti all’idea che “il telefono prende sempre”, poi โ quando la costellazione lo consente โ si monetizza il gradino superiore, voce e dati, su una base utenti giร educata e affezionata. ร la vecchia strategia della porta d’ingresso gratuita, applicata al cielo. Restano due incognite che nessun annuncio scioglie. La prima รจ la capacitร : le velocitร “di classe 5G” promesse dai V2 andranno divise tra tutti gli utenti sotto lo stesso fascio, e tra il picco dimostrativo e l’esperienza reale di un sabato d’agosto in barca ci sarร la solita distanza. La seconda รจ strategica: appaltare a Starlink il pezzo di rete che cresce piรน in fretta significa legarsi a un fornitore che altrove fa l’operatore in proprio โ una dipendenza che i gestori giapponesi evidentemente giudicano accettabile oggi, ma che spiega perchรฉ mezzo mondo, dall’Europa di IRISยฒ ai nuovi poli come Elveo, cerchi disperatamente alternative. Nel frattempo, una cosa รจ misurabile: 6,5 milioni di utenti in tre mesi sono il segnale che il direct-to-device รจ uscito dalla fase delle promesse. Adesso รจ un mercato, e il 2028 รจ dietro l’angolo.
Fonti: Telecompaper, comunicato NTT Docomo del 17 agosto 2026.