
Fino a ieri il piano mobile di SpaceX si poteva raccontare guardando in alto: satelliti, frequenze, una deroga della FCC. Da oggi bisogna guardare anche in basso, ai tralicci. Secondo Bloomberg, che cita fonti vicine alle trattative, l’azienda di Elon Musk sta negoziando con le grandi tower company americane l’accesso ad almeno 80.000 siti cellulari negli Stati Uniti, per costruire una rete terrestre nazionale da affiancare ai satelliti di Starlink Mobile e fare concorrenza diretta ad AT&T, Verizon e T-Mobile. La notizia, ripresa stamattina da Mobile World Live e in Italia da Federica Meta su Corriere Comunicazioni, cambia la natura del progetto: non piรน un servizio dal cielo venduto attraverso gli operatori, ma un operatore con le sue antenne.
Ottantamila siti sono la metร del Paese
La cifra va messa in proporzione. Secondo la Wireless Infrastructure Association, citata da Corriere Comunicazioni, nel 2025 negli Stati Uniti erano operative circa 158.500 torri cellulari dedicate: 80.000 siti sono quindi l’equivalente di metร del patrimonio nazionale, anche se non tutte le postazioni in discussione devono per forza essere tralicci di quel tipo. Gli interlocutori sarebbero i tre grandi proprietari di infrastrutture passive: Crown Castle, con circa 40.000 torri, American Tower, con circa 42.000, e Vertical Bridge, con un portafoglio intorno alle 18.000. Il modello รจ quello di sempre, affittare spazio invece di possederlo; la differenza la fa la scala, con contratti che da soli potrebbero valere diversi miliardi di dollari.
Una conferma indiretta รจ arrivata dal diretto interessato. Nella conference call sui conti trimestrali del 21 ottobre, all’amministratore delegato di Crown Castle Chris Hillabrant รจ stato chiesto se la societร stesse discutendo contratti di locazione con SpaceX, Amazon o altri fornitori satellitari. ยซPotete dare per scontato che stiamo parlando con tutte le partiยป, ha risposto, senza confermare accordi nรฉ fare nomi. American Tower non ha commentato, SpaceX e Vertical Bridge non hanno risposto alle richieste di chiarimento.
Quanto costa diventare il quarto operatore
Affittare i tralicci รจ la parte meno cara. Secondo una stima di TD Cowen riportata da Reuters, l’investimento complessivo per una rete nazionale potrebbe superare gli 80 miliardi di dollari in piรน anni: agli affitti vanno aggiunti gli apparati radio, i collegamenti di trasporto, i sistemi di gestione e, prima o poi, una struttura commerciale e di assistenza che oggi SpaceX non ha. E resta il problema di sempre, le cittร , dove la densitร di utenti e di traffico impone requisiti che nessuna costellazione, per quanto numerosa, puรฒ soddisfare da sola.
Per questo SpaceX valuterebbe anche una scorciatoia, usare i terminali Starlink giร installati nelle case per diffondere il segnale mobile nelle immediate vicinanze. ร l’idea delle femtocelle domestiche di cui si parlava giร in estate, quella che T-Mobile aveva liquidato con la battuta del miliardo di femtocelle e nemmeno un parabrezza coperto, ne avevamo scritto a settembre. Gli analisti di MoffettNathanson, citati da Bloomberg, sollevano un’obiezione piรน sobria: i terminali stanno dove stanno i clienti della banda larga satellitare, non necessariamente dove serve un servizio cellulare continuo. Le postazioni tradizionali, concludono, resterebbero comunque la spina dorsale.
Il pezzo che si incastra con gli altri
Letta da sola, la trattativa sui tralicci sembra un salto nel vuoto. Letta insieme a quello che รจ successo negli ultimi due mesi, รจ la conseguenza logica di una sequenza. Il 7 ottobre la FCC ha autorizzato la seconda generazione di Starlink Mobile, 15.000 satelliti in orbita bassa, con una deroga che permette a SpaceX di offrire servizi wireless senza passare da un accordo di leasing con un operatore terrestre: la strada regolatoria per diventare un concorrente, non solo un fornitore. Due giorni dopo SpaceX ha comprato da Grain Management gli 800 MHz di tutta l’America, la banda bassa che entra dai muri e che Musk stesso aveva indicato come il biglietto per diventare ยซun grande operatore mobileยป. Prima ancora c’erano state le frequenze AWS-3 e a 2 GHz acquistate da EchoStar.
E la FCC ha appena chiuso un altro tassello, piccolo ma significativo. Con un ordine del 21 ottobre, raccontato oggi da Jeff Baumgartner su Light Reading, la Commissione ha approvato l’acquisto da parte di SpaceX delle tre licenze AWS-3 di Tristar License Group, nella banda 1695-1710 MHz, solo uplink: 62 contee in otto Stati, il 4 per cento della popolazione americana, cinque megahertz per licenza. Spesa minuta, come l’avevamo chiamata in agosto, ma รจ quella che, sommata alle licenze di EchoStar e a quelle vinte all’asta, dร a SpaceX una copertura quasi nazionale nella banda. La FCC ha scelto ancora una volta il trasferimento privato invece dell’asta, giudicando ยซbassoยป il rischio per la concorrenza, e ha imposto obblighi di costruzione a tappe: novembre 2029, 2031 e 2036. Se SpaceX non li rispetta, la licenza puรฒ essere revocata e rimessa all’asta. Tristar, aggiunge Light Reading, le aveva prese per la rete 5G nazionale di EchoStar, un piano evaporato quando EchoStar ha cominciato a vendere spettro proprio a SpaceX.
La Borsa ha giร votato
Il mercato ha reagito nel modo piรน prevedibile. Secondo Reuters, nelle contrattazioni successive alla chiusura i titoli di AT&T, Verizon e T-Mobile hanno perso tra il 4,2 e il 5 per cento. ร la seconda volta in due settimane: all’annuncio degli 800 MHz, a inizio ottobre, i tre avevano lasciato sul terreno tra il 5,7 e il 6,6 per cento. Nessuna delle due notizie, va detto, aggiunge un solo cliente a Starlink Mobile, che oggi negli Stati Uniti serve i clienti T-Mobile come T-Satellite con circa 650 satelliti di prima generazione e velocitร stimate intorno ai 4 Mbps. Ma gli investitori non prezzano il presente: prezzano un concorrente che ha la capacitร di lancio, lo spettro, la banda bassa e adesso, forse, anche i tralicci.
Il contesto non รจ neutro: tutto questo arriva nella settimana in cui SpaceX ha pubblicato un trimestre con ricavi a 14,6 miliardi di dollari, piรน 161 per cento, e in cui Musk ha definito ยซuna buona ideaยป la fusione con Tesla, affidata a due comitati speciali. Corriere Comunicazioni nota che per ora nessun piano operativo collega la futura rete cellulare alla fusione: due partite diverse, giocate dallo stesso tavolo.
Il commento della redazione
Dopo le mosse di ottobre resta una sola domanda, quella che gli operatori hanno sempre considerato la loro assicurazione sulla vita: in cittร , dentro gli edifici, il satellite non basta. Trattare 80.000 siti รจ la risposta di SpaceX, e per questo le azioni delle tower company e quelle degli operatori si sono mosse in direzioni opposte. Vale perรฒ la pena di tenere i piedi per terra, รจ il caso di dirlo. Ottantamila siti sono una trattativa, non un contratto; gli 80 miliardi sono una stima di un analista; la rete 5G dal satellite, per ammissione dello stesso direttore finanziario di SpaceX, partirร nel primo semestre del 2028. Il quarto operatore americano oggi esiste nei documenti della FCC e nei titoli di Borsa. Esisterร nei telefoni quando il primo apparato di SpaceX sarร acceso su un traliccio di Crown Castle, e di quel giorno nessuno ha ancora fatto la data.
Fonti: Bloomberg via Mobile World Live e Corriere Comunicazioni (Federica Meta), 23 ottobre 2026; Reuters; Light Reading (Jeff Baumgartner), 23 ottobre 2026; ordine FCC DA 26-1129 del 21 ottobre 2026.
๐ฌ Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lรฌ.