
Nel mobile terrestre l’abbiamo visto succedere quindici anni fa: gli operatori hanno smesso di costruirsi ciascuno le proprie torri e hanno cominciato ad affittarle da societร neutrali che le condividono tra tutti. Ora qualcuno prova a portare lo stesso modello in orbita. A Parigi, alla World Space Business Week, Space42, la societร spaziale degli Emirati Arabi, e Viasat, l’operatore satellitare americano che ha assorbito Inmarsat, hanno firmato l’accordo vincolante per costituire Equatys e si sono impegnati a metterci fino a un miliardo di dollari di capitale. La notizia, riportata stamattina da Mobile World Live, chiude un percorso iniziato con un memorandum nel marzo 2025 e con l’annuncio di intenti del settembre successivo.
Che cosa vogliono costruire
Il comunicato congiunto descrive Equatys come una piattaforma condivisa di infrastruttura spaziale e terrestre per il direct-to-device, cioรจ per far parlare gli smartphone e i dispositivi IoT di serie direttamente con i satelliti, e per i servizi satellitari mobili evoluti. La logica dichiarata รจ quella della tower company: uno strato neutrale di satelliti e stazioni di terra che piรน operatori usano insieme, ciascuno conservando i propri diritti sullo spettro, i propri clienti e i propri rapporti commerciali. Chi partecipa condividendo l’infrastruttura, sostengono i due soci, ottiene efficienze di costo che da solo, nella propria area geografica o con le proprie autorizzazioni, non potrebbe raggiungere. Gli altri licenziatari potranno usare la costellazione senza doverci investire.
La costellazione iniziale รจ descritta come la prima fase di un’architettura pensata per crescere fino a 2.800 satelliti su 60 piani orbitali e tre quote diverse, cosรฌ da aggiungere densitร senza ridisegnare il sistema. I soldi arriveranno da capitale dei fondatori, capitale di terzi e debito: alla costituzione Space42 e Viasat verseranno 400 milioni di dollari ciascuna, e Space42 conta di aggiungerne altri 200 in un successivo aumento aperto a investitori esterni, da cui il tetto di un miliardo. Viasat dovrebbe diventare il contraente tecnologico principale, e proprio questa nomina, insieme alle autorizzazioni regolatorie, รจ tra le condizioni sospensive ancora da chiudere.
Lo spettro รจ il vero patrimonio
Il punto industriale del comunicato sta in una riga: i due soci dicono di poter operare su oltre 100 MHz di spettro satellitare mobile coordinato a livello globale, quello che Light Reading a febbraio definiva il blocco coordinato piรน grande disponibile per il direct-to-device. Space42 porta diritti in banda L in piรน di 160 mercati, Viasat porta la banda L globale e la banda S in Europa. Insieme dichiarano accordi commerciali con oltre 400 operatori mobili nel mondo. Il tutto poggia sullo standard 3GPP per le reti non terrestri, entrato con la Release 17: รจ quello che permette a un telefono qualunque di collegarsi a un satellite senza hardware dedicato, e che i due soci mettono alla base di un mercato stimato, da loro, tra 30 e 70 miliardi di dollari al 2040.
Ed รจ qui che la storia diventa europea, e ci riguarda. La banda S che Viasat porta in dote รจ la banda MSS dei 2 GHz, quella di cui abbiamo raccontato la riassegnazione: i diritti d’uso attuali di Viasat ed EchoStar scadono a maggio 2027, e la proposta della Commissione europea del 27 maggio riserva un terzo della banda a un sistema governativo legato a IRISยฒ, un terzo ai nuovi entranti controllati da capitali europei, e lascia solo l’ultimo terzo aperto agli operatori extraeuropei, con un tetto di 10 MHz accoppiati a testa. Una joint venture tra una societร emiratina e una americana, per quanto Viasat eserciti in Europa attraverso l’ereditร di Inmarsat, dovrร giocarsi il futuro europeo di Equatys in quella corsia aperta, la stessa in cui si affaccia Starlink, mentre i grandi operatori del continente valutano un consorzio per prendersi la corsia riservata. Il comunicato non dice una parola sulla partita di Bruxelles, e si capisce perchรฉ.
Tempi, clienti e concorrenti
Secondo Light Reading, che ha seguito la trattativa dal primo annuncio, l’obiettivo commerciale รจ un lancio entro tre anni; il primo operatore a esplorare l’uso di Equatys รจ stato e&, l’incumbent degli Emirati, con un accordo con Space42 dell’ottobre 2025, e Viasat ha dimostrato la messaggistica direct-to-device in Messico nello stesso mese. All’Investor Day di novembre Space42 aveva indicato investimenti in Equatys per circa 600 milioni di dollari in cinque anni, secondo quanto riportato da Space Intel Report. Il numero di oggi รจ piรน alto e piรน vincolante. Sul fronte opposto, come raccontavamo stamattina, SpaceX ha appena spostato al 2028 il suo servizio mobile di qualitร 5G, dopo settimane di scontro con gli operatori americani sull’idea di farsi rete in proprio.
Il commento della redazione
La differenza tra Equatys e Starlink non รจ di tecnologia, รจ di posizione nella filiera. Starlink vuole essere l’operatore, o almeno vuole poterlo diventare, e per questo i grandi operatori la trattano da concorrente. Equatys si presenta come il proprietario delle torri, che non ha clienti finali e vive di affitti: รจ il ruolo che nel mobile terrestre hanno Cellnex, INWIT o American Tower, e che gli operatori hanno accettato di buon grado perchรฉ non minaccia il loro rapporto con l’utente. ร un’idea intelligente, e la cifra di oggi la rende credibile. Restano due dubbi che il comunicato non scioglie. Il primo รจ la fisica, che vale per tutti: la banda L e la banda S da un satellite arrivano bene all’aperto e male dentro le case, e nessun modello di business cambia il modo in cui un’onda attraversa un muro, come ripete chi il servizio lo vende giร . Il secondo รจ lo spettro europeo: la dote piรน preziosa di Viasat da queste parti ha una data di scadenza, e chi la assegnerร ha giร scritto che preferisce capitali europei. Una tower company in orbita ha senso solo se ha frequenze da affittare in tutti i continenti; in Europa, per ora, le ha in prestito.