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Telefonia Mobile

Il 5G si arruola: Ericsson entra nel programma da 8 miliardi di sterline per le comunicazioni militari britanniche

redazione
Ultimo aggiornamento: 17/07/2026
redazione
11 Minuti di lettura
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Soldato con tablet e antenna 5G tattica: comunicazioni militari 5G del framework TacSys della difesa britannica

C’รจ un cliente che negli ultimi due anni รจ diventato il piรน corteggiato dell’industria delle telecomunicazioni, e non รจ un operatore mobile nรฉ un colosso del cloud: รจ l’uomo in divisa. L’ultima conferma รจ arrivata in queste ore dal Regno Unito, dove Ericsson ha annunciato di essere stata selezionata come fornitore del nuovo framework Tactical Communication Systems del Ministero della Difesa britannico: un programma di acquisti che vale fino a 8 miliardi di sterline โ€” oltre 9 miliardi di euro โ€” spalmati su otto anni, da giugno 2026 a giugno 2034. In pratica, il colosso svedese entra ufficialmente nel listino da cui l’esercito di Sua Maestร  attingerร  per rifare da cima a fondo le proprie comunicazioni tattiche. E il 5G, quello vero, quello delle reti commerciali che usiamo tutti i giorni, si prepara a indossare la mimetica.

Contents
Un listino da 8 miliardi per rifare le comunicazioni del campo di battagliaCosa porta Ericsson sotto le armiNon solo Ericsson: nel listino c’รจ anche una sorpresa finlandeseLa difesa, nuovo eldorado delle telcoIl nostro commento

Un listino da 8 miliardi per rifare le comunicazioni del campo di battaglia

Per capire la portata della notizia bisogna prima capire che cosa sia questo framework, noto negli ambienti degli appalti pubblici britannici con la sigla RM6393, o piรน amichevolmente TacSys. Non si tratta di un singolo contratto, ma di un accordo quadro gestito dal Crown Commercial Service โ€” la centrale acquisti del governo di Londra โ€” con il Ministero della Difesa nel ruolo di capofila e principale utilizzatore. L’idea รจ semplificare radicalmente il modo in cui la Difesa e le altre amministrazioni pubbliche comprano sistemi di comunicazione specialistici: invece di bandire una gara per ogni esigenza, si crea un elenco di fornitori pre-qualificati a cui rivolgersi di volta in volta, con tempi piรน rapidi e regole giร  definite.

Il programma รจ diviso in tre lotti: uno dedicato ai servizi โ€” progettazione delle architetture, integrazione di rete e di sistema, test, formazione e supporto sul campo โ€”, uno ai sistemi completi chiavi in mano, e un terzo ai singoli componenti e alle tecnologie specialistiche. Ericsson, come raccontano Mobile News e Telecompaper, รจ stata ammessa a due dei tre lotti: quello dei servizi e quello dei componenti di rete. Significa che il Ministero della Difesa potrร  acquistare dalla societร  svedese sia la tecnologia โ€” a partire dal 5G privato e dai prodotti di networking pensati per l’uso militare โ€” sia le competenze per metterla in piedi e farla funzionare.

Un dettaglio interessante, che dice molto sulla filosofia del programma, รจ che il framework รจ “aperto”: ogni due anni si riaprirร  per far entrare nuovi fornitori e permettere a quelli giร  dentro di aggiornare le proprie offerte. In un settore in cui la tecnologia invecchia in fretta โ€” e la guerra in Ucraina ha dimostrato quanto velocemente evolvano droni, contromisure elettroniche e sistemi di comunicazione โ€” รจ un modo per evitare che l’esercito britannico resti legato per un decennio a soluzioni pensate nel 2026.

Cosa porta Ericsson sotto le armi

Nel comunicato ufficiale, Ericsson spiega che le sue soluzioni serviranno a collegare in tempo reale sensori, personale e piattaforme: soldati, veicoli, droni e centri di comando che si parlano su una rete veloce, affidabile e soprattutto sicura. รˆ il concetto che i militari chiamano multi-domain command and control: terra, mare, aria, spazio e cyberspazio uniti da un’unica maglia di connettivitร , dove l’informazione raccolta da un sensore arriva a chi deve decidere nel giro di istanti e non di minuti.

Tra le applicazioni future citate dall’azienda ce ne sono un paio che ai nostri lettori suoneranno familiari. La prima รจ l’uso dell’intelligenza artificiale per rilevare i droni sfruttando i segnali 5G: la rete che diventa un radar, esattamente la tecnologia che AT&T e la stessa Ericsson stanno sperimentando fuori dagli stadi dei Mondiali americani, dove le antenne commerciali riconoscono i velivoli non autorizzati “leggendo” i riflessi delle onde radio. La seconda รจ la gestione avanzata dello spettro, ovvero la capacitร  di spremere ogni hertz disponibile anche in ambienti ostili, dove qualcuno โ€” tipicamente il nemico โ€” sta cercando attivamente di disturbare le tue frequenze.

Nadine Allen, che guida Ericsson UK, ha commentato che il framework permetterร  all’azienda di sostenere il programma di ammodernamento delle comunicazioni del Ministero con reti sicure e resilienti. Dietro la formula di rito c’รจ una realtร  tecnica precisa: le reti private 5G che Ericsson giร  installa in porti, fabbriche e aeroporti โ€” come quella accesa poche settimane fa al terminal Altenwerder di Amburgo con Deutsche Telekom โ€” sono la stessa piattaforma che, con gli opportuni irrobustimenti, puรฒ seguire una brigata in esercitazione o una base operativa avanzata. Il vantaggio del 5G “commerciale” rispetto alle radio militari proprietarie sta tutto qui: รจ uno standard globale, prodotto in volumi enormi, con un ecosistema di dispositivi sterminato e costi che nessun sistema su misura puรฒ avvicinare.

Non solo Ericsson: nel listino c’รจ anche una sorpresa finlandese

Il framework non รจ un affare esclusivo del gigante di Stoccolma. Tra i fornitori ammessi figura anche KNL, azienda finlandese specializzata in comunicazioni tattiche e controllata dal gruppo Telenor, che si รจ assicurata un posto nei lotti dei sistemi completi e dei componenti. รˆ un nome poco noto al grande pubblico ma molto rispettato nel settore: KNL sviluppa radio ad alta frequenza capaci di comunicare a lunghissima distanza senza satelliti nรฉ infrastrutture, il tipo di tecnologia che torna preziosa quando tutto il resto รจ stato spento o abbattuto. La sua presenza accanto a Ericsson racconta bene la logica del programma: non un unico fornitore tuttofare, ma un portafoglio di specialisti da comporre secondo le esigenze.

E qui vale la pena allargare lo sguardo, perchรฉ la mossa britannica non รจ un episodio isolato: รจ l’ennesimo tassello di una tendenza che sta ridisegnando le strategie dell’intera industria delle telecomunicazioni.

La difesa, nuovo eldorado delle telco

Da quando i Paesi NATO si sono impegnati a portare la spesa per la difesa verso il 5% del PIL, i vendor di rete hanno capito che il budget militare รจ una delle poche voci in crescita robusta in un mercato โ€” quello degli operatori โ€” ormai maturo e avaro di soddisfazioni. Come ha osservato Light Reading, Ericsson e Nokia guardano ai fondi NATO come a una possibile seconda giovinezza per il 5G, dopo anni in cui le vendite di apparati alle telco tradizionali hanno continuato a calare.

La lista delle iniziative recenti รจ impressionante. Ericsson ha creato negli Stati Uniti una divisione dedicata, Ericsson Federal Technologies Group, per lavorare direttamente con il Pentagono. In Svezia collabora con Telia e con le forze armate nazionali per portare il 5G nelle esercitazioni di difesa del territorio. In Italia ha acceso, insieme a Leonardo, reti 5G Standalone private per la Marina Militare, sperimentate perfino in mare aperto. Con Vodafone ha stretto una “alleanza tattica” per sviluppare applicazioni militari del 5G, messa alla prova nelle esercitazioni NATO di sistemi marittimi senza equipaggio. E in Canada, insieme a Saab, punta a rifare i sistemi di comando e controllo delle forze armate. Il quadro รจ chiaro: ogni grande contratto di difesa รจ oggi anche, in parte, un contratto di telecomunicazioni.

C’รจ infine una lettura tutta britannica di questa storia. Il Regno Unito รจ il Paese che โ€” come abbiamo raccontato โ€” continua ad avere il peggior 5G d’Europa sul fronte consumer, con velocitร  mediane che fanno arrossire persino gli operatori dell’Est europeo. Fa una certa impressione vedere lo stesso governo che fatica a garantire una copertura decente ai cittadini investire 8 miliardi di sterline in comunicazioni tattiche all’avanguardia. Ma รจ anche comprensibile: la prioritร  politica, a Londra come nel resto d’Europa, si รจ spostata. E i soldi seguono le prioritร .

Il nostro commento

Da parte nostra, questa notizia merita due considerazioni. La prima รจ industriale: per Ericsson, entrare nel listino della difesa britannica รจ una vittoria che vale piรน del suo peso in contratti immediati. I framework come TacSys non garantiscono ricavi โ€” sono una licenza di caccia, non una preda โ€” ma posizionano l’azienda esattamente dove il denaro pubblico scorrerร  per il prossimo decennio. Chi resta fuori ora, rincorrerร  per anni. La seconda considerazione รจ tecnologica, e ci sta particolarmente a cuore: la migrazione del 5G verso il mondo militare รจ la dimostrazione definitiva che la rete mobile รจ diventata infrastruttura critica nel senso piรน letterale del termine. Le stesse antenne, gli stessi standard, gli stessi protocolli che ci portano i video su TikTok possono guidare droni, individuare minacce e tenere in vita le comunicazioni di un reparto sotto attacco elettronico. รˆ affascinante e, ammettiamolo, anche un po’ vertiginoso. Per una volta, la frase “il 5G cambierร  tutto” โ€” ripetuta fino alla noia nei convegni di settore โ€” trova un’applicazione in cui รจ semplicemente, letteralmente vera. Speriamo solo che la versione che cambierร  le nostre vite di tutti i giorni resti quella che viaggia in borghese.

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