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Rete Mobile

La rete che non si deve vedere: a Tokyo il 5G a onde millimetriche si nasconde nei vetri dei palazzi

redazione
Ultimo aggiornamento: 26/08/2026
redazione
8 Minuti di lettura
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Quartiere Marunouchi a Tokyo con l'edificio storico in mattoni rossi e i grattacieli in vetro: qui Docomo installa il 5G mmWave con le antenne di vetro

Contents
Il problema: la fisica non ama i palazzi storiciUn problema globale, tante soluzioni locali

C’รจ un paradosso che insegue le onde millimetriche da quando esistono: sono lo spettro piรน abbondante e veloce che il 5G abbia a disposizione, ma per funzionare davvero hanno bisogno di una selva di antenne a vista โ€” ed รจ esattamente ciรฒ che le cittร  piรน belle del mondo non vogliono concedere. A Tokyo hanno deciso di affrontare il problema alla radice: NTT Docomo e Mitsubishi Estate, il colosso immobiliare che possiede buona parte del quartiere degli affari della capitale, hanno firmato lunedรฌ 24 agosto un accordo per trasformare l’area di Marunouchi โ€” i distretti di Otemachi, Marunouchi e Yurakucho, il salotto buono degli uffici giapponesi a due passi dal Palazzo Imperiale โ€” in una smart city di nuova generazione. E il primo mattone, per una volta, non รจ uno slogan: sono le antenne di vetro.

Partiamo dai numeri, che per gli appassionati di radio sono il piatto forte. Docomo porterร  nell’area il 5G a onde millimetriche con una dotazione che in Europa ce la sogniamo: la banda dei 26 GHz appena conquistata โ€” a giugno 2026, nella prima asta dello spettro mai tenuta in Giappone โ€” sommata ai 28 GHz giร  in portafoglio, per un totale di 800 megahertz di larghezza di banda. Vale la pena fermarsi un attimo su quel dettaglio: il Giappone, che per decenni ha assegnato le frequenze con procedure comparative e non competitive, ha tenuto la sua prima asta dello spettro soltanto quest’anno, e Docomo ne รจ uscita con la banda che ora vuole mettere subito a frutto โ€” un segnale di quanto l’operatore creda davvero nelle onde millimetriche, mentre altrove restano un ornamento da conferenza. Ottocento: dieci volte l’intero canale n78 del gestore italiano meglio equipaggiato, che si ferma a 80. A questa autostrada millimetrica si aggiunge quella che Docomo chiama Tri-Band Massive MIMO, una tecnica che combina le tre bande medie esistenti โ€” 3,5, 3,7 e 4,5 GHz, per altri 280 megahertz complessivi โ€” sulle stazioni base di ultima generazione. Sulla carta, รจ la ricetta per una capacitร  urbana praticamente illimitata.

Il problema: la fisica non ama i palazzi storici

Poi perรฒ c’รจ la realtร , e Docomo la mette nero su bianco nel comunicato con una franchezza rara: le onde millimetriche viaggiano dritte e si arrendono davanti a qualunque ostacolo, quindi ยซรจ necessario installare numerose antenne in punti con buona visibilitร ยป. Il che, in un quartiere storico che tiene alla propria eleganza come Marunouchi โ€” dove i grattacieli di vetro convivono con la stazione centenaria in mattoni rossi โ€” ยซrappresenta una sfida importante in termini di armonia con il paesaggio urbanoยป. Tradotto dal linguaggio dei comunicati: servono decine di antenne, ma nessuno vuole vederle.

Qui entra in gioco la coppia. Mitsubishi Estate non รจ un partner qualunque: possiede gli edifici, gestisce un’attivitร  di condivisione delle infrastrutture 5G giร  attiva in tutto il Giappone e, tramite la controllata Marunouchi Direct Access, porta in dote data center e rete in fibra giร  stesi sotto il quartiere. L’accordo prevede di sviluppare insieme ยซsoluzioni d’antenna urbaneยป che concilino propagazione e paesaggio: studiare dove passano le persone e il traffico dati per piazzare gli impianti nei punti giusti, progettare installazioni che scompaiano nell’architettura e, appunto, spingere sulle antenne di vetro โ€” pannelli radianti trasparenti integrati nelle vetrate dei palazzi, che Docomo ha giร  iniziato a installare nell’area e che trasformano una finestra in una cella senza che nessuno se ne accorga. Il modello, dicono le due aziende, verrร  poi replicato nei centri delle altre grandi cittร  giapponesi, e in prospettiva si estenderร  al cablato con la rete tutta ottica APN.

Un problema globale, tante soluzioni locali

Quello che colpisce รจ quanto il tema sia universale. Nella stessa settimana, dall’altra parte del mondo, O2 ha annunciato di aver appeso due dozzine di small cell ai lampioni di Westminster, il distretto di Londra dove i vincoli di tutela rendono quasi impossibile installare tralicci tradizionali; e Telefรณnica in Germania sta montando ventuno siti provvisori โ€” compresi i ยซlampioni 5Gยป โ€” per reggere l’assalto dell’Oktoberfest, che l’anno scorso ha toccato punte di 640.000 visitatori in un giorno. Sono le stesse logiche che abbiamo raccontato per l’Italia con le BTS estive che salvano il Ferragosto delle localitร  turistiche: la rete densa si costruisce dove serve, quando serve, e possibilmente senza farsi notare.

La differenza รจ che a Tokyo il problema viene affrontato non con un espediente ma con un’alleanza strutturale tra chi possiede lo spettro e chi possiede i muri. รˆ un modello che ricorda da vicino, su scala urbana, ciรฒ che Sunrise e Salt stanno studiando per le montagne svizzere: quando costruire da soli non conviene o non si puรฒ, si condivide. E non รจ un caso che arrivi da Docomo, un operatore che non ha paura di sperimentare โ€” รจ lo stesso che ha giร  prenotato i satelliti V2 di Starlink per portare la voce dove le antenne non arrivano. Copertura dal cielo per i vuoti, antenne nei vetri per i pieni: la rete del futuro, vista dal Giappone, รจ soprattutto una rete che si adatta al contesto.

Come redazione, l’aspetto che ci convince di piรน รจ la sinceritร  dell’operazione. Per anni le onde millimetriche sono state raccontate come una rivoluzione imminente, salvo poi restare confinate a demo e stadi perchรฉ nessuno voleva pagare โ€” e vedere โ€” la densitร  di antenne necessaria. Docomo ammette il problema e lo trasforma in un progetto urbanistico, con un proprietario immobiliare come socio invece che come controparte. Se il modello Marunouchi funzionerร , la lezione varrร  anche per le nostre cittร  d’arte, dove il conflitto tra copertura e paesaggio รจ pane quotidiano: la strada non รจ scegliere tra rete e bellezza, ma progettarle insieme. Certo, resta una domanda che solo il tempo scioglierร : 800 megahertz di spettro millimetrico sono un patrimonio enorme, e persino a Tokyo bisognerร  dimostrare che gli utenti โ€” e i servizi โ€” capaci di riempirli esistono davvero.

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