TLCWorld.itTLCWorld.it
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Lettura: Trent’anni di internet dal cielo finiscono in tribunale: Hughes in Chapter 11, schiacciata dal debito (e da Starlink)
Condividi
Aa
TLCWorld.itTLCWorld.it
Aa
Cerca..
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Seguici adesso!
© 2023 TLCWorld.it
TLCWorld.it > Rete Mobile > Trent’anni di internet dal cielo finiscono in tribunale: Hughes in Chapter 11, schiacciata dal debito (e da Starlink)
Rete MobileSAT

Trent’anni di internet dal cielo finiscono in tribunale: Hughes in Chapter 11, schiacciata dal debito (e da Starlink)

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
7 Minuti di lettura
Condividi
Grande satellite geostazionario per telecomunicazioni sopra la Terra mentre in basso passa un treno di piccoli satelliti in orbita bassa: la bancarotta di Hughes travolta da Starlink

C’è una data che gli storici delle telecomunicazioni si segneranno: il 2 agosto 2026, il giorno in cui Hughes Network Systems, l’azienda che ha insegnato al mondo a collegarsi a internet guardando il cielo, ha portato i libri in un tribunale fallimentare del Texas. Il Chapter 11 — la procedura americana che congela i debiti mentre si cerca una via d’uscita — è arrivato con una puntualità quasi crudele: il primo agosto scadeva un debito da 1,5 miliardi di dollari, e in cassa, all’ultima rilevazione di marzo, ce n’erano appena 102 milioni. Come racconta Mobile World Live, la società ha messo nero su bianco nell’istanza di non avere né la liquidità né l’accesso ai mercati dei capitali necessari a onorare la scadenza. Tradotto dal linguaggio dei curatori: la partita, così com’era, non si poteva più giocare.

Contents
Poi arrivò lo sciameCosa succede adessoIl commento della redazione

Per capire il peso simbolico della notizia bisogna ricordare chi è Hughes. Il nome viene dall’impero di Howard Hughes, l’eccentrico miliardario dell’aviazione americana, e l’azienda di oggi è l’erede diretta di quella scuola di ingegneria satellitare. Quando internet veloce era un privilegio delle città, HughesNet — il servizio consumer del gruppo — portava la connessione nelle fattorie del Midwest, nei ranch del Texas, nei villaggi delle Ande, usando grandi satelliti geostazionari parcheggiati a 36.000 chilometri di quota. Non era una connessione perfetta, con quella latenza da mezzo secondo che faceva soffrire videochiamate e gaming, ma per milioni di famiglie rurali delle Americhe era l’unica alternativa al modem 56k. Nel 2011 EchoStar, la holding di Charlie Ergen, si comprò tutto il gruppo, e per un decennio HughesNet è rimasta il punto di riferimento dell’internet dal cielo.

Poi arrivò lo sciame

La data dell’inizio della fine, a posteriori, è facile da individuare: dicembre 2020, quando Starlink apre il servizio commerciale. I satelliti di SpaceX volano a 550 chilometri, non a 36.000: la latenza crolla da 600 a 30 millisecondi, le velocità salgono, i dati diventano illimitati. Contro uno sciame di migliaia di satelliti in orbita bassa, il vecchio modello del gigante geostazionario che serve un continente intero da un punto fisso non ha retto. I numeri sono impietosi: dagli oltre 1,5 milioni di abbonati dell’era pre-Starlink, HughesNet è scesa ai 622.000 di fine giugno 2026 — un calo di circa il 57%, con altri 59.000 clienti persi solo nell’ultimo trimestre. Ogni tre mesi, l’equivalente di una piccola città che smonta la parabola e monta l’antenna piatta di Musk.

Il paradosso più amaro di questa storia si chiama Jupiter 3: il più grande satellite commerciale per telecomunicazioni mai costruito, nove tonnellate di tecnologia lanciate nel luglio 2023 — ironia della sorte — proprio da un Falcon Heavy di SpaceX. Doveva rilanciare HughesNet con velocità fino a 100 Mbps e il raddoppio della capacità della flotta; è entrato in servizio quando ormai la battaglia per il cliente residenziale era persa. Il prodotto giusto, arrivato nel decennio sbagliato.

Cosa succede adesso

Il Chapter 11 non è una liquidazione: Hughes ha chiesto al tribunale di continuare a operare senza interruzioni, pagando dipendenti e fornitori, e assicura di avere liquidità sufficiente per il breve periodo. Ma la ristrutturazione ha un prezzo e una direzione chiarissimi: circa 400 licenziamenti e l’addio progressivo al business storico, la banda larga satellitare consumer, per concentrarsi su clienti enterprise, governi e difesa — i settori dove i grandi satelliti geostazionari hanno ancora un senso economico. Restano fuori dalla procedura le controllate internazionali e tutto il resto della galassia EchoStar: Dish TV, Sling e Boost Mobile, precisa l’azienda, non sono toccate. Per gli abbonati attuali, insomma, nell’immediato non cambia nulla: la parabola continua a funzionare e il servizio prosegue. Ma la direzione di marcia è segnata, e chi vive in una zona rurale delle Americhe farebbe bene a guardarsi intorno per tempo.

Chi segue TLCworld sa però che questa è tutt’altro che una crisi isolata: è il terzo Chapter 11 in casa Ergen in poche settimane, dopo quelli di Dish Wireless e Dish DBS di inizio luglio, innescati dai ritardi nella maxi-vendita dello spettro ad AT&T da 23 miliardi. Lo smontaggio ordinato dell’impero prosegue pezzo per pezzo, e i conti trimestrali pubblicati nelle stesse ore lo fotografano bene: EchoStar ha chiuso il secondo trimestre con ricavi in calo a 3,5 miliardi di dollari, 118.000 clienti mobili in meno, ma un utile netto monstre di 8,4 miliardi. Merito non del mercato, bensì di una plusvalenza contabile legata al deconsolidamento delle società finite in tribunale: soldi di carta, che dicono molto sulla stagione che sta vivendo il gruppo.

Il commento della redazione

A noi questa vicenda sembra la chiusura di un cerchio più che un fulmine a ciel sereno. L’internet satellitare consumer in orbita geostazionaria era tecnicamente condannato dal giorno in cui l’orbita bassa è diventata un business industriale: nessun piano di ristrutturazione può restituire a un satellite fermo a 36.000 chilometri la fisica di uno che vola a 550. La scelta di ripiegare su imprese, governi e difesa è l’unica sensata — lì contano copertura garantita, contratti lunghi e ridondanza, non i millisecondi — ma vale la pena notare che il futuro prossimo non sarà più gentile: mentre Hughes ristruttura, Amazon prepara una costellazione da oltre 5.000 satelliti e la concorrenza in orbita bassa si moltiplica. La lezione, per chi guarda al settore da questa parte dell’Atlantico, è quella di sempre: nelle telecomunicazioni i cicli tecnologici non fanno prigionieri, e arrivare con il satellite più grande del mondo non serve a nulla se qualcun altro è arrivato prima con mille satelliti piccoli. Chapeau comunque a un’azienda che per trent’anni ha connesso chi non aveva alternative: senza i pionieri del geostazionario, oggi non parleremmo nemmeno di internet dallo spazio.

💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.

Potrebbe piacerti

Il satellite risponde al telefono sulla rete TELUS: primo test con AST SpaceMobile in Canada, ma «fine 2026» diventa «entro un anno»

Quando la tua rete brucia, ti aggancia il concorrente: l’Australia accende il disaster roaming, ma lo decidono gli operatori e i consumatori vogliono l’obbligo

Mille megahertz al cielo, zero ai tralicci: la FCC apre i 12,7 e i 42 GHz al satellite, e la banda studiata per il mobile va in orbita

Due passaggi al giorno dove prima ce n’era uno: Sateliot lancia cinque satelliti con la missione Draconis e porta a undici la sua rete 5G NTN per l’IoT

Duecentododici posti e due fornitori su cinque: i tagli di Ericsson a Genova e di ZTE in Italia raccontano quanta rete comprano gli operatori

redazione 3 Agosto 2026
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Telegram Email Copia Link Stampa
Condividi
Articolo precedente Server del core di rete 5G Standalone in un data center di un operatore mobile, con cavi in fibra ottica e antenna sullo sfondo Il 5G vero costa il triplo: spesa record per il core Standalone, ma il caro-memorie mette in pausa le reti
Articolo Successivo Canale di Amsterdam al crepuscolo con antenna 5G su un tetto: Vodafone esce da VodafoneZiggo e Liberty Global prende il controllo Dentro Londra, fuori Amsterdam: Vodafone esce da Ziggo e Liberty Global costruisce il campione del Benelux

Resta connesso con noi!

10k Followers Like
1k Followers Follow
429 Followers Follow
1k Membri Follow

Ultime news

Escursionista con lo smartphone in montagna in Canada lontano dalle celle: il test TELUS AST SpaceMobile porta dati, voce e SMS via satellite
Il satellite risponde al telefono sulla rete TELUS: primo test con AST SpaceMobile in Canada, ma «fine 2026» diventa «entro un anno»
Rete Mobile SAT 5 Ottobre 2026
Pedoni che attraversano una grande strada di una metropoli asiatica al tramonto guardando lo smartphone, con i grattacieli sullo sfondo: l'accordo di licenza incrociata sui brevetti 5G fra Huawei e Qualcomm
Dopo 25 anni il denaro cambia verso: Huawei e Qualcomm firmano la licenza incrociata sui brevetti 5G, e stavolta a pagare è San Diego
Tech 5 Ottobre 2026
TLCworld Mag N°2: la copertina e la prima storia sul test TIM 5G Priority in cella satura, due schermate del magazine settimanale su smartphone
TLCworld Mag N°2 è online: la settimana del 5G a fasce, da TIM Priority al limitatore di ho., da sfogliare col dito
Tech 5 Ottobre 2026
Disaster roaming in Australia: donna con lo smartphone su una strada sterrata dell'outback, cielo arancione di fumo e un traliccio lontano sulla collina
Quando la tua rete brucia, ti aggancia il concorrente: l’Australia accende il disaster roaming, ma lo decidono gli operatori e i consumatori vogliono l’obbligo
Rete Mobile 5 Ottobre 2026
//

TLCWorld nasce dall’unione di WindWorld, Le news in anteprime le trovi solo da noi!

Menu Rapidi

  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Clicca qui
TLCWorld.itTLCWorld.it
Seguici adesso!

© 2023 TLCWorld.it

Rimuovi dalla lista dei letti

Annulla
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?