Due smartphone identici, uno fermo e uno in mano a chi cammina, a volte a meno di mezzo metro di distanza. E una BTS che, invece di metterli in fila e servirli uno alla volta, li ascolta entrambi nello stesso istante, sulle stesse risorse radio. Detta così sembra una curiosità da laboratorio, ma è successo per strada, su una rete commerciale, e su una banda dove fino a ieri molti addetti ai lavori dubitavano che potesse funzionare: lo spettro FDD. A misurarlo è stato Signals Research Group, la società di analisi statunitense che da anni gira con i telefoni in tasca e i software di diagnostica sul portatile, e il verdetto sull’uplink, riportato da RCR Wireless, è di quelli che non si leggono spesso nei rapporti tecnici: «semplicemente eccezionale».

Il test: stesso quartiere, stesse strade, più funzioni accese
Il teatro è St. Paul, in Minnesota, dove Verizon ha installato un gruppo di celle con radio massive MIMO 32T32R, cioè trentadue catene in trasmissione e trentadue in ricezione, sulla banda n2 a 1,9 GHz. Il fornitore è Ericsson. Non è la prima volta che Signals Research Group passa da quelle parti: nel primo studio aveva confrontato le nuove radio con le 4T4R che avevano sostituito, e proprio da quel sito era nato il test che avevamo raccontato ad agosto, quello del telefono in 5G standalone che in uplink rendeva più del doppio del gemello in NSA. Allora, però, Verizon non aveva ancora attivato tutte le funzioni delle antenne, e in particolare mancava il MU-MIMO, il Multi-User MIMO, sia in downlink sia in uplink.
Adesso quel pezzo c’è, e il gruppo di analisti è tornato sugli stessi percorsi per misurare la differenza. Il rapporto, il sessantaduesimo della serie sul 5G, è stato fatto con gli strumenti di Accuver Americas per catturare i messaggi di diagnostica dei chipset e con quelli di Keysight per generare il traffico, ed è finanziato, precisa la società, solo dagli abbonamenti ai suoi report. I telefoni erano due Motorola razr fold 2026 bloccati in 5G standalone sulla sola banda n2. Per il MU-MIMO uno restava fermo in un punto, l’altro percorreva a piedi il tragitto, in tre celle diverse. Signals Research Group ritiene che sia il primo studio indipendente con risultati pubblicati sul MU-MIMO in spettro FDD.
Perché l’FDD è «un animale completamente diverso»
Per capire il peso del risultato bisogna ricordare perché il massive MIMO è nato e cresciuto quasi solo sui 3,5 GHz. Quelle frequenze sono TDD: download e upload si alternano nel tempo sullo stesso canale, e la stazione radio base può stimare come orientare i fasci verso il telefono semplicemente ascoltando quello che il telefono le trasmette. Nell’FDD andata e ritorno viaggiano su frequenze diverse, e quello che la BTS misura in salita non descrive bene il canale in discesa: le informazioni sul canale sono più difficili da ottenere. Per questo Mike Thelander, fondatore di Signals Research Group, lo definisce «un animale completamente diverso», e per questo la domanda di partenza era se il MU-MIMO si potesse davvero far funzionare lì.
La tecnologia, oltretutto, nelle reti vere è ancora rara. «Si contano probabilmente sulle dita di un paio di mani gli operatori che hanno traffico commerciale su massive MIMO 5G in FDD», scrive Thelander nel rapporto, «e anche in quel caso crediamo che il numero di siti sia piuttosto modesto, soprattutto fuori dalla Cina».
Uplink promosso, downlink rimandato a settembre
I risultati si dividono nettamente in due. In uplink il MU-MIMO è entrato in funzione quasi sempre: secondo il rapporto, la rete ha servito i due telefoni con quasi quattro strati MIMO in salita in modo costante, anche quando i due dispositivi erano uno accanto all’altro, con guadagni che il gruppo definisce «a doppia cifra molto alta» in percentuale rispetto al massive MIMO usato per un solo utente alla volta. Thelander racconta di aver avuto i due telefoni appoggiati a circa quarantacinque centimetri l’uno dall’altro, in auto, e di averli visti condividere le stesse risorse di rete entro dieci secondi. «L’avevo visto in TDD», dice. «Non mi aspettavo di vederlo in FDD».
Il downlink è un’altra storia. Il passaggio da 4T4R a 32T32R completo ha dato guadagni «sostanziali», molto più ampi di quelli misurati nel primo studio, tanto che la società ammette di aver sottovalutato allora le prestazioni del massive MIMO per il singolo utente. Il MU-MIMO in discesa, invece, è stato «altalenante»: su alcuni percorsi l’accoppiamento dei due telefoni ha portato guadagni solidi di efficienza spettrale, su altri è stato meno costante, e ci sono stati momenti in cui ha addirittura peggiorato il risultato rispetto al servizio a utente singolo. C’è poi un avvertimento che lo stesso Thelander mette nero su bianco: le prove sono state fatte in una cella scarica, con appena un paio di dispositivi. Il fatto che funzioni con due telefoni vicinissimi gli fa pensare che in uplink il MU-MIMO dovrebbe reggere bene anche con molti utenti ammassati, ma è una deduzione, non ancora una misura.
Il commento della redazione
Ci piace questa notizia per un motivo semplice: sposta l’attenzione su una direzione del traffico che il marketing ignora. Tutti gli speedtest urlano il download, ma è l’uplink che si inceppa per primo quando in uno stadio o a un concerto migliaia di persone mandano video e storie nello stesso momento, perché il telefono trasmette con poca potenza e la rete ha poco spettro in salita. Una tecnica che permette alla BTS di ascoltare più telefoni insieme sulle stesse frequenze, e che funziona anche sulle bande medie FDD dove i telefoni si agganciano davvero, è esattamente il tipo di capacità di cui c’è bisogno lì.
Il ragionamento vale anche per l’Italia. Ad agosto Fastweb + Vodafone ci aveva confermato di aver introdotto il massive MIMO 32T32R anche sulle bande FDD 1800 e 2100, quindi le antenne di quel tipo sono già sui nostri tetti. Se e dove sia attivo il MU-MIMO, però, non lo sappiamo, ed è la domanda che ci piacerebbe fare, a loro e agli altri gestori. Il test di St. Paul dice che l’hardware da solo non basta: quello che è cambiato tra un test e l’altro sono le funzioni accese sulle stesse radio. E dice anche che sul downlink il lavoro non è finito. Per ora il MU-MIMO in FDD ha superato l’esame dove era più difficile ottenerlo e più utile averlo. Il prossimo passo è vederlo in una cella piena.
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