
Tre settimane dopo la chiusura dell’offerta di Poste, TIM cambia due caselle della prima linea, e una delle due รจ quella che decide come si costruisce la rete. Con un comunicato di poche righe diffuso il 16 ottobre, il gruppo ha annunciato che Elio Schiavo, Chief Enterprise & Innovative Solutions Officer, e Leonardo de Carvalho Capdeville, Chief Technology Officer, hanno deciso ยซdi lasciare volontariamente il Gruppo per intraprendere nuove sfide professionaliยป e usciranno a fine anno. Dal 19 ottobre il posto di Schiavo va a Mirko Mischiatti, che arriva da Poste Italiane, e quello di Capdeville a Claudio Ongaro, finora responsabile di strategia, sviluppo e wholesale. Le deleghe che Ongaro lascia passano ad interim all’amministratore delegato Pietro Labriola. Nessuno dei quattro, precisa la nota, detiene azioni TIM.
Il CTO che aveva portato il 5G brasiliano
Per chi segue le reti, la notizia รจ l’uscita di Capdeville. Il manager brasiliano era entrato in TIM Brasil nell’agosto 2014 come direttore tecnico, arrivando dalla concorrente Vivo, secondo quanto riportava allora Telecompaper; nel 2018 il suo incarico si era allargato a rete e IT insieme, e sotto la sua guida la controllata sudamericana aveva lanciato il 5G. Il passaggio alla capogruppo italiana come Chief Technology Officer รจ arrivato a cavallo tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024, come raccontava la stampa brasiliana al momento della promozione. In Italia ha guidato la partita dell’aggregazione di spettro che abbiamo seguito da vicino, fino a quel N78+ da 80 piรน 20 MHz visto a Monza pochi giorni fa. Il suo successore non รจ un uomo di rete in senso stretto: Ongaro, ingegnere elettronico del Politecnico di Milano, ha iniziato nel 1995 nella startup di Omnitel, รจ passato da Cable & Wireless, dal gruppo Orascom e da Wind, dove dopo la fusione con H3G era diventato direttore dell’ufficio dell’amministratore delegato, ed รจ entrato in TIM nel 2019 per seguire fusioni e acquisizioni, prima di ricevere da Labriola nel febbraio 2022 la responsabilitร di strategia e wholesale. Un profilo da stratega che ora prende in mano la tecnologia, mentre la strategia torna, per il momento, sulla scrivania dell’amministratore delegato.
Il manager di Poste che entra nella linea Enterprise
L’altra nomina รจ il primo innesto diretto dell’azionista. Mischiatti, classe 1974, nato ad Asti, รจ in Poste dal 2012: direttore IT di Postecom e Posteshop, poi responsabile dei sistemi informativi del gruppo dal 2017 al 2020 e da maggio 2020 a capo della funzione Digital, Technology & Operations, cioรจ informatica, canali digitali e operazioni clienti. Da maggio 2026 aveva in carico anche il marketing strategico, con il compito di scrivere il piano industriale di gruppo. Prima di Poste era stato in Hewlett Packard, dove tra l’altro aveva seguito l’avvio di H3G in Italia, Regno Unito e Austria, e in Accenture; la sua carriera era cominciata come ricercatore allo CSELT, il centro studi di Telecom Italia, quindi il ritorno ha un sapore di casa. Milano Finanza lo descrive come il manager che ยซnell’ultimo decennio ha guidato la trasformazione digitale del gruppo del ceo Matteo Del Fanteยป. In TIM riporterร direttamente a Labriola e guiderร TIM Enterprise, la divisione con cloud, cybersecurity, IoT e servizi digitali che lo stesso Labriola, in una lettera ai dipendenti dopo il primo incontro con i vertici di Poste del 13 ottobre, aveva indicato come quella con ยซun ruolo centraleยป nel progetto industriale.
Quello che il rimpasto dice sull’integrazione
Il calendario aiuta a leggere la mossa. L’offerta di Poste si รจ chiusa il 25 settembre con l’85,8% del capitale, salito al 86,95% con acquisti sul mercato il 1ยฐ ottobre; il 30 settembre il consiglio di Poste ha approvato il regolamento di direzione e coordinamento, e TIM รจ formalmente parte del gruppo. Il 12 ottobre i vertici si sono incontrati a Roma e Del Fante e Labriola hanno registrato un videomessaggio congiunto per i 140.000 dipendenti, in cui l’amministratore delegato di Poste ha promesso che i due marchi resteranno ยซdue identitร che diverranno gradualmente un cuore che batte all’unisonoยป, con sinergie a regime per 700 milioni e un piano industriale della realtร integrata atteso nella primavera 2027. Labriola, da parte sua, ha ribadito che TIM resta ยซuna societร chiamata a operare autonomamente, con responsabilitร industriali, gestionali ed economiche proprieยป, qualunque sia il futuro assetto di quotazione. Il primo rimpasto arriva quattro giorni dopo quel messaggio, e la casella che l’azionista occupa รจ quella dei servizi alle imprese, dove la piattaforma digitale di Poste e il cloud di TIM si sovrappongono di piรน. Il percorso dell’offerta lo avevamo raccontato passo per passo, dal 66,6% della prima chiusura fino all’85,8% della riapertura.
Il commento della redazione
Un cambio di CTO non รจ mai una notizia neutra per chi misura le reti, e questo arriva in un momento particolare: TIM ha appena mostrato a Monza un’aggregazione da 100 MHz sul 5G e deve decidere come e quando portare il 5G standalone ai clienti consumer. Capdeville aveva dieci anni di rete alle spalle; Ongaro ha un curriculum da negoziatore, da uomo delle fusioni e delle strategie, ed รจ plausibile che la sua nomina serva proprio a questo, perchรฉ nei prossimi diciotto mesi la tecnologia di TIM dovrร essere integrata con quella di Poste, e quello รจ un lavoro di tavoli piรน che di antenne. Il dettaglio che ci incuriosisce รจ un altro: la strategia resta ad interim a Labriola, segno che la riorganizzazione non รจ finita. Se la primavera porterร il piano industriale comune, รจ facile immaginare che porterร anche il resto dell’organigramma. Per adesso, prendiamo nota: la rete di TIM ha un nuovo responsabile, e ha il telefono dell’amministratore delegato sulla linea diretta.
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