
C’รจ una rivoluzione silenziosa che sta attraversando il pianeta, e la maggior parte delle persone se ne accorgerร solo il giorno in cui il vecchio telefono in un cassetto smetterร di prendere. Le reti mobili di prima e seconda generazione โ il 2G che ha portato gli SMS nelle nostre vite e il 3G che ci ha fatto assaggiare internet in mobilitร โ stanno andando in pensione, una dopo l’altra, in quasi tutto il mondo. Non รจ una moda passeggera nรฉ una decisione di pochi operatori: secondo la GSMA, l’associazione che riunisce le compagnie telefoniche di tutto il pianeta, a metร 2025 si contavano giร oltre 278 spegnimenti di reti 2G e 3G completati, pianificati o in corso in 83 paesi. E la GSA, l’associazione dei fornitori di tecnologia mobile, stima che il numero di operatori impegnati in queste dismissioni sia piรน che raddoppiato nel 2025 rispetto all’anno prima.
Abbiamo deciso di mettere ordine in questa grande transizione con una mappa ragionata, paese per paese, di chi ha giร spento, chi lo sta facendo e chi ha fissato la data. ร una pagina che aggiorneremo nel tempo, perchรฉ il calendario cambia di mese in mese. Ma prima di entrare nel dettaglio geografico, vale la pena capire perchรฉ sta succedendo tutto questo proprio adesso.
Perchรฉ si spengono le reti che hanno fatto la storia
La ragione principale ha un nome tecnico che gli addetti ai lavori pronunciano come un mantra: refarming. Le frequenze radio sono una risorsa limitata e preziosissima, una sorta di terreno edificabile invisibile su cui si costruiscono tutte le comunicazioni mobili. Le bande occupate dal 2G e dal 3G โ in particolare quelle basse attorno agli 800 e 900 MHz, capaci di propagarsi lontano e di penetrare bene dentro gli edifici โ sono esattamente quelle che servono al 4G e soprattutto al 5G per garantire copertura ampia e segnale robusto anche in casa e nelle zone rurali. Spostare quelle frequenze dalle vecchie tecnologie alle nuove significa moltiplicare la capacitร di trasporto dati: una singola portante LTE muove una quantitร di traffico che al GSM richiederebbe uno sforzo semplicemente impensabile.
Poi c’รจ la voce dei costi. Tenere in piedi una rete legacy vuol dire alimentare, manutenere e aggiornare un intero strato tecnologico che ormai serve una fetta minuscola di traffico. ร un peso economico e anche ambientale: diversi grandi gruppi, Orange in testa, hanno legato esplicitamente lo spegnimento delle reti storiche ai propri obiettivi di riduzione delle emissioni. Ogni antenna 2G spenta รจ un pezzetto di bolletta elettrica โ e di CO2 โ che se ne va.
Un dettaglio che a nostro avviso viene spesso trascurato: 2G e 3G non muoiono nello stesso ordine ovunque. In gran parte dell’Europa e negli Stati Uniti รจ stato il 3G ad andarsene per primo, perchรฉ piรน costoso da mantenere e piรน facilmente rimpiazzabile dal 4G. Il 2G, invece, sopravvive piรน a lungo proprio perchรฉ รจ diventato la rete di riserva universale su cui si appoggiano milioni di dispositivi automatici. In altri paesi, soprattutto in Asia, รจ successo l’esatto contrario. Non esiste un’unica regola: esiste una geografia della transizione, ed รจ quella che proviamo a raccontare qui sotto.
Europa: il continente della grande dismissione ordinata
L’Europa รจ il laboratorio piรน interessante, perchรฉ qui la transizione รจ coordinata e ben documentata. Il 3G รจ ormai un ricordo quasi ovunque: la maggior parte degli operatori lo ha spento tra il 2022 e il 2025. La partita vera oggi si gioca sul 2G, e il calendario รจ fitto.
La Svizzera รจ stata la pioniera assoluta: ha spento il 2G giร nel 2023, e all’inizio del 2026 anche l’ultimo operatore, Sunrise, ha chiuso il 3G. Sul fronte opposto, diversi paesi hanno giร archiviato entrambe le tecnologie: Estonia, Finlandia, Grecia, Irlanda, Lettonia e Ungheria hanno completato la doppia dismissione.
Il grande blocco di spegnimenti 2G si concentra tra il 2026 e il 2028. La Francia รจ in prima fila: Orange ha avviato il phase-out del 2G il 31 marzo 2026, con l’obiettivo di completarlo entro fine anno, seguita a ruota da SFR e Bouygues Telecom, anch’esse orientate a chiudere il 2G entro la fine del 2026. La Spagna segue una traiettoria simile, con Orange, Movistar e Vodafone che puntano a spegnere il 2G tra fine 2026 e il 2027. La Germania ha completato il 3G giร nel 2021 e prevede la fine del 2G attorno al 2028, con Vodafone che ha annunciato lo stop alle chiamate tradizionali su 2G da settembre 2028. La Svezia ha fatto le cose in grande: tutti e quattro i principali operatori hanno spento sia 2G sia 3G entro la fine del 2025.
Poi c’รจ il gruppo dei “ritardatari strategici”, i paesi che hanno deciso di tenere il 2G ancora a lungo come rete di sicurezza per l’Internet delle Cose: Belgio, Polonia, Romania e la stessa Slovacchia puntano a mantenere il 2G fino alla fine del 2030. Proprio la Slovacchia, perรฒ, ha appena mostrato come questi piani possano accelerare all’improvviso: come abbiamo raccontato nel nostro approfondimento sullo spegnimento della rete 2G di Orange Slovacchia, tre operatori su quattro hanno anticipato la scadenza al 2028-2029, chiudendo il GSM quasi in blocco.
Caso a parte รจ il Regno Unito, dove il traffico mobile registra numeri da record โ ne abbiamo parlato raccontando il picco storico sulla rete O2 durante i Mondiali 2026 โ e dove il calendario รจ piรน diluito: 2G e 3G sono programmati per chiudere entro il 2033, con Vodafone che prevede di spegnere il 2G nel corso del 2030.
Nord America: il 3G รจ giร storia, tocca al 2G
Gli Stati Uniti hanno corso piรน veloci dell’Europa sul 3G. AT&T e Verizon hanno completato la dismissione del 3G giร nel 2022, mentre il 2G era stato in gran parte accantonato ancora prima: AT&T lo spense nel 2017, Verizon attorno al 2020. L’ultimo capitolo americano ha una data precisa: T-Mobile spegnerร la propria rete 2G GSM il 3 agosto 2026, chiudendo di fatto l’era del GSM negli USA e coinvolgendo anche Porto Rico e le Isole Vergini americane.
In Canada la transizione รจ in pieno svolgimento: Rogers ha iniziato a ritirare il 3G nell’agosto 2025, mentre TELUS procede per aree, completando la dismissione tra fine 2025 e i primi mesi del 2026.
Asia, Africa e Oceania: due velocitร e qualche divieto
L’Asia รจ stata paradossalmente la prima a muoversi sul 3G: Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Singapore hanno iniziato la transizione giร dal 2019. Alcuni paesi del Golfo hanno scelto la via del pugno duro: il Kuwait ha imposto lo spegnimento del 3G entro giugno 2025 e il Qatar entro dicembre 2025, arrivando addirittura a vietare l’importazione di telefoni solo-2G e solo-3G per accompagnare la transizione.
Anche l’Africa si sta muovendo, seppur piรน lentamente: l’Eswatini, ad esempio, ha pianificato il ritiro del 2G tra la fine del 2025 e il 2026 e del 3G tra il 2027 e il 2028, bloccando giร da fine 2024 l’importazione di dispositivi legacy. In Oceania, la Nuova Zelanda ha spostato lo spegnimento del 3G al 31 marzo 2025 e ha annunciato la fine del 2G entro la fine dello stesso anno.
E l’Italia? Il paese dove il 2G resiste
La situazione italiana รจ curiosamente ribaltata rispetto alla media europea. Da noi il 3G รจ giร andato in soffitta โ Vodafone lo ha spento nel 2021, TIM nell’ottobre 2022, e WindTre ha chiuso il proprio il 31 dicembre 2025 โ mentre il 2G continua imperterrito a fare il suo mestiere. Al momento nessun operatore italiano ha fissato una data di spegnimento definitiva e vincolante per il GSM: le discussioni di settore parlano di una possibile chiusura verso la fine del 2029, ma nulla รจ ancora scolpito nella pietra.
Il motivo di questa longevitร รจ lo stesso che rende delicata ogni transizione: il GSM รจ diventato la rete di riserva universale del Paese. Ci si appoggiano milioni di contatori intelligenti, sistemi di allarme, dispositivi eCall montati sulle automobili, POS, ascensori e telefoni di anziani. Spegnerlo รจ tecnicamente facile; farlo senza lasciare nessuno a piedi รจ la parte difficile. Ed รจ per questo che l’Italia osserva con grande attenzione i paesi che stanno andando avanti per primi.
Chi rischia davvero quando si spegne il 2G
Per chi ha in tasca uno smartphone recente, la transizione รจ e resterร invisibile. I problemi riguardano due categorie ben precise, e vale la pena conoscerle. La prima รจ quella dei telefoni con tastiera fisica che si appoggiano solo al 2G: quando la rete verrร spenta, smetteranno semplicemente di funzionare. C’รจ poi una trappola piรน subdola, quella di alcuni smartphone 4G datati che non supportano il VoLTE: navigano in LTE ma, al momento della chiamata, ricadono sulla vecchia rete 2G. Spento il GSM, si ritroveranno a navigare ma non a telefonare. Il consiglio รจ sempre lo stesso: verificare che il telefono supporti 4G o 5G e che il VoLTE sia attivo.
La seconda categoria, quella che a nostro avviso darร i veri grattacapi, รจ il mondo delle macchine: allarmi, telesoccorso degli ascensori, localizzatori GPS, contatori, sensori industriali e moduli telematici delle auto. Oggetti progettati per durare quindici o vent’anni, spesso installati e dimenticati, che continuano a comunicare in silenzio via 2G. Per loro la migrazione passa dalle tecnologie IoT di nuova generazione, NB-IoT e LTE-M, pensate apposta per consumare pochissimo e coprire anche gli scantinati.
Il commento della redazione
Guardando questa mappa nel suo insieme, una cosa ci colpisce piรน di ogni data: il 2G muore per ultimo proprio perchรฉ รจ stato il piรน grande successo della storia delle telecomunicazioni. Il 3G, arrivato dopo con grandi promesse, se n’รจ andato per primo e quasi nessuno ha versato una lacrima. Il GSM invece resiste perchรฉ in trent’anni si รจ infilato ovunque, diventando l’infrastruttura invisibile su cui poggia mezzo mondo automatico. La lezione che ne traiamo รจ che la vera sfida della transizione non รจ tecnologica, ma organizzativa: รจ il censimento silenzioso di tutti quei dispositivi dimenticati che continuano a bisbigliare in GSM. I paesi che stanno gestendo bene lo spegnimento sono quelli che hanno dato ai cittadini e alle aziende un preavviso lungo e chiaro. L’Italia, che al 2G รจ ancora molto legata, farebbe bene a prendere appunti โ e noi continueremo a seguire questa grande migrazione, aggiornando questa mappa a ogni nuova tappa.