
Il problema dell’accesso fisso senza fili è vecchio quanto l’FWA stesso: il segnale 5G migliore è fuori casa, ma il router lo si mette dentro, perché portare un cavo attraverso il muro vuol dire un tecnico, un trapano e un appuntamento. Solace Power, azienda canadese di Mount Pearl, Terranova, ha annunciato il 6 ottobre che il suo modulo Nova, che trasferisce fino a 30 watt attraverso il vetro di una finestra, è entrato in produzione di volume ed è ordinabile dai costruttori di terminali, con le prime consegne previste nel quarto trimestre del 2026. La dimostrazione dal vivo è fissata a Network X, a Vienna dal 13 al 15 ottobre, dove Nova è finalista del premio FWA Solution of the Year per il secondo anno di fila.
Il ricevitore fuori, l’alimentazione dentro
L’idea è semplice da descrivere e, a leggere il comunicato, complicata da realizzare. Un’unità interna si appoggia al vetro dal lato della stanza e trasmette energia a un’unità esterna attaccata dall’altra parte dello stesso vetro, che alimenta il ricevitore 5G montato all’aperto. Niente fori, niente cavo di alimentazione che passa da dentro a fuori: la sorgente resta in casa e la radio sta dove il segnale è più forte. Solace dichiara che il modulo è certificato FCC e funziona con finestre a vetro singolo, doppio e triplo, con una tolleranza al disallineamento fra le due unità che dovrebbe rendere l’installazione alla portata di chiunque. Nella pagina rivolta ai costruttori di CPE l’azienda quantifica: compatibilità con il 98% delle finestre nel mondo, fino a 30 watt trasferiti, fino al 30% di disallineamento senza perdita di prestazioni.
«Abbiamo passato anni a risolvere la sfida di far passare abbastanza energia attraverso i diversi tipi di finestre per far funzionare apparati 5G esterni», ha detto il CEO Neil Chaulk, aggiungendo che il passaggio «dalla validazione tecnica a un modulo certificato FCC in produzione di volume» dà ai costruttori «una strada chiara per sviluppare prodotti 5G esterni autoinstallabili». Il COO e CFO Colin Ryan ha messo l’accento sul lato operatore: «Mettere il ricevitore all’esterno può aiutare gli operatori a servire più famiglie con le risorse di rete e di spettro che hanno già», e se i clienti installano da soli «c’è una forte opportunità di abbassare i costi di dispiegamento, attivare il servizio prima e migliorare i ritorni sugli investimenti di rete esistenti».
I numeri che Solace mette sul tavolo
Il comunicato è prudente sulle cifre, il sito molto meno. Nella sezione per i costruttori di CPE, Solace sostiene che un terminale esterno alimentato dal suo modulo può dare fino al 159% di throughput in più in download e fino al 432% in più in upload rispetto a un CPE interno, perché evita le perdite causate da vetro, pareti, mobili e dagli altri materiali di casa, che l’azienda quantifica in oltre 30 dB di attenuazione nei casi peggiori. Un post sul blog aziendale aggiunge che le unità esterne aumentano la capacità di rete di circa il 60% e che un approccio autoinstallabile potrebbe collegare «dal 60 al 100% di utenti in più per rete a una frazione del costo». Sono tutti numeri di chi vende il modulo, e vanno letti così: la fisica dietro è nota, un ricevitore fuori dal muro vede un segnale migliore e carica meno la cella, ma l’entità del guadagno dipende dalla casa, dalla distanza dal sito e da quanto era brutto il segnale interno di partenza.
Il punto economico, però, è reale e Solace lo spiega bene: per gli operatori l’installazione professionale è stata finora il prezzo da pagare per le prestazioni di un terminale esterno, e quel prezzo include gli appuntamenti mancati e le uscite ripetute dei tecnici. Un CPE che il cliente monta da solo, direttamente dalla scatola, toglie quel collo di bottiglia e, nelle parole dell’azienda, porta nel mercato servibile le case dove il segnale interno non basta. È lo stesso ragionamento che abbiamo visto fare a Vodafone con il router FWA che si accende da solo e dice dove metterlo: l’autoinstallazione è diventata il campo di gara, e Nova sposta il confine da «vicino alla finestra» a «fuori dalla finestra».
Chi lo monterà
Solace non lavora da sola. A dicembre 2025 aveva annunciato una partnership con NetComm Wireless per sviluppare e commercializzare «il primo CPE 5G esterno montato a finestra e alimentato senza fili», con valutazioni da parte degli operatori a partire dal 2026; ad aprile è arrivata una collaborazione con pureLiFi e Askey per una soluzione FWA attraverso il vetro completamente integrata. Il comunicato del 6 ottobre parla di un CPE esterno autoinstallabile «di prossima commercializzazione» che sarà mostrato in funzione allo stand di Vienna, senza dire di quale costruttore. Askey è un nome che abbiamo incontrato pochi giorni fa, nell’elenco delle deroghe FCC sui router prodotti all’estero: per un modulo che punta al mercato americano, la certificazione FCC di Nova e la deroga del costruttore che lo integra sono due pezzi dello stesso puzzle. E il mercato dei terminali FWA è in movimento anche dal lato dei grandi, con Nokia che ha appena ceduto a Inseego la linea FastMile, ricevitori esterni compresi.
Il commento della redazione
Chi ha provato un router FWA vicino alla finestra e poi lo stesso router con un’antenna esterna sa che la differenza non è un dettaglio: è la differenza fra un servizio che funziona e uno che si disdice. Il modulo di Solace attacca il problema dal lato giusto, quello dell’installazione, perché la tecnologia radio per i ricevitori esterni esiste da anni e il freno è sempre stato il trapano. Due cautele. La prima è che i numeri di guadagno sono dell’azienda e andrebbero misurati su case vere, possibilmente con un analizzatore di cella e non con un cursore di velocità. La seconda è che trenta watt attraverso un vetro sono un risultato notevole, ma le finestre italiane, con le persiane, le tapparelle e i doppi vetri basso-emissivi degli ultimi condomini, meritano una prova a parte prima di dire che il 98% vale anche qui. Se a Vienna il CPE funziona come promesso, è una di quelle idee piccole che cambiano la scala di un’intera tecnologia.
Fonti: Solace Power, comunicato del 6 ottobre 2026 e pagine solace.ca per i costruttori di CPE; Solace Power, comunicati del 11 dicembre 2025 (NetComm) e del 28 aprile 2026 (pureLiFi e Askey); Telecoms.com (8 ottobre 2026).
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