
Nei comunicati dei ministeri le cose interessanti stanno quasi sempre in fondo. Quello che il Mimit ha diffuso venerdรฌ 18 settembre si apre con i 140,2 milioni di euro che il ministro Adolfo Urso ha destinato per decreto a innovazione e infrastrutture digitali, e per tre quarti parla di Accordi per l’innovazione, tecnologie quantistiche e radiofarmaci. Ma scorrendo fino al terzo capoverso si trovano 17,5 milioni riservati alle comunicazioni elettroniche e alla gestione dello spettro radioelettrico, e dentro quei 17,5 tre voci che a chi segue le reti dicono parecchio: cinque milioni per risolvere le interferenze transfrontaliere, cinque per sperimentare il wireless a banda larga dentro i data center, sette e mezzo per costruire un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenze. Piรน in basso ancora, 3,2 milioni per mappare i cavi sottomarini e 1,8 per la chiamata d’emergenza automatica dei veicoli di nuova generazione.
Da dove arrivano i soldi, e quando
Il quadro lo dร il comunicato del ministero: le risorse sono a valere sul Piano Sviluppo e Coesione 2014-2020, area tematica ยซDigitalizzazioneยป, e il decreto porta la data del 22 luglio 2026. La fetta piรน grossa, 87,7 milioni, va agli Accordi per l’innovazione per completare l’esame delle domande giร ammesse alla fase istruttoria dello sportello aperto con il decreto del 4 settembre 2025, senza aprirne uno nuovo, come nota il Corriere Comunicazioni. Altri 30 milioni finanziano ricerca industriale su quantum, bio-elettronica, radiofarmaci e farmaceutica avanzata. Il pacchetto che ci riguarda ha una particolaritร : i 17,5 milioni per lo spettro sono disponibili ยซa partire dal 2027ยป. Il testo del decreto aggiunge due dettagli che il comunicato omette: i progetti fanno capo alla Direzione generale per il digitale e le telecomunicazioni del ministero, e le modalitร attuative saranno disciplinate ยซcon successivi attiยป della stessa direzione. I soldi ci sono, il come รจ ancora da scrivere.
Cinque milioni per un problema che dura da quarant’anni
La voce piรน eloquente รจ la prima. Il ministero scrive ยซrisoluzione delle interferenze transfrontaliereยป e non aggiunge altro, ma il dossier piรน noto che in Italia va sotto questo nome รจ quello della radio FM, ed รจ pesante. Nel novembre 2025 la Commissione europea ha avviato una procedura d’infrazione inviando a Roma una lettera di costituzione in mora: secondo Bruxelles, come ha ricostruito Newslinet, l’Italia ยซnon ha adottato misure amministrative sufficienti per eliminare le interferenze dannoseยป che le emittenti FM italiane causano in Francia, Croazia, Malta e Slovenia nella banda 87,5-108 MHz, impedendo a quei Paesi di usare le proprie frequenze. ร una vicenda che la testata fa risalire agli anni Ottanta, figlia di una rete FM cresciuta senza un piano di assegnazione, e che torna puntuale ogni estate, quando il caldo allunga la propagazione dei segnali sul mare.
A giugno la stessa Newslinet riferiva delle ipotesi, non ufficializzate, su cui il ministero stava lavorando: una riduzione generalizzata delle potenze di circa 6 dB, la revisione dei sistemi radianti e, per le situazioni non recuperabili, la dismissione volontaria degli impianti ยซsostenuta economicamente attraverso un fondo dedicatoยป. Il comunicato di venerdรฌ non collega i cinque milioni a quel fondo, e non lo faremo noi al suo posto. Ci limitiamo a osservare che una cifra c’รจ, che prima non c’era, e che per un problema di questa etร e di questa estensione cinque milioni sono un inizio, non una soluzione.
Il catasto delle frequenze e il wireless in sala macchine
I 7,5 milioni per ยซlo sviluppo e la sperimentazione di un modello nazionale di gestione del patrimonio delle frequenzeยป sono la voce piรน ambiziosa e la meno spiegata. Il momento, perรฒ, รจ quello giusto: l’Agcom ha proposto di rinnovare le frequenze mobili fino al 2037 in cambio di investimenti nel 5G standalone, e il ministero sta portando in gara la banda 26 GHz bassa. Sapere con precisione chi usa che cosa, dove e quanto, รจ la premessa di qualunque politica dello spettro che non voglia limitarsi a incassare. Piรน curiosa la terza voce, i cinque milioni per sperimentare sistemi wireless broadband ยซdestinati all’automazione evoluta dei data center nazionaliยป: l’idea di portare il radio in sala macchine, al posto o accanto al cablaggio, per far muovere sensori e automazione. Anche qui il testo non indica bande nรฉ tecnologie.
L’eCall che sopravvive allo spegnimento del 2G
La voce piรน piccola รจ forse la piรน urgente. Gli 1,8 milioni per il Numero unico europeo 112 sono destinati ยซcon particolare riferimentoยป al Next Generation eCall, il sistema con cui l’auto, dopo un incidente grave, chiama da sola i soccorsi trasmettendo posizione e dati essenziali. L’eCall obbligatorio dal 2018 รจ nato per funzionare su 2G e 3G, reti che molti Paesi europei stanno programmando di spegnere. Per questo, come riassume InterRegs, il regolamento europeo 2024/1180 impone sistemi compatibili con 4G e 5G sui nuovi tipi di veicolo dal primo gennaio 2026 e su tutte le auto e i furgoni nuovi dal primo gennaio 2027. Il decreto spiega che il Mimit รจ stato individuato, insieme ai ministeri dell’Interno e dei Trasporti, come autoritร competente per il servizio, con responsabilitร specifiche sulle reti pubbliche coinvolte nelle comunicazioni d’emergenza, e che gli 1,8 milioni integrano la convenzione del 24 novembre 2025 per il supporto tecnico al 112.
Il commento della redazione
Facciamo i conti: 17,5 milioni su 140,2 sono un ottavo del pacchetto, e partono solo dal 2027. Non รจ la cifra che cambia la politica italiana dello spettro. Ma รจ raro vedere in un decreto di spesa tre cose che di solito restano fuori dai bilanci: le interferenze con i vicini, la conoscenza di come le frequenze vengono davvero usate, l’adeguamento dei servizi d’emergenza alla fine delle reti vecchie. Sono temi da addetti ai lavori, che non portano un voto, e proprio per questo ci fa piacere vederli finanziati.
Resta il vizio di forma di tutti i comunicati di questo genere: i titoli delle voci senza il contenuto. Chi gestirร il modello nazionale delle frequenze, con quali dati e accessibili a chi? I cinque milioni sulle interferenze andranno a misure e coordinamento o a indennizzi? Il wireless nei data center userร spettro licenziato? Le risposte stanno negli atti attuativi che la direzione generale deve ancora scrivere, ed รจ lรฌ che andremo a guardare. Intanto segniamo la data: dal 2027 ci sono 17,5 milioni con scritto sopra ยซspettroยป.