
C’è un chilometro scarso di asfalto e sampietrini che ogni ucraino conosce a memoria: il tratto che va da Maidan Nezalezhnosti, la piazza dell’Indipendenza, fino a piazza Bessarabska, lungo il viale Khreshchatyk. È il salotto di Kyiv, il posto delle passeggiate della domenica e delle celebrazioni nazionali. Da mercoledì 22 luglio è anche qualcos’altro: la più grande zona di test 5G mai accesa in Ucraina, in funzione mentre il Paese combatte una guerra sul proprio territorio da più di quattro anni.
Tre rivali, una rete sola
La notizia, rilanciata da Mobile World Live e annunciata ufficialmente dal Ministero della Trasformazione Digitale ucraino, ha un dettaglio che da queste parti non passa inosservato: il pilota non è di un singolo operatore, ma di tutti e tre i big nazionali insieme. Kyivstar, Vodafone Ukraine e lifecell — che in tempo di pace si contendono ogni singola SIM — hanno acceso la rete di prova fianco a fianco, coordinati dal governo. Una collaborazione che in Europa occidentale faticheremmo a immaginare e che lì, semplicemente, è figlia della necessità: quando le antenne vengono giù sotto i missili, la concorrenza può aspettare.
Quella della capitale è la quarta località ucraina a entrare nel programma. Il percorso era iniziato il 12 gennaio a Lviv, nell’ovest del Paese, per poi toccare Kharkiv — città che dista una quarantina di chilometri dal confine russo e vive sotto allarme aereo quasi quotidiano — e Borodianka. E proprio Borodianka è la tappa più carica di significato: la cittadina a nord-ovest di Kyiv fu tra le più devastate dall’occupazione russa nei primi mesi del 2022, con interi isolati rasi al suolo. Portare lì una rete di quinta generazione, prima ancora che nella capitale, è stato un messaggio politico prima che tecnico. Come ha spiegato il ministero, i tecnici hanno accumulato «un’esperienza unica nel dispiegare reti in condizioni infrastrutturali diversissime, dai centri storici alle stazioni ferroviarie, dalle città in prima linea alle piccole comunità».
I numeri del test: oltre 1 Gbps sotto la legge marziale
Veniamo alla sostanza tecnica, che è tutt’altro che simbolica. La rete pilota di Kyiv poggia su oltre 300 stazioni base già attive, con gli operatori al lavoro per ampliarne il perimetro: la zona ufficiale copre il centro, ma Vodafone Ukraine — per bocca della CEO Olha Ustynova — ha già installato apparati per testare il 5G in tutti i distretti della città. L’architettura è Non-Standalone, quindi con la radio 5G appoggiata al core 4G esistente, e lavora su due bande complementari: i 3.500 MHz per spingere sulla velocità e i 700 MHz per garantire copertura ampia e penetrazione indoor. È lo stesso schema a doppia banda che abbiamo visto adottare da mezza Europa, e non a caso: è il modo più rapido e pragmatico di far partire un 5G quando le risorse sono contate.
I risultati raccolti finora nei quattro piloti dicono che la ricetta funziona: quasi un milione e mezzo di ucraini ha già provato la rete, con punte di download oltre 1 Gbps e medie tra i 600 e i 700 Mbps. Per dare un metro di paragone, sono valori che non sfigurerebbero nelle classifiche internazionali di cui abbiamo scritto raccontando la rete più veloce del mondo, quella di e& negli Emirati. Certo, un pilota con utenza limitata non è una rete commerciale carica di traffico, e i numeri vanno letti con questa tara. Ma restano notevoli per un Paese dove, secondo GSMA Intelligence, il 4G rappresenta ancora il 78% delle connessioni mobili e dove solo il 29% degli smartphone in circolazione è pronto per il 5G.
Prossima fermata Odesa, poi il dopoguerra
Il calendario prosegue: dopo Kyiv toccherà a Odesa, la grande città portuale sul Mar Nero, con la sperimentazione che dovrebbe accompagnare tutto il 2026. Il lancio commerciale vero e proprio, invece, resta legato a una condizione che non dipende da nessun piano industriale: la fine della legge marziale. «Il nostro compito ora è testare a fondo la tecnologia, per poterla scalare in tutto il Paese quando la legge marziale sarà terminata», ha messo nero su bianco il ministero. Tradotto: l’Ucraina sta usando gli anni di guerra per farsi trovare pronta, così che il 5G nazionale possa accendersi in tempi rapidi appena le condizioni lo permetteranno.
Non è un dettaglio da poco nemmeno sul piano industriale. Gli operatori ucraini hanno passato quattro anni a fare miracoli per tenere in piedi le reti esistenti — ne sapevamo qualcosa già raccontando i progetti di efficienza energetica di Vodafone Ukraine, nati quando i blackout mettevano a rischio le stazioni base. Che gli stessi ingegneri trovino il tempo e le risorse per sperimentare la quinta generazione, tra un allarme aereo e l’altro, dice molto sulla resilienza di quel settore telecom.
Il nostro commento
Dalla redazione lo diciamo senza giri di parole: questa è una delle notizie 5G più significative dell’anno, non per i gigabit ma per il contesto. L’Europa in pace discute da anni di coperture che non decollano e di aste dello spettro infinite; l’Ucraina in guerra ha messo tre operatori concorrenti attorno allo stesso tavolo, ha liberato due bande di frequenza e ha acceso quattro città pilota in sette mesi. C’è anche una lezione strategica che le cancellerie europee farebbero bene ad annotare, ora che la connettività è a pieno titolo una questione di sicurezza nazionale — un tema che abbiamo toccato parlando del 5G applicato alle comunicazioni militari britanniche: le reti si possono costruire anche nelle condizioni peggiori, se c’è una ragione abbastanza forte per farlo. Quando la guerra finirà, l’Ucraina non dovrà ricostruire solo case e ponti, ma avrà almeno un cantiere già avviato: quello della sua rete del futuro. E noi, sinceramente, facciamo il tifo.
Fonti: Mobile World Live, Ukrinform, Ministero della Trasformazione Digitale dell’Ucraina, Vodafone Ukraine