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Centocinquantanove trilioni di megabyte: nel 2025 gli americani hanno usato più dati mobili che in tutto il decennio 4G, ma la crescita rallenta al 20%

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
9 Minuti di lettura
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Stazione radio base 5G su un tetto con skyline americano al tramonto: il traffico dati mobile USA 2025 ha toccato 159,3 trilioni di MB secondo CTIA

Centocinquantanove trilioni e tre di megabyte. Scritto così sembra un numero da fisica delle particelle, ma è semplicemente la quantità di dati passata nel 2025 dalle reti mobili degli Stati Uniti, secondo il sondaggio annuale della CTIA, l’associazione che da oltre quarant’anni raccoglie i conti degli operatori americani. Per rendere l’idea, l’associazione ha scelto un paragone che fa effetto: in un anno solo gli americani hanno consumato più traffico che in tutto il decennio del 4G messo insieme. Tradotto in unità più familiari, parliamo di 159,3 exabyte in dodici mesi, il 20% in più rispetto al 2024 e quasi il 60% in più rispetto a due anni fa.

Contents
La curva sale ancora, ma meno ripidaTrenta miliardi l’anno e un parco antenne che cambia formaLa casa si collega via radio, per il quarto anno di filaE in Italia?Il commento della redazione

La curva sale ancora, ma meno ripida

Il dato che a noi interessa di più, però, non è il record, che ormai arriva puntuale ogni settembre: è la pendenza. Lo sondaggio dell’anno scorso raccontava di un 2024 chiuso a 132 trilioni di megabyte, con un balzo di 32 trilioni in un anno, il più grande della storia delle reti americane, e con un terzo anno consecutivo di crescita attorno al 35%. Nel 2025 l’incremento assoluto è sceso a poco più di 27 trilioni e quello percentuale al 20%: Telecompaper lo ha messo direttamente nel titolo, parlando di una crescita che rallenta dopo tre anni sopra il 30%. Non è un’inversione, ma è la prima volta da parecchio che la curva perde slancio invece di guadagnarne.

Curioso allora che la stessa CTIA, nel comunicato ripreso da Light Reading, insista sul futuro con toni da emergenza: la domanda dovrebbe quadruplicare entro il 2032, con l’intelligenza artificiale che cresce tre volte più in fretta del traffico tradizionale e che arriverebbe a valere quasi un terzo di tutto il traffico broadband entro il 2034. Facendo due conti, quadruplicare in sette anni significa crescere di circa il 22% all’anno composto: in pratica il ritmo di quest’anno, tenuto costante. La previsione, insomma, non descrive un’accelerazione, descrive una continuazione. È un dettaglio che cambia parecchio il tono della notizia, e ci torniamo tra poco.

Trenta miliardi l’anno e un parco antenne che cambia forma

Sul fronte degli investimenti il quadro è di stabilità. Gli operatori americani hanno speso quasi 30 miliardi di dollari nel 2025 per ampliare la capacità, contro i 29 dell’anno prima, e la spesa complessiva dell’industria nella sua storia supera ormai i 763 miliardi. Un terzo di quella cifra, 250 miliardi, è arrivato dal 2018 in avanti, cioè dal lancio del 5G. Ajit Pai, presidente della CTIA ed ex presidente della FCC, lega quel denaro alla parola d’ordine del momento: le reti «6G native per l’intelligenza artificiale». A noi il passaggio più concreto sembra un altro: le small cell sono cresciute di quasi il 120% dal 2018 e oggi rappresentano circa il 40% di tutti i siti radio del Paese. Se un anno fa la CTIA contava quasi 450 mila siti, la fotografia di oggi dice che la capacità americana si costruisce sempre più fitta e sempre più bassa, con antenne piccole appese a pali e facciate invece che con nuovi tralicci, una tendenza che avevamo visto spinta all’estremo nei vetri dei palazzi di Tokyo.

Poi ci sono le connessioni: oltre 600 milioni, circa 1,8 per abitante, contro i 579 milioni dell’anno scorso. Quasi la metà, il 46%, non sono telefoni ma orologi, sensori industriali, robot, dispositivi per la salute. Sul prezzo, infine, la CTIA mette in fila i suoi argomenti preferiti: il costo reale di un tipico piano illimitato è sceso di oltre il 10% in un anno, il prezzo per megabyte del 21%, mentre le velocità sono cresciute del 51%.

La casa si collega via radio, per il quarto anno di fila

C’è un capitolo che ormai è un classico di questa rilevazione e che continua a stupire chi guarda l’America dall’Europa. Per il quarto anno consecutivo praticamente tutta la crescita netta della banda larga domestica statunitense è arrivata dal fixed wireless, il 5G usato al posto della fibra o del cavo. Gli abbonati a un servizio di casa su 5G sono ormai quasi 16 milioni, con oltre 3,9 milioni di clienti netti aggiunti nel 2025: più del doppio di quelli persi dal cavo nello stesso periodo. È lo stesso fenomeno che Ookla aveva misurato sul campo, con un FWA nato per le campagne e adottato dalle città, e che spiega una fetta non piccola di quel traffico record: una casa che scarica film in 4K su una cella 5G pesa sulla rete mobile quanto centinaia di smartphone.

E in Italia?

Il confronto diretto non è possibile, perché le due statistiche contano cose diverse, ma qualche ordine di grandezza aiuta. Dividendo i 159,3 trilioni di megabyte per i 600 milioni di connessioni americane si ottengono circa 265 gigabyte all’anno per connessione, cioè poco più di 0,7 gigabyte al giorno, con dentro però anche gli orologi e i sensori che consumano quasi nulla. In Italia l’Osservatorio AGCOM aggiornato ai primi nove mesi del 2025 stima il consumo medio giornaliero delle sole SIM “human” a circa 0,98 gigabyte, in crescita del 14,5% su base annua e più che raddoppiato rispetto al 2021, su una base di 61,3 milioni di SIM che hanno generato traffico. Il singolo utente italiano con lo smartphone in mano, quindi, non ha nulla da invidiare a quello americano: la differenza sta nella scala del sistema e nella spesa che ci sta dietro, con l’industria statunitense che rivendica di investire per abitante quasi il doppio degli operatori europei.

Il commento della redazione

Il sondaggio della CTIA è un documento di lobbying prima che di statistica, e va letto sapendolo. Il messaggio politico è lo stesso da anni, e nel 2025 era esplicito: servono le aste della FCC e la pipeline di 800 megahertz di spettro medio che il Congresso ha messo in legge, perché la domanda esplode. Quest’anno la domanda ha rallentato, e allora il baricentro dell’argomento si è spostato sul futuro, sull’intelligenza artificiale che tra otto anni saturerà tutto. Noi la vediamo così: un traffico che cresce del 20% con investimenti fermi a 30 miliardi è una rete che assorbe sempre più byte per dollaro, e questo è un dato positivo per gli operatori, non un allarme. Il “quattro volte entro il 2032” è la fotografia di oggi proiettata in avanti, non uno tsunami. Il vero cambio di paradigma, quello che ci ha raccontato Qualcomm parlando di agenti AI e uplink, riguarda la forma del traffico più che la quantità, e su quello i numeri della CTIA, per ora, non dicono nulla. Restano due fatti che invece parlano chiaro: il 5G americano ha vinto la partita della casa, e la rete si sta facendo piccola e fitta. Sono le due cose che l’Europa, Italia compresa, non ha ancora fatto davvero.

💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.

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