Rettifica del 30 settembre 2026. Nella prima versione di questo articolo abbiamo scritto che Fastweb + Vodafone stava spegnendo la banda 7 su almeno 257 siti. Non è così, e ce lo ha fatto notare chi gestisce LTE Italy: quelle frequenze risultano spente da tempo, in molti casi da anni. Abbiamo scambiato la data in cui il database registra un cambio per la data in cui il cambio è avvenuto. L’articolo qui sotto è stato riscritto; ci scusiamo con i lettori e con Fastweb + Vodafone.

Ieri abbiamo aperto la lista degli «aggiornamenti recenti» di LTE Italy, il database dei siti radiomobili italiani costruito dalla community, e sulla rete Vodafone, quella che usano sia Fastweb sia Vodafone (codice di rete 222/10), abbiamo trovato una sequenza che sembrava parlare da sola: tra i 400 aggiornamenti più recenti, in 257 casi la banda 7, il 4G a 2600 MHz, non risultava più attiva, e in 183 casi non risultava più la B1, i 2100 MHz. Nessuna banda aggiunta. Ne avevamo dedotto uno spegnimento in corso, su larga scala. Era una deduzione sbagliata, e vale la pena spiegare perché, perché l’errore è istruttivo per chiunque legga dati come questi.
Che cosa è davvero un «aggiornamento» su LTE Italy
LTE Italy non riceve comunicazioni dai gestori. Ricostruisce le reti analizzando i dati storici raccolti dagli utenti: quali settori, su quali bande, vengono agganciati dai telefoni e quali no. Quando da un certo momento in poi una banda di un sito non viene più agganciata, qualcuno della community lo verifica e aggiorna la scheda del sito. La data che compare nella lista è quella di quella verifica, non quella dello spegnimento.
Chi gestisce LTE Italy ci ha spiegato che le bande comparse nella lista erano in realtà spente già da tempo, in molti casi da anni, spesso durante gli aggiornamenti al 5G o i cambi di apparati. E che non c’è correlazione tra le regioni: un sito viene riconosciuto come inattivo più o meno a caso, soprattutto quando qualcuno ha il tempo e la voglia di controllare i dati. La concentrazione in poche regioni e in pochi giorni che avevamo letto come il segno di un piano racconta invece il lavoro di revisione del database, non quello della rete.
Perché ci siamo cascati
La lista restituisce solo gli ultimi 400 aggiornamenti, e per la rete Vodafone quei 400 erano tutti di fine settembre: dava l’impressione di un’accelerazione improvvisa. In più, per gli altri gestori la stessa lista mostrava anche molte bande aggiunte, e il contrasto sembrava confermare la lettura. Ma una data di registrazione in un database non è la data di un evento di rete. Per scrivere che un gestore «sta spegnendo» una banda servono una conferma del gestore o misure proprie ripetute nel tempo sullo stesso sito, e noi non avevamo né l’una né le altre.
Che cosa dicono, invece, i dati
Letti nel modo giusto, questi dati descrivono uno stato, non una cronologia: sui siti elencati, oggi, la B7 di Fastweb + Vodafone non risulta attiva. Non è una scoperta sorprendente. La B7 è la frequenza più alta del 4G in Italia, e il wiki di LTE Italy ricorda che Vodafone ne ha 15 MHz e che, per la copertura ridotta, viene usata soprattutto dove serve capacità: grandi città, località turistiche, sedi di eventi. Quando e con quale logica Fastweb + Vodafone lo abbia fatto, però, dai dati di LTE Italy non si può ricavare.
Chi vuole sapere quali bande sono attive sotto casa trova in LTE Italy uno strumento prezioso, e noi continueremo a usarlo come facciamo con il modem nelle nostre prove sul campo, come nella settimana con Fastweb + Vodafone in Salento. Lo useremo per quello che è: una fotografia molto dettagliata di com’è la rete oggi, non il diario di quando è cambiata. Grazie a chi gestisce LTE Italy per la correzione, puntuale e gentile.
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