
La settimana dei 2 nanometri si chiude con il pezzo che mancava. Dopo il Dimensity 9600 Pro di MediaTek e i primi telefoni che lo montano, ieri alle Hawaii Qualcomm ha presentato la sua risposta, e per la prima volta sono due chip invece di uno: lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 e lo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, entrambi a 2 nm, entrambi con i core Oryon spinti fino a 5 GHz, come riportano GSMArena e FoneArena. Noi, come sempre, abbiamo letto le schede partendo dal fondo, cioè dal modem. E stavolta la lettura è diversa da quella di MediaTek: qui la radio è nuova, e soprattutto è la stessa su tutti e due i chip.
Due flagship, un solo modem
Cominciamo da ciò che i due processori condividono. La CPU è identica: due core Prime fino a 5,0 GHz e sei core Performance fino a 4,0 GHz, con 16 MB di cache Oryon Flex, memoria LPDDR5X o LPDDR6 fino a 24 GB e storage UFS 5.0. Rispetto allo Snapdragon 8 Elite Gen 5, Qualcomm dichiara il 10% di prestazioni in più sul Gen 6 e il 13% sull’Extreme, con il 37% di efficienza in più per entrambi. La stessa piattaforma di connettività, il modem X105 con il sistema FastConnect 8800 per Wi-Fi 8 e Bluetooth 6.0, è comune ai due chip. Le differenze, spiega Android Authority in un confronto puntuale, stanno altrove: solo l’Extreme ha i matrix core dedicati all’AI nella GPU Adreno, i 18 MB di memoria ad alte prestazioni per la grafica, la memoria condivisa del 50% più grande per l’NPU che permette modelli a 30 miliardi di parametri, la registrazione video 8K a 60 fps e 4K a 240 fps, e i codec APV e VVC. In pratica il Gen 6 è la versione con le funzioni di frontiera tolte e le prestazioni quotidiane intatte, una scelta che la testata legge in chiave economica, con i chip di punta sempre più cari e i produttori sotto pressione sui margini.
Il modem X105: che cosa c’è di nuovo
Il modem è la parte in cui Qualcomm si distacca dal concorrente. L’X105 era stato presentato a marzo, e Android Authority all’epoca ne aveva raccontato i numeri: picco di 14,8 Gbps in download, che scendono a 13,2 Gbps con il solo sub-6 GHz, e 4,2 Gbps in upload, contro i 12,5 e 3,7 Gbps dell’X85 della generazione precedente. È il primo modem dichiarato “pronto per la Release 19” del 3GPP, il capitolo dello standard che Qualcomm presenta come fondamenta del 6G. Secondo la scheda riportata da FoneArena, supporta sia le onde millimetriche sia il sub-6 GHz, integra un ricevitore a sei antenne e monta un ricetrasmettitore RF a 6 nm che consuma il 30% in meno. Il dato che 9to5Google riporta dal palco è che l’architettura è stata rifatta proprio per catturare più flussi di dati contemporaneamente con le sei antenne, con un aumento del 10% del download.
Poi c’è il satellite, che è la differenza più concreta per l’utente. L’X105 integra il supporto sia all’NB-NTN, la variante a banda stretta usata finora per i messaggi di emergenza, sia all’NR-NTN, cioè il 5G vero e proprio via satellite, con voce, dati e video. E c’è una trovata che ci era piaciuta già a marzo: se non c’è né copertura terrestre né satellite, il modem può ripiegare su una rete NB-IoT per far passare almeno i messaggi, pensando a garage sotterranei e ascensori. Sono funzioni che dipendono dall’operatore e dai satelliti disponibili, non dal solo chip, ma la base hardware c’è.
Il confronto che conta: Release 19 contro Release 17
Mettiamo le due schede una accanto all’altra. Il Dimensity 9600 Pro, lo avevamo scritto una settimana fa, ha un modem 3GPP Release 17, solo sub-6 GHz, con aggregazione fino a 5 portanti per 350 MHz e un picco dichiarato oltre i 7,4 Gbps, senza onde millimetriche e senza novità rispetto al 9500 se non la tripla SIM. L’X105 di Qualcomm dichiara Release 19, sub-6 e millimetriche, sei antenne in ricezione, 14,8 Gbps e 5G via satellite. Sulla carta, tra i due chip a 2 nm che si contendono i telefoni Android di punta, la distanza sulla radio è di due Release dello standard e del doppio in velocità di picco. È il divario che ci eravamo chiesti se Qualcomm avrebbe aperto, e la risposta è sì.
Va detto con la stessa onestà che i picchi di targa non si vedono su nessuna rete reale, e che ciò che conta per chi usa il telefono è quali bande e quali combinazioni di aggregazione il produttore attiva su ogni modello, come ci ha ricordato proprio ieri il caso del vivo X500, dove il chip supporta cose che il telefono non usa. Anche il “pronto per la Release 19” va letto per quello che è: una predisposizione, non una funzione che si accende oggi. I primi telefoni con i nuovi Snapdragon sono già in calendario: secondo GSMArena, gli Xiaomi 18 Pro e 18 Pro Max arrivano oggi in Cina, rispettivamente con il Gen 6 e con l’Extreme, poi Honor Magic9 Pro Max il 28, iQOO 16 il 29, OnePlus 16 e Motorola Signature 27 entro l’anno. Sarà su quelli che il modem andrà misurato.
Il commento della redazione
Una settimana fa avevamo scritto che il Dimensity 9600 Pro è un chip da processore e non da radio, e che la partita che ci interessa si sarebbe giocata alle Hawaii. Ora sappiamo com’è andata: Qualcomm ha portato il modem due generazioni avanti mentre MediaTek lo ha lasciato fermo, e ha avuto l’accortezza di non farne una discriminante tra i due flagship, così chi compra il Gen 6 “economico” ha la stessa radio di chi compra l’Extreme. Per chi legge queste pagine è la notizia migliore della settimana. La riserva è una sola, ed è la solita: la scheda del chip è il punto di partenza, non quello di arrivo. Il 5G via satellite, le sei antenne e i 14,8 Gbps sono promesse che ogni produttore deciderà se onorare, modello per modello, mercato per mercato. Aspettiamo i primi telefoni per leggerli dal modem, non dal comunicato.