
Da oggi, in Corea del Sud, non si puĂ² piĂ¹ diventare clienti 3G. SK Telecom, il primo operatore del Paese, ha annunciato lo stop a nuove attivazioni, portabilitĂ in ingresso e cambi di terminale sulla rete che aveva acceso nel 2003: è il primo passo formale verso lo spegnimento completo, che l’azienda punta a completare entro la fine del 2027, previa approvazione del Ministero della Scienza e dell’ICT. Dopo ventitrĂ© anni, anche la patria della connettivitĂ estrema mette in pensione la generazione che portĂ² internet e videochiamate nei telefoni.
Una rete ridotta allo 0,6%
I numeri raccontano una rete ormai in riserva: secondo i dati ministeriali citati dalla stampa coreana, a maggio le linee 3G rimaste in Corea erano 335.849, lo 0,6% del totale — meno dell’1% del mercato per un’infrastruttura che va comunque alimentata, manutenuta e difesa dai guasti di apparati sempre piĂ¹ anziani. Le motivazioni di SK Telecom sono le stesse che abbiamo sentito a ogni latitudine: utenti e traffico in calo costante, ricambi introvabili, e uno spettro che rende molto di piĂ¹ se riconvertito alle reti nuove.
C’è perĂ² un dettaglio tecnico che rende l’annuncio piĂ¹ interessante di un normale avviso di chiusura: il blocco non riguarda solo i telefoni 3G, ma anche i terminali LTE privi di supporto HD Voice. Ăˆ la coda invisibile di ogni switch-off: milioni di telefoni “4G” di prima generazione che navigano su LTE ma, al momento della chiamata, ricadono silenziosamente sulla vecchia rete a commutazione di circuito. FinchĂ© esistono loro, il 3G non si puĂ² spegnere davvero — ed è per questo che l’operatore li mette alla porta insieme ai flip phone.
L’accompagnamento alla coreana
La parte piĂ¹ istruttiva dell’annuncio è il programma di transizione, di una generositĂ che molti mercati si sognano. Chi deve lasciare il 3G puĂ² scegliere tra tre strade: un telefono LTE o 5G sostitutivo gratuito tra tre modelli designati piĂ¹ uno sconto in bolletta fino a 12.000 won al mese per due anni; un contributo all’acquisto fino a 380.000 won (circa 250 euro) con lo stesso sconto mensile; oppure fino al 70% di sconto sul canone per 24 mesi. Gli over 65 hanno una tariffa dedicata da 9.900 won al mese, e perfino chi decide di andarsene — cessando la linea o passando a un concorrente — riceve un contributo di 40.000 won. Il messaggio è chiaro: la rete si spegne, ma nessuno deve poter dire di essere stato abbandonato. Anche perchĂ© l’approvazione ministeriale dello spegnimento passerĂ proprio dalla verifica di come sarĂ andata la migrazione.
Con questa mossa la Corea si accoda a un movimento globale che abbiamo appena misurato: secondo la GSA sono già oltre cento gli operatori che hanno completato lo spegnimento del 3G, con Stati Uniti, Giappone e Regno Unito citati dagli stessi coreani come apripista. Chi vuole il quadro Paese per Paese lo trova nella nostra mappa mondiale dello switch-off 2G/3G, che aggiorniamo a ogni annuncio — questo compreso.
Il nostro commento
La nostra lettura è che il caso coreano sia il manuale di come si chiude una rete senza lasciare macerie. Colpisce il contrasto tra la velocitĂ con cui la Corea adotta le tecnologie nuove e la pazienza con cui congeda le vecchie: ventitrĂ© anni di servizio, una coda di utenti ridotta allo 0,6%, e ciononostante un percorso graduale, un paniere di incentivi a tre corsie, tutele specifiche per gli anziani e un regolatore che deve certificare la migrazione prima di autorizzare l’ultimo interruttore. Ăˆ l’esatto contrario dello spegnimento “a data fissa e chi s’è visto s’è visto”, e la lezione vale doppio se si guarda al dettaglio dell’HD Voice: il vero ostacolo agli switch-off non sono mai i nostalgici del tastierino, ma i dispositivi che dipendono dalla vecchia rete senza che i loro proprietari lo sappiano. Censirli, avvisarli e accompagnarli costa tempo e denaro — 24 mesi di sconti, in questo caso — ma è la differenza tra una transizione e un disservizio di massa. Quando toccherĂ alle reti di casa nostra affrontare il prossimo grande spegnimento, il modello da copiare sarĂ questo: prima si chiude lo sportello d’ingresso, poi si svuota la sala con garbo, e solo alla fine si spegne la luce.
Fonti: Seoul Economic Daily, Digital Today, Chosun Biz.