
C’รจ un modo molto diplomatico di non smentire una notizia: confermare che si sta facendo ยซesattamente quello che avevamo giร annunciatoยป. ร la strada scelta da Nokia dopo che il South China Morning Post, citando fonti vicine al dossier, ha scritto che il gruppo finlandese taglierร la maggior parte dei suoi dipendenti in Cina e chiuderร le sedi principali del Paese, a tappe, entro la fine dell’anno. La replica ufficiale, raccolta da Mobile World Live, รจ un capolavoro di understatement: ยซCome giร comunicato, Nokia sta adottando misure per allineare meglio le proprie attivitร in Cina al modello operativo globale dell’aziendaยป. Nessuna conferma dei dettagli, ma nemmeno una parola per negarli โ e il contesto, come vedremo, rende lo scenario tutt’altro che inverosimile.
Una smentita che non smentisce niente
I numeri di partenza li ha messi in fila lo stesso SCMP: a fine 2025 Nokia contava circa 7.200 dipendenti tra Cina, Hong Kong e Taiwan, con sedi nelle principali cittร del Paese, da Pechino a Shanghai passando per Hangzhou. Proprio Hangzhou รจ il capitolo che conosciamo meglio, perchรฉ รจ la storia che vi abbiamo raccontato pochi giorni fa: la chiusura del centro di ricerca e sviluppo con circa 1.600 posti di lavoro, annunciata come ยซallineamentoยป e giร allora letta da tutti come l’inizio della fine. Light Reading aggiunge ora un tassello pesante: in uno scambio di messaggi interni ottenuto dalla testata, un dipendente Nokia riferisce ai colleghi che chiuderanno anche le sedi di Pechino, Chengdu, Qingdao e Shanghai. Se il quadro verrร confermato, altro che ritocco: รจ lo smontaggio ordinato di un’intera presenza nazionale.
Ottomilacinquecento posti in cinque anni
Per capire quanto sia lunga questa ritirata basta guardare la parabola. Dieci anni fa, subito dopo l’acquisizione di Alcatel-Lucent da 15,6 miliardi di euro, Nokia arrivรฒ a impiegare quasi 19.000 persone nella sola Cina. Nel 2023 erano 10.400 nell’intera Grande Cina, l’anno scorso 7.200, e con i tagli di Hangzhou si scenderebbe attorno a 5.600 โ prima ancora delle eventuali chiusure di fine anno. Nel frattempo รจ sparita anche la manifattura: la fabbrica di sistemi a radiofrequenza di Suzhou รจ stata ceduta, e oggi Nokia non possiede piรน alcun sito produttivo sul suolo cinese.
Ericsson ha percorso la stessa strada, solo partendo prima. Fine 2021: centinaia di posti eliminati dopo il crollo delle quote 5G, le tre unitร clienti dedicate ai grandi operatori cinesi fuse in una sola, e poco dopo la vendita del centro R&D di Nanchino, circa 650 persone, alla finlandese Tietoevry. Tra il 2022 e il 2025 il gruppo svedese ha tagliato in Cina oltre 3.500 posti, circa un terzo del totale. Il conto combinato lo ha fatto Light Reading: dal 2021 i due vendor nordici hanno ridotto l’organico cinese di circa 8.500 persone, il 37% in meno. Non a caso, nel rapporto Dell’Oro sul mercato RAN di cui abbiamo scritto proprio oggi a pranzo, i campioni europei arrivano alla ripresa del mercato ยซdimagritiยป: ora sappiamo anche dove hanno perso i chili.
Ricavi a picco e porte chiuse
Le ragioni sono note e si rafforzano a vicenda. La prima รจ commerciale: nell’era 5G gli operatori cinesi hanno dirottato gli acquisti sui fornitori di casa, e i ricavi dei nordici si sono sgonfiati. Nokia รจ passata dai 2,17 miliardi di euro incassati nella Grande Cina nel 2018 ai 913 milioni dell’anno scorso; Ericsson, che nel 2019 rivendicava il 10% del mercato cinese e puntava a crescere, ha visto le vendite crollare da 18,7 a 10,1 miliardi di corone tra il 2020 e il 2021 โ l’anno in cui Stoccolma bandรฌ Huawei e ZTE dalle reti svedesi, e Pechino presentรฒ il conto โ per poi scivolare a 8,2 miliardi. La seconda ragione รจ politica: come raccontato dai dirigenti Nokia alla stampa finlandese lo scorso settembre, l’azienda รจ stata informata che sarร completamente esclusa dalle gare cinesi per motivi di sicurezza nazionale. Da lรฌ la presa di controllo totale di Nokia Shanghai Bell, la storica joint venture con la statale China Huaxin, e l’ammissione che la quota di mercato combinata dei due europei era ormai ridotta a circa il 3%.
I lavori traslocano a ovest
C’รจ anche un terzo motore, meno raccontato: la geografia industriale. Tra dazi, protezionismo e automazione, la produzione si sta spostando dove stanno i clienti che pagano. Ericsson ha aperto nel 2020 una fabbrica altamente automatizzata vicino a Dallas e oggi ricava dagli Stati Uniti il 41% del proprio fatturato, contro circa un quarto di dieci anni fa. Nokia, che nel 2018 vantava dieci siti produttivi nel mondo di cui uno solo americano, l’anno scorso ne possedeva quattro: uno in Finlandia, uno in India e due negli USA, tra wafer di semiconduttori in California e packaging fotonico in Pennsylvania. La Cina, semplicemente, non รจ piรน nella mappa.
La vera posta in gioco รจ il 6G
Qui arriva la parte che ci riguarda tutti, ed รจ il motivo per cui questa notizia non รจ solo una vicenda di bilanci. La Cina รจ, per detta degli stessi concorrenti, uno dei laboratori 5G piรน avanzati del pianeta: droni, robotica, AI applicata alla rete, sperimentazioni che altrove sono slide e lรฌ sono cantieri. L’ironia la nota Light Reading: nel 2018 Nokia inaugurava a Hangzhou, insieme a China Mobile, un laboratorio congiunto ยซAI*5Gยป che oggi chiameremmo AI-RAN โ lo stesso filone su cui i vendor sperimentano in vista del 6G. Uscire dalla Cina significa perdere il posto in prima fila su quel palcoscenico proprio mentre si scrivono le specifiche della prossima generazione. Bรถrje Ekholm, CEO uscente di Ericsson, ammoniva giร cinque anni fa sul rischio di una biforcazione del 6G in due ecosistemi separati; i tagli alla ricerca in Cina rendono quello scenario un po’ meno teorico ogni trimestre.
Il commento della redazione: non c’รจ nulla di sorprendente in questa exit strategy, ed รจ proprio questo il punto. La separazione tecnologica tra Occidente e Cina non รจ piรน un rischio da convegno: รจ un processo in corso, con date, indirizzi e numeri di protocollo. Per l’Europa il paradosso รจ doppio, perchรฉ i suoi due campioni delle reti si ritrovano sempre piรน dipendenti dal mercato americano proprio mentre l’accesso al piรน grande laboratorio mobile del mondo si chiude. Se il divorzio รจ ormai scontato, quello che si puรฒ ancora decidere รจ quanto costerร : e la sensazione, guardando i numeri, รจ che il prezzo pieno lo scopriremo solo quando il 6G smetterร di essere una sigla.