TLCWorld.itTLCWorld.it
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Lettura: La telefonata batte WhatsApp: a Manila Ookla misura la rivincita del VoLTE
Condividi
Aa
TLCWorld.itTLCWorld.it
Aa
Cerca..
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Seguici adesso!
© 2023 TLCWorld.it
TLCWorld.it > Rete Mobile > La telefonata batte WhatsApp: a Manila Ookla misura la rivincita del VoLTE
Rete Mobile

La telefonata batte WhatsApp: a Manila Ookla misura la rivincita del VoLTE

redazione
Ultimo aggiornamento: 27/07/2026
redazione
8 Minuti di lettura
Condividi

Ragazza fa una chiamata VoLTE con lo smartphone in una strada di Manila con torre cellulare sullo sfondo

Contents
Un laboratorio a cielo aperto chiamato ManilaI numeri: qualità HD contro «sufficiente»Perché la rete dà ragione alla telefonataLa voce, il 3G che se ne va e l’AI che arrivaIl commento della redazione

C’è un gesto che davamo tutti per archiviato: aprire il tastierino del telefono e fare una chiamata «normale», di quelle che passano dalla rete dell’operatore e finiscono in bolletta. Da anni la voce viaggia soprattutto dentro le app — WhatsApp in testa — e la telefonata classica sembrava roba da call center e da genitori. Poi arriva uno studio come quello che Ookla ha pubblicato oggi, e la prospettiva si ribalta: messe alla prova nelle stesse condizioni, le chiamate VoLTE degli operatori suonano meglio, reggono meglio il segnale debole e si bloccano meno di quelle fatte con le app. Non di poco: in modo misurabile, sistematico, su tutte e tre le reti esaminate.

Un laboratorio a cielo aperto chiamato Manila

Il terreno di prova è la capitale delle Filippine, e la scelta non è casuale. Manila è un mercato mobile-first dove le app di messaggistica dominano la comunicazione quotidiana, servito da tre operatori — Smart Communications, Globe Telecom e DITO Telecommunity — e stretto da una scadenza che conosciamo bene: il regolatore ha messo in calendario lo spegnimento del 3G entro dicembre 2026, con il phase-out già avviato nei mesi scorsi sotto la spinta del ministero del digitale. Tradotto: la voce deve traslocare sul VoLTE, la telefonata trasportata sulla rete 4G, e capire quanto quel trasloco funzioni non è un esercizio accademico.

Ookla — la società di Speedtest, che di mestiere misura le reti — ha condotto quello che definisce un test controllato: stesse zone, stesse condizioni radio, chiamate native da una parte e chiamate via app dall’altra, sulle medesime reti. È il tipo di confronto che di solito manca, perché nella percezione comune la qualità di una chiamata dipende «dal telefono» o «dalla linea», e nessuno va a guardare cosa c’è sotto.

I numeri: qualità HD contro «sufficiente»

Sotto, invece, c’è parecchio. Sulla qualità dell’audio il divario è netto: le chiamate voce degli operatori hanno mantenuto punteggi MOS da «buono» (sopra 4,0) a «eccellente» (sopra 4,3) su tutte e tre le reti, ovvero qualità HD costante. Le chiamate via app si sono fermate a «discreto», sotto la soglia del 4,0. Curioso anche il distacco interno: Smart e DITO hanno fatto meglio di Globe perché usano il codec EVS, l’evoluzione più recente della voce ad alta definizione, mentre Globe è ancora sull’AMR-WB della generazione precedente. Anche dentro il mondo VoLTE, insomma, il codec fa la differenza.

Il vero strappo però arriva ai margini della cella, dove il segnale langue. In condizioni di copertura medio-bassa — potenza ricevuta sotto i -100 dBm, quella situazione da «una tacca» che tutti conosciamo — le chiamate VoLTE hanno continuato a garantire nitidezza HD, mentre quelle via app sono scivolate nelle fasce «scarso» e «pessimo». E c’è il capitolo affidabilità: i tassi di blocco, cioè le chiamate che non riescono nemmeno a instaurarsi, sono risultati sensibilmente più bassi sulla voce nativa. Globe, per dire, ha registrato lo 0,47% sul VoLTE contro l’1,64% delle chiamate OTT sulla stessa rete: più del triplo.

Perché la rete dà ragione alla telefonata

La spiegazione non è magia, è architettura. Quando si chiama col tastierino, la rete riserva alla voce un canale dedicato ad alta priorità: un bearer che viaggia protetto anche quando la cella è congestionata, con protocolli di segnalazione pensati apposta per instaurare e mantenere la chiamata. Quando si chiama con un’app, la voce è un flusso di pacchetti dati come tutti gli altri, consegnati con la logica del best effort: se la rete è scarica e il segnale è buono, la differenza quasi non si sente; se c’è congestione, perdita di pacchetti o jitter, l’app degrada e il VoLTE no. Lo studio lo fotografa con precisione, ma è la conferma sperimentale di qualcosa che gli ingegneri di rete ripetono da anni a un pubblico distratto.

La voce, il 3G che se ne va e l’AI che arriva

Il contesto rende il risultato più interessante della singola classifica filippina. Il VoLTE non è un lusso: è il prerequisito per spegnere le vecchie reti, come racconta la nostra mappa mondiale degli switch-off 2G e 3G — quando il 3G si spegne, la telefonata o passa sul 4G o non passa affatto. Ed è anche la base della prossima ondata: la convergenza tra voce e intelligenza artificiale, con assistenti che vivono dentro la chiamata stessa, come nel progetto di LG Uplus ed Ericsson per la voice AI di rete. Ookla lo dice esplicitamente: senza una base VoLTE solida, l’«AI calling» resta uno slogan. E intanto altrove la telefonata nativa si arricchisce di funzioni che le app non possono replicare, come l’autenticazione delle chiamate contro le frodi lanciata in Brasile.

Il commento della redazione

Due avvertenze doverose, prima dell’entusiasmo. La prima: Ookla vende benchmark e analisi proprio agli operatori, quindi non è un arbitro del tutto disinteressato — anche se la metodologia è dichiarata e i numeri sono verificabili. La seconda: le app non hanno vinto per caso. Hanno vinto perché costano zero anche verso l’estero, funzionano su qualsiasi rete e qualsiasi Paese, e impacchettano voce, video, gruppi e messaggi in un’unica esperienza. Nessun MOS convincerà un utente a rinunciare a tutto questo.

Detto ciò, a noi questo studio conferma una convinzione: gli operatori hanno in mano l’unico servizio voce con qualità garantita dalla rete — e non lo raccontano a nessuno. La telefonata è diventata una commodity invisibile proprio mentre tornava a essere un asset: è il canale che regge quando il segnale è debole, quello su cui costruire l’AI nella chiamata, quello che il declino del 2G e del 3G rende obbligatorio ammodernare. Vale anche per l’Italia, dove il VoLTE è ormai di serie su tutte le reti ma quasi nessun utente sa di usarlo, né sa che quel «suona meglio» ha una spiegazione tecnica precisa. La prossima volta che una chiamata WhatsApp gracchia con una tacca di segnale, l’esperimento potete farlo da soli: riagganciate e richiamate col tastierino. A Manila hanno appena misurato come va a finire.

Potrebbe piacerti

Dieci megahertz per quattro giganti: Deutsche Telekom, Orange, Vodafone e Telefónica studiano un consorzio per il satellite europeo nel telefono

Trenta centesimi e via la soglia: Poste rilancia su TIM e si tiene tutto quello che arriva

Una settimana con ILIAD — Salento (liveblog)

Ventidue mesi e già davanti allo storico: in Portogallo Digi ha più BTS 5G di MEO, e il Paese sale a 16.142 siti

Dieci anni dopo le chiamate gratis, Jio vuole vendere la rete agli altri: la lettera di Ambani e il banco di prova del Ghana

redazione 27 Luglio 2026
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Telegram Email Copia Link Stampa
Condividi
Articolo precedente Starship rilascia uno alla volta i primi satelliti Starlink V3 dal dispenser, con la Terra sullo sfondo Venti Starlink dal dispenser: il volo 13 di Starship apre l’era dei satelliti V3 (e perde un altro booster)
Articolo Successivo Torre di telecomunicazioni al tramonto con una scia di dati che collega una città europea e una metropoli africana, immagine simbolo dei risultati Vodafone del primo trimestre fiscale 2027 Più snella e più africana: la Vodafone del dopo-Italia torna a correre e blinda Safaricom

Resta connesso con noi!

10k Followers Like
1k Followers Follow
429 Followers Follow
1k Membri Follow

Ultime news

Consorzio satellitare europeo per il direct-to-device: un uomo alza lo smartphone verso il cielo al crepuscolo accanto a una BTS di rete mobile, con un satellite in transito sopra le colline
Dieci megahertz per quattro giganti: Deutsche Telekom, Orange, Vodafone e Telefónica studiano un consorzio per il satellite europeo nel telefono
Rete Mobile SAT 8 Settembre 2026
OPAS Poste TIM: un uomo in giacca consulta lo smartphone davanti alla facciata storica di un ufficio postale, con una BTS di rete mobile sul tetto del palazzo accanto
Trenta centesimi e via la soglia: Poste rilancia su TIM e si tiene tutto quello che arriva
Rete Mobile 8 Settembre 2026
Screenshot Network Signal Guru: Iliad 5G n28 700 MHz a Neviano, Salento
Una settimana con ILIAD — Salento (liveblog)
Rete Mobile 8 Settembre 2026
Satellite in orbita bassa sopra l'India di notte: la costellazione LEO di Jio da 1.600 satelliti
Millesecento satelliti e una data: Jio fissa al settembre 2027 il primo volo della costellazione sovrana indiana
SAT 8 Settembre 2026
//

TLCWorld nasce dall’unione di WindWorld, Le news in anteprime le trovi solo da noi!

Menu Rapidi

  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Clicca qui
TLCWorld.itTLCWorld.it
Seguici adesso!

© 2023 TLCWorld.it

Rimuovi dalla lista dei letti

Annulla
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?