
C’รจ una domanda che il 5G si porta dietro fin dal primo giorno: si puรฒ vendere una corsia preferenziale sulla rete mobile senza rallentare tutti gli altri? In India la risposta ha smesso di essere teorica. Da maggio Bharti Airtel propone ai clienti postpagati Fastlane, un servizio costruito sul network slicing che promette un’esperienza ยซdifferenziataยป nelle ore di punta. Ha funzionato cosรฌ bene โ un milione di clienti postpagati aggiunti in un solo trimestre, base salita a 30 milioni โ che il regolatore ha deciso di intervenire. Non per vietare, ma per scrivere le regole del gioco.
Il 5 agosto la TRAI, l’authority indiana delle telecomunicazioni, ha messo in consultazione una bozza di regolamento sulla qualitร del servizio che, come racconta Light Reading, ha un obiettivo dichiarato: fare in modo che le ยซfetteยป premium della rete non si mangino la qualitร di chi viaggia in economy.
Cosa prevede la bozza: la congestione come linea rossa
Il cuore della proposta รจ un criterio misurabile, non un principio astratto. La TRAI vuole monitorare il carico delle celle attraverso i Physical Resource Block, l’unitร di base con cui le reti 4G e 5G distribuiscono le risorse radio. Se una cella resta occupata oltre l’80% nell’ora di punta per almeno cinque giorni in un mese, l’operatore deve aumentare la capacitร : piรน spettro, piรน antenne, ottimizzazioni. Se dopo trenta giorni la congestione non รจ rientrata, quella cella va tolta dal network slicing. Tradotto: la corsia veloce si vende solo dove la strada รจ larga abbastanza per tutti.
Non finisce qui. Chi vuole lanciare una nuova slice dovrร comunicarlo alla TRAI con almeno 21 giorni di anticipo, dimostrando che nelle celle coinvolte c’รจ capacitร sufficiente, e poi inviare report dettagliati sull’uso delle risorse, slice per slice, cella per cella. Ogni fetta di rete destinata alla banda larga mobile sarร trattata come un’offerta tariffaria a sรฉ, con obblighi di qualitร da rispettare in autonomia. E la bozza allarga lo sguardo oltre lo slicing: gli operatori dovranno dichiarare le velocitร per tecnologia nei piani 4G e 5G โ con obbligo di avvisare gli abbonati se le misure reali restano sotto quelle promesse โ e pubblicare mappe di copertura per ogni generazione di rete, dal 2G in su.
Airtel non si nasconde: la differenza si vede quando c’รจ folla
La parte piรน interessante l’ha detta, con notevole franchezza, l’amministratore delegato di Airtel India Shashwat Sharma durante la presentazione dei conti trimestrali: a rete scarica, ha spiegato, Fastlane ยซnon fa una differenza tangibileยป; รจ quando la rete si congestiona, quando sei in mezzo alla folla, che ยซinizia a mostrarsi l’esperienza differenziataยป. ร l’ammissione onesta di come funziona qualsiasi meccanismo di prioritร : il valore del biglietto salta fuori esattamente nel momento in cui qualcun altro resta in coda. Ed รจ proprio quel momento che la TRAI vuole presidiare.
Non tutti nel mercato indiano applaudono, e non solo per amore dei principi. Reliance Jio โ che sul 5G ha costruito numeri da capogiro โ e Vodafone Idea hanno espresso riserve sul trattamento preferenziale del traffico, mentre alcuni ex consulenti della stessa authority avvertono che il monitoraggio cella per cella rischia di essere tecnicamente cosรฌ oneroso da frenare l’innovazione. Sullo sfondo c’รจ la mossa politica piรน pesante: il 4 agosto il Dipartimento delle Telecomunicazioni ha chiesto alla TRAI di rivedere l’intero impianto della net neutrality indiana, fermo al 2017, proprio perchรฉ lo slicing e i servizi differenziati non erano previsti da quelle regole. All’epoca l’India approvรฒ una delle normative piรน rigide al mondo sulla neutralitร della rete; oggi si ritrova a decidere se e come farci convivere le corsie a pagamento.
Un problema che non รจ solo indiano
La TRAI, va detto, non parte da zero: la bozza cita esplicitamente l’approccio europeo. Il BEREC e la britannica Ofcom ammettono i servizi specializzati con qualitร garantita solo se non degradano l’accesso a internet di tutti gli altri, la Francia valuta i casi uno per uno, gli Stati Uniti vigilano che la gestione del traffico non diventi prioritizzazione a pagamento mascherata. La novitร indiana sta nel tradurre il principio in numeri verificabili: una soglia di carico, un conto dei giorni, una sanzione automatica. Le parti interessate hanno tempo fino al 26 agosto per i commenti, con controrepliche entro il 7 settembre.
E il tema, come sanno i nostri lettori, non รจ affatto lontano da casa: in Italia TIM ha appena aperto la sua corsia veloce con Priority, riaccendendo le stesse identiche domande. E la partita si giocherร ovunque si accenda un core 5G Standalone, l’unico 5G capace di fare slicing sul serio: piรน le reti diventano programmabili, piรน la tentazione di monetizzare la prioritร cresce.
Il commento della redazione
A noi la mossa indiana sembra la piรน sensata vista finora su questo tema, perchรฉ sposta la discussione dal piano ideologico a quello ingegneristico. Il punto debole di ogni dibattito sulla net neutrality รจ sempre stato lo stesso: si litiga sui principi mentre la rete, nel frattempo, fa quello che vuole. La TRAI invece dice una cosa semplice: vendi pure la prioritร , ma solo dove hai costruito abbondanza, e se la cella va in affanno la corsia veloce chiude. ร il contrario del modello di business piรน pigro, quello in cui la scarsitร diventa un prodotto da rivendere a chi puรฒ pagarla. Resta un’incognita vera, ed รจ quella sollevata dai critici: misurare milioni di celle, slice per slice, รจ un lavoro enorme, e le regole inapplicabili finiscono per non essere applicate. Ma se l’India โ 1,2 miliardi di SIM, il laboratorio 5G piรน affollato del pianeta โ riesce a far funzionare questo equilibrio, avrร scritto il manuale che prima o poi servirร anche a Bruxelles. E a Roma.