TLCWorld.itTLCWorld.it
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Lettura: Utili record e una cassaforte murata in casa: MTN premia i soci ma resta prigioniera dell’Iran
Condividi
Aa
TLCWorld.itTLCWorld.it
Aa
Cerca..
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Seguici adesso!
© 2023 TLCWorld.it
TLCWorld.it > Rete Mobile > Utili record e una cassaforte murata in casa: MTN premia i soci ma resta prigioniera dell’Iran
Rete Mobile

Utili record e una cassaforte murata in casa: MTN premia i soci ma resta prigioniera dell’Iran

redazione
Ultimo aggiornamento: 24/08/2026
redazione
8 Minuti di lettura
Condividi

Porta di un caveau coperta di ghiaccio, metafora della partecipazione MTN in Irancell congelata dalle sanzioni sull'Iran

Contents
Il semestre delle due facceL’asset che nessuno può toccareLa morsa che si stringeIl commento della redazione

Lunedì MTN, il più grande operatore mobile d’Africa, ha messo sul tavolo il suo semestre migliore da anni: utile rettificato in crescita del 21,3%, debito ai minimi, e un riacquisto di azioni proprie da 6 miliardi di rand — circa 375 milioni di dollari — partito lo stesso giorno dell’annuncio, come riporta Mobile World Live. Nella stessa conferenza, però, l’amministratore delegato Ralph Mupita ha dovuto tornare sull’argomento che insegue il gruppo sudafricano da otto anni, e l’ha fatto con una frase che vale un intero bilancio: «Con le sanzioni così come sono, non possiamo mettere dentro un soldo e non possiamo tirarne fuori uno». Parlava dell’Iran, dove MTN possiede il 49% di Irancell: un asset che sui libri vale ancora 10,5 miliardi di rand e che nessuno, in azienda, può toccare.

Il semestre delle due facce

I numeri del semestre raccontano due storie in una, e lo scarto tra le due è esattamente la voce Iran. L’utile per azione rettificato — la misura preferita dal gruppo — è salito a 793 centesimi di rand, dentro la forchetta promessa al mercato; ma l’utile base si è fermato a 404 centesimi contro i 615 della versione «headline», e il grosso di quella differenza, come ricostruisce l’ottima analisi di TechCentral, è una svalutazione da 3,9 miliardi di rand (circa 240 milioni di dollari al cambio attuale) sulla partecipazione iraniana, pari a 213 centesimi per azione: il doppio di un anno fa. La causa dichiarata è contabile — l’iperinflazione persistente e il crollo del rial negli ultimi sei mesi — ma il comunicato di metà agosto citava senza giri di parole anche «le condizioni geopolitiche e la guerra in Iran», dopo la campagna aerea americana e israeliana di giugno. Per il resto, il bilancio è solido come raramente lo è stato: rapporto tra debito netto ed EBITDA a 0,3, liquidità disponibile per 39 miliardi di rand, e appunto il buyback che parte subito.

L’asset che nessuno può toccare

La storia di Irancell meriterebbe un libro. MTN ne detiene il 49% dalla licenza del 2005, quando il consorzio vinse la gara per diventare il secondo operatore mobile iraniano; il 51% è in mani legate allo Stato. Dal maggio 2018 — il ritiro americano dall’accordo sul nucleare, con le banche iraniane tagliate fuori dal circuito Swift pochi mesi dopo — la partecipazione è diventata quella che Mupita chiama senza eufemismi «un investimento intrappolato»: niente capitali in entrata, niente dividendi in uscita. I dividendi bloccati ammontano oggi a poco più di 880 milioni di rand, e la cifra si è ridotta nel tempo solo per il motivo peggiore possibile: la svalutazione della moneta in cui sono denominati. A libro c’è anche un credito separato da 2 miliardi di rand il cui incasso, scrive il gruppo con notevole onestà contabile, «non è né pianificato né probabile nel prevedibile futuro».

Non è nemmeno la prima volta: sotto un precedente giro di sanzioni MTN arrivò ad avere circa un miliardo di dollari fermo a Teheran, recuperato solo nel 2017 — poco prima che la porta si richiudesse. E da marzo la situazione è persino peggiorata sul piano della governance: la maggioranza statale ha nominato un nuovo amministratore delegato di Irancell senza consultare il socio sudafricano, che oggi non ha più né un dirigente sul posto né un posto in consiglio. «Non possiamo restare, non possiamo andarcene», è la sintesi che circolava già in primavera. Nel frattempo il resto del portafoglio mediorientale è stato smontato pezzo per pezzo: Siria e Yemen lasciate nel 2021, Afghanistan l’anno scorso, e quest’anno una transazione da 43,9 milioni di dollari col regolatore siriano ha chiuso anche l’ultima coda — mentre altri, come Zain che riaccende la Siria, quel mercato lo stanno riaprendo. «L’unica cosa rimasta è l’investimento in Iran», dice Mupita.

La morsa che si stringe

Il tempismo, per MTN, è pessimo. La settimana scorsa il presidente americano ha promesso «conseguenze economiche tremende» per qualunque Paese le cui banche o imprese offrano «qualsiasi tipo di ancora di salvezza» all’Iran, e il segretario al Tesoro Scott Bessent ha rincarato annunciando «le sanzioni più dure della storia», con i dettagli attesi proprio nel giorno dei risultati. La difesa pratica di MTN contro le sanzioni secondarie è paradossale: l’asset è inutile, quindi innocuo — nessun flusso di denaro, nessun ruolo operativo, nessun consigliere. Ma il gruppo risponde già alle domande di un grand jury americano sulle sue attività iraniane e afghane, e si porta dietro da oltre un decennio la causa da 4,2 miliardi di dollari di Turkcell, che contesta l’assegnazione originaria della licenza. Un regime sanzionatorio più duro allontana l’unica cosa che servirebbe a MTN — il permesso di vendere e uscire — e aumenta le probabilità di un’altra svalutazione a fine anno, quando il gruppo ha già annunciato che rivaluterà l’intera posta.

Il commento della redazione

Colpisce il contrasto: un gruppo che riversa 6 miliardi di rand sui propri azionisti mentre ne tiene 10,5 murati in una cassaforte di cui ha perso la combinazione. La lezione, per chi guarda alle telecomunicazioni come a un mestiere di antenne e frequenze, è che nei mercati di frontiera il rischio-Paese non è una nota a piè di pagina: è la variabile che decide se i profitti esistono davvero. I soldi entrano facilmente, escono solo col permesso della geopolitica — e quel permesso può sparire per otto anni, o per sempre. MTN nel frattempo fa l’unica cosa sensata: concentra capitale e attenzione dove le leve le controlla, dall’infrastruttura africana che si consolida — lo abbiamo visto con il valzer delle torri di IHS — al mercato domestico sudafricano, dove la concorrenza sul 5G si fa aggressiva. Il resto è pazienza forzata: Irancell continuerà a funzionare, a fare utili in una moneta che evapora e a comparire nei bilanci di Johannesburg come il fantasma di un’espansione che vent’anni fa sembrava un colpo da maestro. A volte, nelle TLC, l’affare peggiore è quello da cui non puoi nemmeno uscire.

Potrebbe piacerti

Sei mesi dopo e senza femtocelle: SpaceX sposta al 2028 il 5G dal satellite e tiene la porta aperta agli operatori che la deridono

Il satellite viene per ultimo: China Unicom porta il 5G in mare con 1.500 antenne sulla costa, le turbine eoliche e tredici navi-cella

La seconda busta del Ghana: i 700 MHz vanno a MTN per 109,9 milioni, unico candidato, e la gara vera si sposta sui 3 GHz

Quattro centesimi sotto i due terzi: Poste è al 66,6% di TIM, e ora il primo operatore mobile italiano si fa in casa

Cento milioni per non comprare cinese: Washington finanzia Africell, l’unico operatore mobile africano a stelle e strisce

redazione 24 Agosto 2026
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Telegram Email Copia Link Stampa
Condividi
Articolo precedente Villaggio alpino svizzero con un sito BTS su monopalo sul pendio: Sunrise e Salt studiano la rete mobile condivisa nelle aree rurali Rivali in città, soci in montagna: Sunrise e Salt studiano la rete condivisa per la Svizzera rurale
Articolo Successivo Mano che solleva uno smartphone verso il cielo stellato in campagna, con un traliccio all'orizzonte: i limiti del direct-to-cell secondo il CFO di T-Mobile La fisica non fa sconti: per T-Mobile il satellite nel telefono resta una ruota di scorta, e lo dice chi lo vende

Resta connesso con noi!

10k Followers Like
1k Followers Follow
429 Followers Follow
1k Membri Follow

Ultime news

Starlink Mobile 2028: una donna accanto a un pickup su una strada deserta del sud-ovest americano alza lo smartphone verso un treno di satelliti in orbita bassa al crepuscolo
Sei mesi dopo e senza femtocelle: SpaceX sposta al 2028 il 5G dal satellite e tiene la porta aperta agli operatori che la deridono
Rete Mobile SAT 14 Settembre 2026
Parco eolico offshore all'alba visto dalla costa: la rete 5G marittima di China Unicom nel Guangdong usa le turbine come siti radio
Il satellite viene per ultimo: China Unicom porta il 5G in mare con 1.500 antenne sulla costa, le turbine eoliche e tredici navi-cella
Rete Mobile 14 Settembre 2026
FRITZ!Box 6835 5G, router 5G bianco su una scrivania davanti a una finestra con vista sulla campagna
FRITZ!Box 6835 5G: il router che porta 2 Gbit/s dall’aria (e fa da paracadute alla fibra)
Rete Mobile Tech 2 Settembre 2026
Savana con baobab al tramonto e un'antenna per telefonia mobile in lontananza: lo spettro 5G del Ghana a 700 MHz assegnato a MTN per 109,9 milioni di dollari
La seconda busta del Ghana: i 700 MHz vanno a MTN per 109,9 milioni, unico candidato, e la gara vera si sposta sui 3 GHz
Rete Mobile 13 Settembre 2026
//

TLCWorld nasce dall’unione di WindWorld, Le news in anteprime le trovi solo da noi!

Menu Rapidi

  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Clicca qui
TLCWorld.itTLCWorld.it
Seguici adesso!

© 2023 TLCWorld.it

Rimuovi dalla lista dei letti

Annulla
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?