
Centomila pesos al giorno, circa 1.600 dollari, per ciascuno dei tre operatori mobili del Paese, finché il segnale nelle zone indicate non torna accettabile. È la sanzione con cui la National Telecommunications Commission delle Filippine, l’NTC, ha colpito Globe Telecom, Smart Communications e DITO Telecommunity con tre distinti show-cause order, gli atti con cui un regolatore chiede a un’azienda di spiegare perché non debba essere punita. La multa decorre dal 25 settembre, come riferiscono The Philippine Star, l’Inquirer e Developing Telecoms, e gli operatori, che dicono di non aver nemmeno ricevuto l’atto, contestano tutto. La cifra è piccola; il metodo, invece, merita attenzione.
Tre audit, un anno di avvisi, poi la multa
La sequenza la racconta l’NTC stessa. Il regolatore aveva misurato la banda larga mobile nel primo e nel secondo trimestre del 2026, individuando aree con segnale debole o assente, e aveva ordinato agli operatori di intervenire; già nel 2025, con note di maggio, agosto e novembre, li aveva sollecitati sulle stesse zone. A settembre ha rifatto i test. Il risultato, scrive l’Inquirer citando la dichiarazione dell’autorità, è che i punti deboli sono rimasti «sostanzialmente invariati» nonostante il tempo concesso per le misure correttive urgenti. Da qui la penale quotidiana, fondata sulla sezione 17 del Commonwealth Act 146 come modificato dal Public Service Act, che dà all’NTC il potere di far rispettare i propri standard.
Le zone sono tutte nell’area metropolitana di Manila. Per Globe il regolatore ha indicato Makati e Quezon City, e secondo l’Inquirer anche la città di Manila; per Smart Manila, Parañaque e Pasig; per DITO San Juan, Pasay e Las Piñas. Gli operatori devono presentare un piano di azione correttiva con le misure tecniche, gli interventi infrastrutturali previsti e i tempi di attuazione, e l’NTC ripeterà i test ogni due settimane nelle aree segnalate per verificare se la rete è migliorata. Il monitoraggio, aggiunge, continuerà anche nel resto della capitale.
Gli operatori: «Abbiamo investito, e non abbiamo ricevuto nulla»
La risposta è arrivata prima dell’atto. Globe e PLDT, la casa madre di Smart, hanno dichiarato di non aver ancora ricevuto lo show-cause order; DITO, l’unica ad averlo in mano, ha detto di star discutendo il contenuto con il regolatore senza anticipare mosse. Il general counsel di Globe, Froilan Castelo, ha spostato il tema dalla velocità alla continuità: «I clienti hanno bisogno di una rete su cui contare ogni giorno, e questo va oltre la velocità. Significa restare connessi in modo costante, anche nei momenti di alta domanda, nelle interruzioni e nelle emergenze». E ha tirato fuori la pagella del ministero, il DICT, che ad agosto ha giudicato «buona» la rete di Globe con una velocità media di 45,9 Mbps, una copertura del 45,13% e una consistenza del servizio dell’86,75%. «Siamo preoccupati dalla dichiarazione dell’NTC secondo cui non avremmo migliorato i servizi, perché l’ultimo rapporto del DICT dimostra il contrario», ha aggiunto la responsabile comunicazione Yoly Crisanto, citata da BusinessWorld.
Smart si è chiesta perché l’NTC abbia reso pubblico l’ordine prima di consegnarlo alle aziende e ha detto di non poter commentare «i termini, l’applicabilità o il potenziale impatto» della sanzione. Un dettaglio che il Philippine Star sottolinea: il regolatore non ha reso note le velocità misurate su ciascun operatore, cioè i numeri che dimostrerebbero il mancato rispetto degli standard. In una nota di chiarimento l’NTC ha precisato che la validazione «viene condotta regolarmente su scala nazionale attraverso gli uffici regionali», che l’azione «non è limitata alla regione della capitale» e che ogni trimestre gli operatori ricevono la lista dei barangay, i quartieri, con segnale assente o debole e l’ordine di intervenire. Il segretario del DICT Henry Aguda ha detto di sostenere l’esercizio dei poteri dell’autorità.
Le medie sono buone, i buchi restano
Il paradosso è che le Filippine, nei numeri aggregati, stanno migliorando. Secondo i dati Ookla citati da ABS-CBN e ripresi da Developing Telecoms, ad agosto la mediana nazionale del download mobile era di 66,3 Mbps, con 8,49 Mbps in upload e 20 millisecondi di latenza; nell’area metropolitana di Manila la mediana saliva a 95,2 Mbps. Sono valori che un anno fa avremmo raccontato come un traguardo, e infatti è su questo terreno che gli operatori si difendono. Ma l’NTC misura un’altra cosa: non la mediana della città, bensì specifici quartieri dove il telefono non aggancia o aggancia male, e dove tre audit consecutivi hanno trovato la stessa situazione.
Il nostro commento
Centomila pesos al giorno non spostano il bilancio di nessuno dei tre, e forse è proprio questo il punto: la sanzione serve a rendere pubblico un elenco di quartieri, e a costringere gli operatori a rispondere su quelli, non sulle medie nazionali. È un cambio di scala che ci sembra giusto. Una mediana di 95 Mbps a Manila convive benissimo con un barangay di Pasay dove non si telefona, e chi abita lì non è consolato dalla pagella del ministero. Misurare per quartiere e ripetere il test ogni due settimane è il modo in cui un regolatore trasforma una lamentela in un dato.
Il limite, però, l’ha colto il Philippine Star: se l’NTC non pubblica le velocità misurate, la sua parola vale quanto quella degli operatori, e la disputa resta fra due pagelle, quella del regolatore e quella del ministero, che non parlano la stessa lingua. Abbiamo già visto, a Manila con lo studio Ookla sul VoLTE, quanto le reti filippine possano essere buone dove ci sono; il problema, come in tanti mercati, è dove non ci sono. Per un Paese di settemila isole che ha già acceso il satellite direct-to-cell per arrivare dove le BTS non arrivano, scoprire che i buchi peggiori sono nella capitale è la parte più istruttiva di tutta la storia.
💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.