
Le onde millimetriche erano la grande promessa del 5G americano e poi sono diventate la sua grande delusione: frequenze sopra i 24 GHz comprate a caro prezzo per una copertura a macchia di leopardo, qualche isolato a velocità record e il resto del Paese servito dalla banda C. Verizon, che su quelle frequenze aveva puntato più di tutti, oggi prova a riscriverne la storia. Nella call sui conti del terzo trimestre l’amministratore delegato Dan Schulman ha annunciato un nuovo servizio di accesso fisso senza fili a 1 Gbit/s costruito proprio sullo spettro millimetrico, e lo ha definito «una svolta tecnologica per noi, con implicazioni positive significative».
Millesettecento megahertz rimasti in cantina
Il ragionamento di Schulman è semplice e lo ha spiegato così: Verizon ha preso circa 1.700 MHz di frequenze millimetriche «in larga parte sottoutilizzate» e le ha trasformate «in un vantaggio competitivo e differenziante». Il prodotto è un FWA da 1 Gbit/s destinato alle aree metropolitane di tutto il Paese, pensato per affiancare la fibra dove c’è e sostituirla dove non arriva. Il lancio comincia in questo trimestre e prosegue per tutto il 2027, in quello che il CEO ha chiamato «un approccio all’FWA più sofisticato e segmentato».
I numeri dell’ambizione sono stati messi in fila nella stessa occasione. Nel medio periodo Verizon vuole aggiungere tra 10 e 15 milioni di unità immobiliari raggiungibili a 1 Gbit/s grazie all’FWA millimetrico, in aggiunta all’obiettivo già dichiarato di 40-50 milioni di unità passate dalla fibra. Per fine 2026 l’operatore conferma di superare i 32 milioni di passaggi in fibra. Il riferimento agli edifici con molti appartamenti non è casuale: Verizon ha detto di voler portare a scala il programma dedicato ai condomini, con l’obiettivo di «velocità simili alla fibra» via radio. È la stessa logica con cui, a ottobre 2025, aveva annunciato l’acquisizione di Starry, operatore FWA millimetrico che serviva quasi centomila clienti in condomini di Boston, New York, Los Angeles, Denver e Washington, con un’architettura «meno costosa da costruire e più rapida da installare» nei contesti urbani.
Il vero premio è la banda C che si libera
Per chi guarda alla rete mobile più che alla banda larga domestica, il passaggio più interessante è un altro. Spostare il traffico delle case sulle onde millimetriche significa togliere peso alla banda C, le frequenze a 3,7 GHz pagate a caro prezzo nel 2021 che oggi reggono sia il 5G degli smartphone sia buona parte dell’FWA. «Rende l’intera rete più efficiente», ha detto Schulman: «scarica la capacità della banda C, dà alla rete più capacità e più margine, e cambia in modo significativo il nostro posizionamento sullo spettro». Tradotto: ogni abitazione che passa al millimetrico è capacità in banda media restituita ai telefoni.
La fisica resta quella di sempre. Le onde millimetriche non attraversano i muri e non percorrono grandi distanze, ma per un collegamento fisso tra un’antenna su un palo o su un tetto e un ricevitore alla finestra quei limiti pesano molto meno che per un telefono in tasca. È il caso d’uso in cui la banda alta ha sempre funzionato meglio, come Verizon stessa aveva anticipato già all’investor day dell’ottobre 2024, quando il responsabile delle reti Joe Russo parlava di un prodotto millimetrico «fino a 1 Gbit/s» per condomini e uffici in arrivo l’anno successivo. Due anni dopo, quel prodotto diventa la punta di diamante della strategia broadband.
Il quarto trimestre di seguito in frenata
La svolta arriva mentre l’FWA tradizionale di Verizon rallenta. Nel terzo trimestre l’operatore ha aggiunto 159.000 clienti fissi senza fili, il 40% in meno di un anno prima, e il dato è in calo dal quarto trimestre 2025. La fibra invece ha portato 155.000 nuove connessioni, più del doppio rispetto a dodici mesi fa, per un totale di 11,07 milioni. In tutto Verizon ha chiuso il trimestre con 314.000 nuovi clienti broadband. Schulman ha rivendicato il cambio di mix come «una scelta deliberata», con una frase che suona come un’autocritica sull’FWA venduto finora: «Se un cliente ha bisogno di un giga e noi possiamo offrirgli solo 300 mega, non dovremmo vendergli il servizio. Sarà solo qualcosa che lo deluderà». Con un’offerta da 1 Gbit/s in mano, ha aggiunto, l’obiettivo di 8-9 milioni di clienti FWA entro il 2028 verrà «probabilmente superato di molto».
Il resto della trimestrale racconta il primo anno di Schulman al comando, iniziato a ottobre 2025 con la richiesta di «un riavvio completo» e il taglio di oltre 13.000 posti di lavoro. Nel mobile è stato il miglior terzo trimestre degli ultimi cinque anni, con 406.000 nuove linee telefoniche in abbonamento e un churn sceso allo 0,94%, mentre i costi delle promozioni sono calati del 41%. Verizon ha anche firmato con Amazon Web Services un contratto da 2 miliardi di dollari per fibra spenta verso i data center dell’intelligenza artificiale, dopo quello da un miliardo con Google. Sul fronte SpaceX, che vuole costruirsi una rete mobile terrestre, Schulman ha detto di lavorare «con gli occhi bene aperti» assumendo che faranno tutto ciò che annunciano, ma ha chiuso la porta a qualsiasi accordo da operatore virtuale: «Non vedo assolutamente alcun beneficio nell’estendere un accordo MVNO a un fornitore satellitare».
Il commento della redazione
C’è una lezione in questa storia che va oltre Verizon. Le onde millimetriche non erano una tecnologia sbagliata, erano una tecnologia venduta per l’uso sbagliato. Pensate per i telefoni in movimento, hanno fallito; puntate su una finestra ferma, con un’antenna sul tetto di fronte e la fibra alle spalle, diventano la cosa più vicina a un cavo senza scavare. Il fatto che un operatore con circa 1.700 MHz in portafoglio ci abbia messo anni ad arrivarci dice quanto l’industria si fosse innamorata della narrazione del 5G ultraveloce in tasca.
La parte che ci interessa di più, però, è l’effetto collaterale. Ogni casa servita dal millimetrico è spettro medio restituito agli smartphone: l’FWA diventa uno strumento di gestione della rete mobile, non solo una riga di ricavi. In Italia la discussione è ancora a monte. Alla gara per la banda 26 GHz, con le offerte in arrivo a novembre, l’unico operatore mobile nazionale ammesso è Iliad, accanto a Eolo e ad altri specialisti dell’accesso fisso senza fili; TIM, Vodafone e WindTre non si sono presentati. Il caso americano suggerisce che quello spettro vale per quello che toglie alle bande medie, prima ancora che per i gigabit che promette. Chi segue i numeri dell’FWA americano sa che il servizio è nato per le campagne ed è stato adottato dalle città: con il millimetrico, Verizon prende atto che in città servono strumenti diversi.
Fonti: Light Reading, resoconto della call sul terzo trimestre 2026 di Verizon (26 ottobre 2026); comunicato Verizon sull’acquisizione di Starry (ottobre 2025); Broadband Breakfast sull’investor day Verizon (ottobre 2024).
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