
C’รจ una domanda che da mesi agita il mondo degli apparati di rete: fin dove arriverร la scommessa di Nokia su Nvidia? La risposta, raccolta da Light Reading dalla voce di Mark Atkinson, capo del business RAN del gruppo finlandese, รจ che potrebbe arrivare fin dentro le antenne. Nokia sta definendo in queste settimane la prossima generazione di Habrok, la sua gamma di radio massive MIMO attesa ยซnell’orizzonte 2028ยป, e per la prima volta ammette che una GPU di Nvidia potrebbe finire direttamente a bordo: ยซNon c’รจ motivo per cui debba esserci, e non c’รจ motivo per cui non debba esserciยป, dice Atkinson con la prudenza di chi sa che ogni parola su questo tema muove analisti e listini. Perchรฉ dietro la frase sibillina c’รจ la spaccatura piรน profonda che il duopolio europeo delle reti abbia mai conosciuto: Nokia corre verso i chip a scaffale di Nvidia, Ericsson difende il silicio disegnato in casa.
Il raddoppio promesso e la carta che si infila nel telaio
Il contesto lo ha fissato il CEO Justin Hotard la settimana scorsa: con l’AI-RAN, sostiene Nokia, ยซc’รจ visibilitร per superare il 100% di guadagno di efficienza spettrale entro il 2028ยป, ovvero il raddoppio della capacitร che gli operatori spremono dalle frequenze giร in portafoglio. Il veicolo รจ la scheda ABIG โ dove la G sta per GPU โ che si infila nel telaio AirScale accanto alle schede esistenti, come abbiamo raccontato al lancio della prima RAN nativa AI di luglio: l’idea รจ sostituire con modelli di intelligenza artificiale una parte degli algoritmi scritti a mano che governano il Layer 1, lo strato piรน esigente del software di rete. E la promessa commerciale รจ aggressiva quanto quella tecnica: la scheda con GPU costerร quanto quelle vecchie che ne sono prive, mentre il silicio custom verrร progressivamente pensionato. Tra i primi a provarla ci sono T-Mobile US e l’indonesiana Indosat Ooredoo Hutchison โ ossigeno per un gruppo che, come si รจ visto nell’ultima trimestrale, sta ricostruendo i margini attorno all’AI.
Ericsson, il mese scorso, ha risposto con un numero volutamente piรน freddo: ยซfino al 10%ยป di efficienza spettrale in piรน dal suo AI-RAN, ottenuto perรฒ con acceleratori neurali progettati internamente e integrati nelle radio massive MIMO. Dieci contro cento: raramente due rivali che si spartiscono le stesse gare d’appalto hanno raccontato il futuro con cifre cosรฌ distanti.
Il terremoto silenzioso nella filiera del silicio
La parte piรน concreta della vicenda, intanto, si consuma nella filiera. Atkinson ha confermato che ABIP โ il chip custom che Marvell produce per le baseband Nokia โ ยซsarร l’ultimo prodotto in silicio su misura che porteremo sul mercatoยป, supportato ยซper molti anniยป ma senza eredi. Escono di scena anche i core DSP di CEVA, storicamente integrati nei chip Marvell: ยซOra passiamo completamente alla strada GPU, ed รจ lรฌ che si concentra il grosso della R&D, con una larga parte di riscrittura del software in corsoยป, aiutata โ ironia della sorte โ dagli stessi strumenti di AI. ร lo stesso vento che due settimane fa ha spinto Qualcomm fuori dalle small cell per inseguire Nvidia sul terreno dei data center: l’economia del silicio telecom, semplicemente, non regge piรน lo sviluppo di chip dedicati per un mercato RAN piccolo e in contrazione.
C’รจ anche un risvolto architetturale che guarda dritto al 6G. Le radio Habrok supportano una variante dell’interfaccia di fronthaul aperta chiamata 7.2e โ di fatto il vecchio split 7.3 โ che sposta una fetta maggiore dell’elaborazione Layer 1 dalla baseband dentro l’unitร radio. Ed รจ esattamente lรฌ, sostiene Nvidia, che le GPU danno il meglio: precoding massive MIMO, elaborazione del ricevitore in uplink, ยซdense operazioni matricialiยป su decine di antenne. Se il 6G confermerร questa migrazione di intelligenza verso l’antenna, la domanda di Atkinson โ GPU sรฌ o GPU no dentro la radio โ smetterร di essere accademica.
Gli scettici: il limite di Shannon non si aggira col marketing
Non tutti comprano la narrazione. L’analista Earl Lum di EJL Wireless Research nota che il raddoppio promesso รจ ยซsenza una roadmap su come arrivarciยป e fa un conto semplice: Huawei e ZTE, che insieme coprono il 40% del mercato mondiale e servono i tre maggiori operatori del pianeta, non hanno scelto la strada delle GPU; e nemmeno Ericsson e Samsung. Altri esperti ricordano che nรฉ Nokia nรฉ Ericsson intendono toccare la forma d’onda OFDM ereditata da 4G e 5G, e che la performance di qualunque rete resta inchiodata al teorema di Shannon-Hartley, il limite fisico all’informazione che si puรฒ stipare in una porzione di banda. Gli algoritmi RAN, scrive Light Reading con un’immagine che ci รจ piaciuta, sono come violini Stradivari: raffinati per decenni a colpi di prova ed errore, difficili da migliorare persino per un’AI. E i modelli che girano in rete devono essere piccoli e velocissimi, il territorio dove il silicio su misura storicamente eccelle.
Il commento della redazione
Noi la leggiamo cosรฌ: la vera notizia non รจ il numero โ quel raddoppio andrร dimostrato sul campo, e fino ad allora resta una slide โ ma l’irreversibilitร della scelta industriale. Dichiarare ยซultimo chip customยป il prodotto di un fornitore storico come Marvell significa bruciarsi i ponti alle spalle: se la strada GPU si rivelasse un vicolo cieco, Nokia non avrebbe un piano B in casa, ed รจ una posizione che nessun grande vendor RAN aveva mai assunto. Al tempo stesso, capiamo la logica: in un mercato che non cresce, condividere i costi di sviluppo con l’ecosistema Nvidia รจ l’unico modo per continuare a investire al ritmo che il 6G pretenderร . La partita vera si giocherร sulle gare del 2028-2030, quando gli operatori dovranno scegliere tra il raddoppio promesso da Espoo e il pragmatismo di Stoccolma โ e per una volta i capitolati non si decideranno sul prezzo, ma su una visione del silicio. Il paradosso finale รจ che, comunque vada, a incassare sarร Nvidia: quando i due litiganti si contendono la tua attenzione, il terzo che vende le pale d’oro gode.