Seconda tappa di «Una settimana con»: sette giorni con un solo operatore, qui nel Salento, a leggere la rete dal modem e non dal logo. Dopo TIM, tocca a WindTre. Stesso metodo: due sguardi sullo stesso telefono — quello dell'utente in tasca e quello dell'esperto che cerca il punto migliore e legge cosa dà davvero la cella.
🔗 Ti sei perso la settimana con TIM? Il liveblog completo è qui.
Strumento: Network Signal Guru su Google Pixel 8 Pro (modem Exynos). Ogni numero è letto dal modem, non dalle tacche.
Dentro un edificio in campagna, mentre ripetiamo gli speedtest, sul modem spunta una banda che prima non c'era: la n38, 2600 MHz in TDD — lo spettro che WindTre eredita dalla vecchia 3 Italia, qui largo 20 MHz. A riposo era spenta; sotto il traffico dei nostri test la rete l'ha accesa come capacità aggiuntiva, e la velocità è salita a 104 Mbps (43 dalla n38, il resto da tre portanti 4G). È la rete che «respira»: tiene giù la portante quando non serve, per risparmiare energia, e la riaccende quando il traffico sale.
Una precisazione onesta: non è che «dal modem si veda l'RSRQ schizzare» nel momento in cui parte la n38. Le bande 4G di quel sito erano già cariche di loro. La n38 entra sul traffico reale, non su un numero che salta.
Fermi a metà strada tra due BTS. Il telefono è in cell-edge: l'ancora 4G fa ping-pong tra i due siti e le portanti si rimescolano di continuo. L'n78 però tiene (SINR 17) e il 5G resta agganciato mentre il 4G si riorganizza — un esempio da manuale di come la portante 5G e l'ancora 4G possano vivere su siti diversi.
La banda 800 c'è, si «sente», ma è scadente (RSRQ −12/−16, qualità negativa): il modem non la aggrega, la lascia stare per non peggiorare. E la n38? Spenta — domenica, campagna, quasi tutti al mare: la rete tiene giù la portante TDD per risparmiare energia.
Si parte da casa. Due punti nella stessa stanza. Alla finestra il telefono aggancia l'n78 — il 5G «vero» a 3,5 GHz, 60 MHz di banda — e con tre portanti 4G sopra tocca 413 Mbps. Poi ci spostiamo in profondità, lontano dalla finestra: l'n78 non entra nei muri e il 5G ripiega sull'n3, cioè il 1800 in DSS condiviso col 4G, appena 20 MHz: 44 Mbps.
Il dettaglio che spiega tutto: alla finestra il segnale n78 è più debole in potenza (RSRP −108) che in profondità (−93), eppure va dieci volte più forte. Perché? Contano il SINR (16-18 contro 3) e la larghezza di banda. È la prova che le tacche mentono: la potenza, da sola, non dice quasi niente.
