TLCWorld.itTLCWorld.it
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Lettura: L’ultimo fortino dell’etere: Bruxelles fotografa la banda sub-700 MHz, dove la TV resiste all’assedio di 5G e difesa
Condividi
Aa
TLCWorld.itTLCWorld.it
Aa
Cerca..
  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI
Seguici adesso!
© 2023 TLCWorld.it
TLCWorld.it > Rete Mobile > L’ultimo fortino dell’etere: Bruxelles fotografa la banda sub-700 MHz, dove la TV resiste all’assedio di 5G e difesa
Rete Mobile

L’ultimo fortino dell’etere: Bruxelles fotografa la banda sub-700 MHz, dove la TV resiste all’assedio di 5G e difesa

redazione
Ultimo aggiornamento: 19/08/2026
redazione
7 Minuti di lettura
Condividi
Torre di trasmissione TV UHF al tramonto con antenne 5G sui tetti della città: la banda sub-700 MHz contesa tra digitale terrestre e reti mobili

C’è un pezzo di etere che l’Europa custodisce come un fortino: sono i 224 megahertz compresi tra 470 e 694 MHz, la cosiddetta banda sub-700, l’ultima grande porzione di spettro “pregiato” ancora off-limits per le reti mobili. In questi giorni la Commissione europea ha adottato la relazione sugli sviluppi nell’utilizzo di questa banda, un adempimento previsto dall’articolo 7 della decisione UHF del 2017, e il documento — anticipato in Italia dal Corriere Comunicazioni — fotografa una situazione in pieno movimento: la televisione digitale terrestre resta la padrona di casa almeno fino al 2030, ma alla porta bussano sempre più forte le comunicazioni mobili, la protezione civile e, novità dei tempi che viviamo, la difesa.

Contents
Perché quei 224 megahertz valgono oroCosa dice la relazione: la TV regge, ma la fila si allungaLa partita vera si gioca alla WRC-31Il commento della redazione

Perché quei 224 megahertz valgono oro

Per capire la posta in gioco bisogna partire dalla fisica. Le frequenze sotto il gigahertz si propagano lontano, superano i muri, coprono le valli: con pochi tralicci si serve un territorio enorme. È il motivo per cui la banda 470-694 MHz è da decenni la spina dorsale della TV terrestre europea — in Italia significa l’intera piattaforma del digitale terrestre che entra gratuitamente in milioni di case — ed è lo stesso motivo per cui gli operatori mobili la guardano da anni con occhi affamati. Le bande basse sono merce rarissima: il 700 e l’800 MHz, sottratti alla TV nei due refarming precedenti, sono già stati divorati da 4G e 5G, e ai gestori resta il problema di coprire campagne e aree interne senza moltiplicare i siti.

La decisione UHF del 2017 aveva messo un punto fermo: la banda sub-700 resta al broadcasting e ai sistemi PMSE — i radiomicrofoni e gli apparati di produzione di eventi e spettacoli — almeno fino al 2030. Ma la stessa decisione imponeva alla Commissione di monitorare l’evoluzione e riferire a Parlamento e Consiglio. La relazione appena adottata è esattamente questo: un check-up di metà percorso che valuta l’efficienza d’uso dello spettro alla luce dei progressi tecnologici, dei nuovi comportamenti di consumo televisivo e delle esigenze di connettività che cambiano.

Cosa dice la relazione: la TV regge, ma la fila si allunga

Il quadro che emerge non è una rivoluzione, ma un cambio di clima. Digitale terrestre e PMSE restano gli utilizzi principali della banda e tali resteranno almeno fino alla scadenza della garanzia europea. Il consumo televisivo però migra progressivamente verso il broadband e lo streaming, e questo — ragionano a Bruxelles — impone di chiedersi se un’esclusiva così ampia sarà ancora giustificata nel prossimo decennio. Nel frattempo la lista dei pretendenti si è allungata: oltre agli operatori mobili, che non hanno mai smesso di chiedere l’apertura della banda, si sono fatte avanti la protezione civile, con l’esigenza di comunicazioni broadband dedicate alle emergenze, e la difesa, che dopo il 2022 ha riscoperto quanto contino le radiocomunicazioni sicure a lunga portata. Alcuni Stati membri stanno già ragionando sull’uso degli spazi bianchi del digitale terrestre per questi impieghi.

Nella relazione trova spazio anche la tecnologia che potrebbe fare da ponte tra i due mondi: il 5G Broadcast, che permette di diffondere contenuti televisivi in modalità unidirezionale verso smartphone e dispositivi mobili, senza SIM e senza consumare giga, riutilizzando proprio le frequenze UHF. Per la Commissione è una delle tecnologie chiave del futuro della banda: consentirebbe alle emittenti di raggiungere il pubblico in mobilità restando padrone delle proprie frequenze. I test in mezza Europa, Italia compresa, si moltiplicano, anche se gli operatori mobili restano scettici sulla sostenibilità economica del modello, come ha rilevato il gruppo consultivo RSPG nella sua valutazione sul futuro della banda pubblicata a fine 2025.

La partita vera si gioca alla WRC-31

Il calendario è la chiave di lettura di tutto. La conferenza mondiale delle radiocomunicazioni del 2023 ha già concesso ad alcuni Paesi un’attribuzione mobile su base secondaria nella banda, e soprattutto ha fissato l’appuntamento decisivo: alla WRC-31 il dossier 470-694 MHz tornerà sul tavolo per un possibile riassetto complessivo. La garanzia europea per il digitale terrestre scade nel 2030, un anno prima. Non è un caso: la relazione adottata adesso serve proprio a preparare il terreno per la decisione politica che l’Europa dovrà prendere su cosa fare della banda dopo quella data, con i broadcaster schierati per la proroga dell’esclusiva e la GSMA che da anni chiede di aprire almeno una parte dello spettro al mobile.

Il tutto mentre il resto del mondo corre: come abbiamo raccontato ieri, la FCC americana ha appena approvato l’asta della upper C-band, mettendo sul mercato 440 megahertz in un colpo solo. E l’Europa arriva a questa partita con le casse degli operatori già sotto pressione, tra investimenti 5G da completare e il conto — potenzialmente fino a 40 miliardi di euro — per la rimozione dei vendor ad alto rischio dalle reti.

Il commento della redazione

La nostra impressione è che questa relazione sia molto più importante di quanto il suo tono burocratico lasci intendere. Per la prima volta un documento ufficiale della Commissione mette nero su bianco che l’esclusiva televisiva sulla banda sub-700 non è più un tabù: è una posizione da difendere con argomenti, non più una rendita di posizione. La TV terrestre resta centrale in Paesi come l’Italia, ma il tempo lavora contro di lei: ogni anno che passa sposta spettatori verso lo streaming e rafforza le ragioni di chi vuole almeno una condivisione della banda. La strada più sensata ci sembra quella indicata dal 5G Broadcast e dagli usi flessibili: evitare sia l’immobilismo di chi vorrebbe congelare tutto al 2030, sia la tentazione di un terzo refarming brutale, che in Paesi affollati di emittenti come il nostro — dove persino spegnere la TV in definizione standard è un’operazione delicata — rischierebbe di trasformarsi in un incubo tecnico e politico. L’appuntamento con la WRC-31 sembra lontano, ma chi lavora nello spettro sa che cinque anni, in questo mestiere, sono dopodomani.

Potrebbe piacerti

Due telefoni a 45 centimetri, e la BTS li ascolta insieme: il primo test indipendente del MU-MIMO in FDD promuove l’uplink di Verizon

«Fastweb Sat» al posto delle tacche: dagli Appennini umbri la prima videochiamata via satellite su uno smartphone 4G normale

Nove su dieci coperti, sei su dieci offline: la roadmap GSMA per l’Africa smette di contare le antenne e punta a un miliardo di connessi nel 2030

Niente GPU, solo software: Optus racconta che cosa fa già l’AI nella sua rete, e il 10% di spettro in più arriva dal link adaptation

Cinque opzioni allora, una sola adesso: il 3GPP rinvia a dicembre la decisione su come passare dal 5G al 6G, e gli operatori chiedono di non rifare l’errore

Taggato: Radio TV
redazione 24 Luglio 2026
Condividi questo articolo
Facebook Twitter Whatsapp Whatsapp Telegram Email Copia Link Stampa
Condividi
Articolo precedente Data center con fasci di fibra ottica luminosa e torre 5G all'alba: la svolta AI nei risultati Nokia del secondo trimestre 2026 Il nuovo volto di Nokia: gli ordini AI raddoppiano, l’utile sparisce e l’Europa paga il conto
Articolo Successivo Fasci di fibra ottica illuminati in un data center: l'accordo Verizon Google sulla dark fiber vale oltre un miliardo di dollari La fibra spenta vale un miliardo: Google sceglie le dorsali di Verizon e la cura Schulman comincia a pagare

Resta connesso con noi!

10k Followers Like
1k Followers Follow
429 Followers Follow
1k Membri Follow

Ultime news

TLCworld Mag N°1: la copertina e la prima storia sulla videochiamata via satellite, due schermate del magazine settimanale su smartphone
TLCworld Mag N°1 è online: la settimana dal satellite di Fastweb al 5G britannico, da sfogliare col dito
Tech 28 Settembre 2026
MU-MIMO FDD: antenna massive MIMO su un tetto sopra una strada con due persone e i loro smartphone
Due telefoni a 45 centimetri, e la BTS li ascolta insieme: il primo test indipendente del MU-MIMO in FDD promuove l’uplink di Verizon
Rete Mobile 28 Settembre 2026
Mano che regge uno smartphone durante una videochiamata su un crinale degli Appennini umbri senza antenne né copertura: la prima chiamata satellitare italiana di Fastweb + Vodafone con Starlink Mobile
«Fastweb Sat» al posto delle tacche: dagli Appennini umbri la prima videochiamata via satellite su uno smartphone 4G normale
Rete Mobile SAT 27 Settembre 2026
Pescatore su una barca nel Golfo del Bengala alza lo smartphone verso una fila di satelliti al tramonto: Banglalink lancia il direct-to-cell di Starlink in Bangladesh
Il satellite sì, ma venduto dall’operatore: il Bangladesh dà a Banglalink il primo direct-to-cell Starlink del Sud Asia e dice no a SpaceX in proprio
SAT 26 Settembre 2026
//

TLCWorld nasce dall’unione di WindWorld, Le news in anteprime le trovi solo da noi!

Menu Rapidi

  • HOME
  • TELEFONIA MOBILE
  • FORUM
  • LTEITALY
  • CONTATTI

Privacy Policy

Privacy Policy

Cookie Policy

Clicca qui
TLCWorld.itTLCWorld.it
Seguici adesso!

© 2023 TLCWorld.it

Rimuovi dalla lista dei letti

Annulla
Welcome Back!

Sign in to your account

Lost your password?