
Quattro giorni di luglio, 309,7 chilometri di strade fra Calcutta, Howrah e Hooghly, dieci punti fissi e 2,8 chilometri a piedi dentro stazioni e ospedali. Il 15 ottobre la TRAI, il regolatore indiano delle telecomunicazioni, ha pubblicato il rapporto del suo Independent Drive Test nell’area di licenza di Calcutta, oltre sessanta pagine di tabelle in cui i quattro operatori nazionali vengono misurati con lo stesso telefono, sullo stesso percorso, nello stesso momento. Jio ha fatto la media di download più alta, 297,95 Mbps lungo il tragitto cittadino, e non ha perso una sola chiamata su 468. Airtel la segue a 255,13 Mbps e ha il segnale più uniforme. Vodafone Idea si ferma a 49,06 Mbps e BSNL, l’operatore pubblico, a 7,98. Ma la notizia, per chi legge queste pagine, non è la classifica: è che a scriverla sia il regolatore.
Come si misura
Il rapporto spiega il metodo con una precisione che da noi non si vede. La TRAI ha incaricato una società esterna, RedMango Analytics, di fare i test sotto la supervisione del suo ufficio regionale di Calcutta. I percorsi non sono scelti a caso: si decidono «in base a criteri oggettivi come le prestazioni di rete segnalate e i reclami dei consumatori». In auto c’erano un Samsung Galaxy S23 per il 5G e il 4G e un OnePlus Nord CE3 per le prove in 3G e 2G, con il software Azenqos; i download usavano un file da 500 MB su tre connessioni TCP in parallelo, con timeout di 30 secondi, e le chiamate duravano 120 secondi. Un dettaglio che vale la pena annotare: per Airtel, BSNL e Jio il server di prova era quello della TRAI a Delhi, per Vodafone Idea un server dell’operatore stesso.
La soglia di «segnale scarso» è fissata a -110 dBm di RSRP per 4G e 5G, lo stesso parametro che chi legge il modem con noi conosce bene. Su circa 65.000 campioni raccolti per operatore durante le prove voce, Airtel ne ha avuti 122 sotto soglia, lo 0,19%, Jio 181, Vodafone Idea 401 e BSNL 3.904, cioè il 6%. I campioni senza alcun servizio sono zero per Airtel e Jio, 36 per Vodafone Idea e 178 per BSNL.
I numeri, operatore per operatore
Sull’intera area di licenza, mettendo insieme tragitto in auto, punti fissi e test a piedi, Jio fa 283,51 Mbps in download e 37,59 in upload, con una latenza mediana di 30 ms; Airtel 242,15 e 43,38, con 48,6 ms; Vodafone Idea 49,49 e 12,58; BSNL 7,97 e 4,48. Il tragitto cittadino da solo dà a Jio i 297,95 Mbps del titolo, con un 80° percentile a 440,53 Mbps, e ad Airtel 255,13 con 342,78. Il 20° percentile, cioè la soglia sotto cui finisce il quinto peggiore delle misure, è quasi identico per i due: 155,16 Mbps per Airtel, 154,38 per Jio. In altre parole, nei punti deboli le due reti si equivalgono; Jio vince sui picchi.
La voce racconta una storia simile. In modalità automatica Jio ha il 99,83% di chiamate riuscite e lo 0,00% di cadute su 468 chiamate stabilite; Airtel il 99,67% e lo 0,17%, una chiamata persa su 466; Vodafone Idea il 97,87% e lo 0,34%; BSNL il 96,71% e il 2,43%, con 15 chiamate cadute su 483. Il regolamento indiano sulla qualità del servizio del 2024 fissa l’asticella ad almeno il 98% di chiamate riuscite e non più del 2% di cadute: BSNL è sotto su entrambe, Vodafone Idea sulla prima. Ci sono anche i silenzi in chiamata, le interruzioni di oltre tre secondi: 4 chiamate colpite su circa 455 per Airtel e per Jio, 24 per Vodafone Idea, 26 per BSNL. E il jitter RTP, la variabilità nell’arrivo dei pacchetti voce: 3,8 ms per Airtel, 5,6 per BSNL, ma 18,7 per Jio e 17,9 per Vodafone Idea.
Il rapporto elenca anche le bande viste dal telefono. Jio ha il 5G a 700 e 3500 MHz e il 4G a 850, 1800 e 2300; Airtel il 5G a 3500 e il 4G a 900, 1800, 2100 e 2300; Vodafone Idea il 5G a 3500 e il 4G a 900, 1800, 2100 e 2500; BSNL non ha 5G, ha il 4G a 700, 2100 e 2500 e tiene ancora accesi 3G e 2G. Una tabella conta le celle distinte incontrate nei test dati: per Jio 918 celle 5G e 164 celle 4G, per Airtel 0 celle 5G e 1.247 celle 4G, per Vodafone Idea 0 e 1.190. Il rapporto non commenta il dato, ma è coerente con quello che sappiamo delle due architetture: la rete 5G di Jio è Standalone e il telefono si aggancia direttamente a celle NR, mentre in una rete Non-Standalone la cella che comanda resta quella 4G e il 5G si aggiunge sopra. È anche il motivo per cui nei punti fissi, con il telefono bloccato sul solo 5G, Airtel non sfigura affatto: al cantiere navale Hooghly Cochin Shipyard di Howrah ha fatto 348,62 Mbps contro i 262,85 di Vodafone Idea e i 210,23 di Jio.
Poi c’è il confronto che fa più effetto. Ogni operatore dichiara al regolatore una «velocità tipica» mensile: Airtel 23 Mbps in download, Jio e Vodafone Idea 15, BSNL 5,03. Le misure dicono 255, 298, 49 e 8. Airtel consegna undici volte quello che promette sulla carta, Jio venti, Vodafone Idea poco più del triplo; solo BSNL è vicino alla propria dichiarazione, e dal basso.
Non è un episodio
Lo stesso 15 ottobre la TRAI ha messo online altri tre rapporti dello stesso tipo, sulle Andamane e Nicobare, su due distretti dell’area di licenza del Madhya Pradesh e sul tratto Kathgodam-Dehradun nell’area dell’Uttar Pradesh occidentale; nella pagina dei drive test indipendenti ce ne sono quindici dalla metà di agosto, da Chennai all’autostrada Delhi-Agra, da Kochi allo Shimla himalayano. È lo stesso regolatore che a luglio aveva arruolato 140.000 uffici postali per mappare il segnale nei villaggi. I rapporti chiudono con una cautela doverosa: i risultati «rappresentano le prestazioni degli operatori sull’area e sul percorso sotto esame nel giorno e nell’ora del test», e non si può dedurne la qualità del servizio nell’intera città o nello Stato. È giusto così, ed è anche il modo in cui leggiamo i nostri test.
Il commento della redazione
Quello che la TRAI fa a Calcutta è, in grande, quello che facciamo noi quando proviamo i quattro gestori sullo stesso percorso nel Salento: stesso percorso, stesso momento, stesso apparato, e poi i numeri dal modem, non le tacche. La differenza è chi firma. In Europa le classifiche per operatore le pubblicano società private come nPerf nel Regno Unito, Opensignal o Ookla, con metodi che ognuno decide da sé e dati che vengono dai telefoni degli utenti. Qui c’è un’autorità pubblica che sceglie i percorsi anche in base ai reclami, pubblica il modello di telefono, la dimensione del file e la soglia in dBm, e mette in fila i quattro operatori con nome e cognome, tabella dopo tabella. Un rapporto così non è una campagna pubblicitaria e non è una classifica da comunicato stampa: è un documento che un cittadino di Howrah può aprire per sapere perché in stazione il telefono non prende.
Sui numeri, due osservazioni. La prima è che il divario fra i due grandi e gli altri due è enorme, e per Vodafone Idea, che ha appena ottenuto 3,5 miliardi di dollari dalle banche per costruire il 5G, questo rapporto è la misura di quanto resta da fare: 49 Mbps dove i concorrenti ne fanno 250 e 300. La seconda è che la velocità media non dice tutto: Jio vince sui picchi, Airtel ha meno buchi di segnale e un jitter voce cinque volte più basso, e nei punti fissi col 5G puro va più forte. Sono le stesse sfumature che troviamo noi fra TIM, Fastweb + Vodafone, WindTre e Iliad quando guardiamo il modem invece della velocità massima. Ci piacerebbe che un giorno un rapporto come questo, con la soglia in dBm e il numero di chiamate cadute per operatore, lo firmasse un ente pubblico anche da noi.
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