
Da ieri anche il Vietnam ha il suo internet dal cielo: il 12 agosto Starlink ha avviato ufficialmente il servizio nel Paese, con gli ordini aperti dal giorno prima. Ma la notizia non รจ tanto l’ennesima bandierina sulla mappa di SpaceX, quanto il modo in cui Hanoi ha deciso di far entrare il satellite di Musk: un progetto pilota di cinque anni, con un tetto agli abbonati, stazioni di terra obbligatoriamente sul territorio nazionale e condizioni esplicite di difesa e sicurezza. ร il satellite col guinzaglio โ e potrebbe diventare il modello di riferimento per mezzo mondo.
Un ingresso a numero chiuso
Il quadro lo ha fissato la decisione del primo ministro n. 659 del marzo 2025, che ha aperto ai servizi satellitari in orbita bassa fino al 1ยฐ gennaio 2031: una sperimentazione controllata che ammette una societร a proprietร interamente straniera senza i tetti azionari abitualmente applicati alle telecom vietnamite, purchรฉ rispetti le condizioni poste in materia di sicurezza nazionale. In cambio, Starlink accetta limiti che altrove non ha: un massimo di 600.000 abbonati โ circa il 2,5% della base banda larga fissa del Paese, giusto per chiarire che nessuno vuole detronizzare la fibra locale โ e l’obbligo di far passare il traffico da gateway sul suolo vietnamita. Le prime quattro stazioni sono giร licenziate: una a Phu Tho al nord, una a Da Nang al centro e due a Ho Chi Minh City, con un investimento iniziale di 3 milioni di dollari e piani che, secondo la stampa locale, potrebbero estendersi fino a quindici siti.
Quanto ai prezzi, la stampa vietnamita parla di circa 350 dollari per il terminale e 85 dollari al mese, tariffa piatta senza limiti di traffico: sensibilmente piรน caro della fibra e del mobile locali, come nota la stessa stampa vietnamita. Il posizionamento รจ dichiarato dal tetto stesso: non concorrenza in cittร , ma copertura dove nessuna rete arriva โ isole, montagne del nord, pescherecci, cantieri, e quelle zone rurali che il governo vuole connesse in fretta.
Il tassello di una strategia piรน grande
Il tempismo racconta molto. Il Vietnam รจ nel pieno di una pulizia generale delle sue reti: come riportava Vietnamnet, il 15 settembre si spegneranno le ultime stazioni base 2G e i 900 MHz liberati andranno all’asta per 4G e 5G. In questo disegno il satellite รจ il tappabuchi perfetto: invece di obbligare gli operatori a portare la fibra o le antenne in ogni vallata, si lascia che l’orbita bassa copra gli ultimi chilometri, mantenendo perรฒ il controllo fisico dei dati attraverso i gateway nazionali. E lo stesso 12 agosto รจ arrivata un’altra firma che dice dove vuole andare Hanoi: VinSpace, societร aerospaziale del gruppo Vingroup, ha siglato con SpaceX un contratto per lanciare i propri primi satelliti nel 2027 con una missione rideshare Transporter. Farsi portare in orbita da Musk per imparare a farne a meno: difficile riassumere meglio il pragmatismo vietnamita.
Va anche chiarito cosa questa notizia non รจ: qui parliamo di banda larga fissa via parabola, non del direct-to-device che collega i telefoni normali e che in Asia sta correndo su altre strade, dal Giappone dove docomo ha giร milioni di connessioni satellitari alle Filippine. Ma รจ proprio la combinazione delle due cose a rendere l’orbita bassa una questione di politica industriale, non piรน solo di tecnologia.
Il nostro commento
La nostra lettura รจ che il Vietnam abbia appena scritto il manuale che molti governi cercavano: come dire sรฌ a Starlink senza consegnargli le chiavi di casa. Il tetto di 600.000 utenti mantiene il servizio complementare, i gateway nazionali danno allo Stato la presa fisica sul traffico, la durata quinquennale trasforma tutto in un esperimento revocabile, e l’apertura alla proprietร straniera โ una concessione enorme, per gli standard locali โ resta condizionata alla sicurezza nazionale. ร una terza via interessante tra i due estremi che conosciamo: l’adozione rapida e sostanzialmente aperta di altri mercati, e la risposta europea che ai satelliti americani preferisce opporre una costellazione propria come IRISยฒ, mentre a Bruxelles si ridisegnano le regole dello spettro satellitare. Tre risposte diverse alla stessa domanda: chi controlla la connettivitร che scende dal cielo? La versione vietnamita ha il pregio dell’onestร โ misura i rischi, li recinta e intanto incassa la copertura che le serve. Resta la domanda da un miliardo: quando il pilota scadrร nel 2031, con centinaia di migliaia di utenti a bordo, il guinzaglio sarร ancora nelle mani di chi lo tiene oggi? I precedenti insegnano che disconnettere un servizio diventato essenziale รจ molto piรน difficile che autorizzarlo.
Fonti: Light Reading, VOV, Tuoi Tre, The Investor.