
Il modulo รจ arrivato negli uffici della FCC sabato 25 luglio, a firma Kuiper Systems LLC, e da questa mattina รจ la notizia che rimbalza su tutta la stampa di settore: Amazon Leo ha chiesto l’autorizzazione a lanciare e operare una costellazione di 5.105 satelliti in orbita bassa dedicati al direct-to-device, cioรจ al collegamento diretto tra satellite e smartphone, senza antenne nรฉ parabole di mezzo. L’obiettivo dichiarato รจ portare voce, messaggi, dati e servizi di emergenza ยซovunqueยป, con il dispiegamento dei primi satelliti previsto a partire dal 2028. Dopo anni passati a inseguire Starlink sulla banda larga, l’ex Project Kuiper cala cosรฌ la carta che mancava per giocarsi la partita piรน ambita del momento: quella del telefono in tasca.
Lo spettro di Globalstar รจ il tassello che tiene insieme tutto
La domanda depositata alla FCC โ raccontata nel dettaglio da Light Reading e accompagnata da un lungo explainer ufficiale sul blog di Amazon โ non รจ un fulmine a ciel sereno, ma il seguito naturale dell’operazione annunciata in aprile: l’acquisizione di Globalstar per 11,5 miliardi di dollari, attualmente al vaglio dei regolatori. Con quella mossa Amazon si รจ portata a casa l’ingrediente piรน raro dell’intero settore, le licenze di spettro MSS (mobile satellite service) con autorizzazioni globali nella fascia 1,6-2,4 GHz. Ed รจ esattamente lรฌ che lavoreranno i nuovi satelliti: i collegamenti verso i telefoni useranno le frequenze in banda L e S, mentre il traffico aggregato viaggerร verso le stazioni di terra su link in banda Ka e V, una sorta di backhaul spaziale del tutto simile, concettualmente, a quello di una stazione radio base terrestre.
La nuova flotta non vivrร da sola: opererร ยซin stretto concertoยป con le costellazioni HIBLEO e con la futura C-3 di Globalstar, oltre che con i satelliti broadband di prima e seconda generazione di Amazon Leo, con cui dialogherร attraverso collegamenti laser inter-satellite. E qui c’รจ il dettaglio che pesa piรน di tutti: l’accordo giร annunciato con Apple, che affiderร proprio alla rete di Amazon i servizi satellitari di iPhone e Apple Watch, dall’Emergency SOS ai messaggi fino a Trova il mio dispositivo. Tradotto: centinaia di milioni di terminali compatibili giร in circolazione, prima ancora che il primo satellite D2D lasci la rampa.
Cinque gusci orbitali e satelliti che ยซpensanoยป in orbita
Sul piano tecnico, la domanda descrive una costellazione distribuita su cinque gusci orbitali tra i 510 e i 580 chilometri di quota: tre a inclinazione media (55,7ยฐ, 58,2ยฐ e 56,3ยฐ) per coprire in modo denso le regioni piรน popolate del pianeta, uno a 73ยฐ per le alte latitudini e uno quasi polare a 84ยฐ. Niente architettura ยซbent pipeยป, il classico specchio che rimbalza il segnale a terra: i satelliti di Amazon Leo elaboreranno il traffico direttamente in orbita, con beamforming digitale e beam-hopping per concentrare la potenza radio solo dove e quando serve, ricezione in doppia polarizzazione per catturare piรน segnale dai trasmettitori minuscoli degli smartphone, e modulazione adattiva per spremere il massimo dal canale in ogni condizione.
Curiosamente, una parte corposa del fascicolo รจ dedicata a rassicurare la FCC su collisioni e detriti, tema sempre piรน sensibile man mano che l’orbita bassa si affolla. I satelliti avranno una vita operativa di sei-otto anni, terranno da parte circa il 40% del propellente per le manovre di smaltimento e monteranno serbatoi progettati per perdere carburante lentamente anzichรฉ esplodere in caso di impatto, caratteristica che Amazon dice di aver verificato con test d’impatto ad alta velocitร . Sorveglianza della flotta 24 ore su 24 e propulsione di bordo per le manovre anti-collisione completano il pacchetto.
La sfida a Starlink parte in ritardo, ma non a mani vuote
Il confronto con SpaceX รจ inevitabile. Starlink ha giร una costellazione direct-to-cell operativa, milioni di utenti attivi โ come i cinque milioni di giapponesi conquistati in due mesi da docomo โ e ha appena chiesto alla FCC di crescere fino a 100.000 satelliti Gen3. AST SpaceMobile corre con i suoi BlueBird e i contratti con AT&T e Verizon. Amazon arriva quindi per ultima su un terreno giร conteso, e con un debutto fissato a due anni da oggi. Ma parte con tre asset che nessun altro inseguitore puรฒ vantare: spettro MSS con copertura globale giร licenziato, un socio come Apple che integra i suoi servizi direttamente nel sistema operativo, e le spalle finanziarie di uno dei gruppi piรน capitalizzati al mondo. Resta invece tutto da capire il ruolo che la nuova rete potrร giocare rispetto alla joint venture direct-to-device annunciata da AT&T, T-Mobile e Verizon โ la stessa AT&T che a proposito di satelliti ha appena liquidato come ยซun problema che non hoยป l’ipotesi di un MVNO targato Starlink.
Il commento della redazione
Noi una cosa la notiamo: nel giro di tre settimane la FCC si รจ vista chiedere 100.000 satelliti da SpaceX e 5.105 da Amazon, e la sensazione รจ che il vero collo di bottiglia del direct-to-device non sia piรน la tecnologia ma lo spettro. Ed รจ qui che la mossa di Amazon, per quanto tardiva, ci sembra la piรน lucida: invece di inventarsi frequenze da condividere con gli operatori terrestri, ha comprato con Globalstar una corsia proprietaria e globale, la stessa che fa funzionare l’SOS satellitare degli iPhone dal 2022. Se la scommessa regge, nel 2028 non assisteremo a un duello ma a un mercato a tre โ Starlink con gli operatori partner, AST con i big americani, Amazon con Apple e lo spettro in casa โ ed รจ una concorrenza che a chi vive fuori copertura puรฒ solo far bene. La vera incognita, semmai, รจ regolatoria: prima del primo lancio devono chiudersi sia l’acquisizione di Globalstar sia questa autorizzazione, e in mezzo ci sono concorrenti che hanno giร dimostrato di saper usare bene le obiezioni formali. Il conto alla rovescia per il 2028, insomma, non si misura in razzi: si misura in faldoni.