
C’รจ un numero, nella trimestrale che Nokia ha pubblicato il 23 luglio, che fotografa meglio di qualsiasi slide la trasformazione in corso a Espoo: gli ordini arrivati dalla divisione AI e cloud sono piรน che raddoppiati in un anno, toccando quota 2,8 miliardi di euro. E ce n’รจ un altro, appena tre righe piรน sotto, che racconta il prezzo di questa metamorfosi: l’utile netto del trimestre si รจ fermato a 5 milioni di euro, il 95% in meno rispetto a dodici mesi fa. Benvenuti nel nuovo Nokia, dove la corsa all’intelligenza artificiale riempie il portafoglio ordini mentre la ristrutturazione svuota, per ora, il conto economico.
I conti del trimestre: ricavi su, utile giรน
Partiamo dai numeri veri, quelli del report ufficiale. Nel secondo trimestre 2026 Nokia ha fatturato 4,8 miliardi di euro, in crescita del 9% anno su anno a valute costanti (+8% a valori riportati). A trainare รจ stata la divisione Network Infrastructure, cresciuta del 12%, con le reti ottiche a +20% e le reti IP a +16%: รจ lรฌ che passa il traffico dei data center che addestrano e servono i modelli di intelligenza artificiale, ed รจ lรฌ che i clienti “AI & cloud” hanno aumentato gli acquisti del 105%. Il margine operativo comparabile รจ salito al 9,0%, settanta punti base meglio di un anno fa.
Fin qui la faccia bella della medaglia. Quella brutta รจ il margine operativo riportato, scivolato in territorio negativo (-1,0%), e l’utile per azione riportato pari a zero. La spiegazione sta in circa 390 milioni di euro di oneri straordinari messi a bilancio nel trimestre per accelerare la ristrutturazione: senza quelle voci una tantum, ha fatto notare l’azienda, il risultato netto sarebbe cresciuto del 64%. Una precisazione doverosa: contrariamente a quanto riportato da qualche sintesi frettolosa circolata in rete, l’outlook per l’intero 2026 non รจ stato alzato โ Nokia lo definisce ยซoperativamente invariatoยป, con una semplice revisione tecnica da 0,1 miliardi legata alla riclassificazione di due attivitร tra le operazioni discontinue.
La cura Hotard entra nel vivo
Quella riclassificazione, in realtร , รจ tutt’altro che un dettaglio contabile. Le due attivitร finite nel “reparto cessioni” sono il business dei CPE per l’accesso fisso wireless, giร promesso a Inseego, e la divisione Enterprise Campus Edge, per la quale l’azienda giudica ยซaltamente probabileยป un accordo di vendita. Sono i primi tasselli della strategia che il CEO Justin Hotard โ arrivato nell’aprile 2025 da Intel โ ha svelato a novembre e che punta tutto sul cosiddetto “AI supercycle”: meno prodotti periferici, piรน fibra, ottica e routing per i giganti del cloud. ยซSono incoraggiato dall’esecuzione e dai progressi fatti in cosรฌ poco tempoยป, ha commentato Hotard nel comunicato, come riporta anche Mobile World Live.
La cura, perรฒ, ha un costo dichiarato di 800 milioni di euro di oneri di ristrutturazione per l’intero 2026. Circa 250 milioni servono a chiudere il programma di tagli avviato nel 2023, 350 milioni finanziano la semplificazione delle attivitร in Cina dopo l’acquisizione del pieno controllo della joint venture locale, e i restanti 200 milioni coprono ยซazioni aggiuntiveยป concentrate soprattutto in Europa. Su queste ultime l’azienda non ha fornito dettagli, ma la stampa di settore โ Light Reading in testa โ le legge come l’anticamera di nuovi tagli al personale nel Vecchio Continente, dopo quelli giร annunciati negli stabilimenti francesi e tedeschi.
Una fabbrica di chip in Arizona
Mentre in Europa si stringe la cinghia, oltreoceano si investe. Insieme ai conti, Nokia ha annunciato l’acquisto (soggetto ad approvazione regolatoria) del campus di fabbricazione semiconduttori di NXP a Chandler, in Arizona. L’impianto servirร a produrre chip in fosfuro di indio per i componenti ottici, il cuore fotonico delle reti che collegano i data center dell’AI. Il closing non รจ previsto prima del primo trimestre 2029, ma Nokia inizierร ad affittare capacitร produttiva giร dai primi mesi del 2027. La mossa ricorda da vicino quella di Ericsson, che ha portato la produzione di antenne 5G nella sua smart factory in Texas: nell’era dei dazi e delle tensioni geopolitiche, avere un passaporto produttivo americano รจ diventato un requisito commerciale, prima ancora che industriale.
E le reti mobili?
In tutto questo fermento, la divisione che ci sta piรน a cuore โ Mobile Infrastructure, quella delle reti radio โ ha recitato un ruolo da comprimaria: ricavi in crescita e contributo ai profitti stabile, sostenuto da un mix di prodotto favorevole. Non รจ una brutta notizia, anzi: in un mercato RAN che ha appena smesso di contrarsi, riuscire a crescere รจ giร un piccolo successo. Ma il messaggio strategico รจ chiaro: il baricentro di Nokia si sta spostando dalle antenne alle dorsali ottiche, dagli operatori mobili agli hyperscaler. Per l’Europa delle telecomunicazioni รจ un campanello che suona forte, proprio nei giorni in cui la GSMA ha messo in fila i 40 miliardi che costerebbe rimpiazzare Huawei e ZTE nelle reti del continente: i due campioni europei degli apparati, Nokia ed Ericsson, restano indispensabili, ma i loro occhi guardano sempre piรน spesso altrove.
Il commento della redazione: questa trimestrale ci sembra la fotografia onesta di una scommessa a metร del guado. Hotard sta facendo ciรฒ che i mercati chiedevano da anni โ scegliere, tagliare, concentrare โ e il raddoppio degli ordini AI dice che la direzione รจ quella giusta. Ci resta perรฒ un cruccio: la transizione la pagano soprattutto i siti europei, mentre gli investimenti pesanti volano in Arizona. Se il futuro delle reti si progetta per i data center americani e si finanzia con i tagli a Parigi e Monaco, l’Europa farebbe bene a chiedersi non solo chi costruirร le sue reti mobili, ma dove nasceranno quelle di tutti gli altri. Noi continueremo a seguire la partita trimestre dopo trimestre, perchรฉ รจ qui che si decide quanto peserร ancora il vecchio continente nell’industria che ha inventato il GSM.