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Rete Mobile

Il 2G dei treni ha una via d’uscita: Ericsson porta a InnoTrans la strada dal GSM-R al 5G ferroviario FRMCS

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
9 Minuti di lettura
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Treno ad alta velocità e antenna 5G a bordo linea: la migrazione dal GSM-R al 5G ferroviario FRMCS

C’è una rete mobile 2G in Europa che nessuno spegnerà con un comunicato ai clienti, perché i suoi clienti sono i treni. Si chiama GSM-R, è la radio che collega macchinisti, dirigenti del movimento e sistemi di segnalamento lungo decine di migliaia di chilometri di binari, e ha i giorni contati: l’Agenzia ferroviaria europea parla di un’uscita di scena graduale nei primi anni Trenta. Il suo erede è FRMCS, il Future Railway Mobile Communication System, che gira su 5G. Il problema, quando si cambia la radio a un sistema che non può fermarsi, è il tragitto. Ed è proprio il tragitto che Ericsson ha deciso di mettere in vetrina a InnoTrans 2026, la fiera del ferroviario in programma a Berlino dal 22 al 25 settembre.

Contents
Dal laboratorio ai binariPerché il 2G dei treni non si spegne come il nostroDove sono arrivate le prove europeeFuori dall’Europa la partenza è già suonataE l’Italia?Il commento della redazione

Dal laboratorio ai binari

Il comunicato diffuso oggi dal fornitore svedese non annuncia un contratto, ma una dimostrazione: al padiglione 4.1, stand 710, Ericsson mostrerà come un operatore ferroviario può portare FRMCS dalla fase di test a quella di dispiegamento, con una rete 5G unica che serve insieme il controllo dei treni, le comunicazioni operative, gli apparati di linea e la connettività dei passeggeri. Il materiale su cui si appoggia è quello di FP2-MORANE-2, il programma europeo finanziato da Horizon Europe che sta validando le specifiche FRMCS in tre laboratori e su cinque linee ferroviarie in Spagna, Germania, Svezia e Paesi Bassi.

«Gli operatori ferroviari conoscono la destinazione, FRMCS, ma hanno bisogno di una rotta chiara per arrivarci», dice Torsten Hunte, responsabile delle reti mission-critical per il ferroviario in Ericsson. Allo stand ci saranno i mattoni di un rollout completo, dalla pianificazione radio alla verifica della copertura, dai test sui dispositivi all’interoperabilità fra fornitori diversi. Sul fronte hardware Ericsson porta radio dedicate alla linea, come la Radio 8883 RW per i siti ad alta capacità e la compatta Radio 4474 N100 per i punti dove spazio e alimentazione scarseggiano, oltre ad antenne pensate per gallerie e ambienti ferroviari. C’è anche il laboratorio di Düsseldorf, dove i terminali di bordo vengono provati contro i requisiti delle comunicazioni critiche.

Perché il 2G dei treni non si spegne come il nostro

Chi segue il calendario degli switch-off 2G e 3G nel mondo sa che per le reti pubbliche il problema è convincere gli ultimi utenti a cambiare telefono. Sulla ferrovia la faccenda è diversa. Il GSM-R non trasporta solo la voce fra la cabina e la centrale: è il canale dati del sistema ERTMS/ETCS, cioè della segnalazione che dice al treno dove può andare e a che velocità. Non lo si può spegnere una notte e riaccendere in 5G la mattina dopo, perché il materiale rotabile va riequipaggiato, gli apparati di terra sostituiti e ogni componente certificato. Su come funziona oggi questa rete in Italia abbiamo dedicato un approfondimento che resta il punto di partenza per capire di cosa stiamo parlando.

Per questo l’Europa ha costruito prima lo spazio radio e poi il calendario. La decisione ECC (20)02 armonizza per la radio mobile ferroviaria le coppie 874,4-880 e 919,4-925 MHz, dove oggi vive il GSM-R e dove FRMCS dovrà convivere con lui durante la migrazione, e aggiunge la banda non accoppiata 1900-1910 MHz, un terreno vergine su cui il 5G ferroviario può nascere senza disturbare nessuno. È la banda n101 che troviamo, per esempio, nel progetto australiano citato dallo stesso comunicato Ericsson.

Dove sono arrivate le prove europee

FP2-MORANE-2 è guidato dall’UIC, l’unione internazionale delle ferrovie, con UNIFE per l’industria, undici gestori europei fra cui RFI, tredici fornitori e due operatori mobili, KPN e Telia. Alla conferenza di metà percorso di fine giugno il consorzio ha annunciato l’avvio della fase di laboratorio nei tre centri di integrazione ospitati da Ericsson, Nokia e Kontron, dove si stanno mettendo insieme radio di cabina, sistemi di dispacciamento, reti 5G, servizi mission-critical e funzioni di interlavoro col GSM-R, per provare la voce, la chiamata di emergenza ferroviaria e le interfacce verso ETCS, guida automatica e sistemi di bordo. Il consorzio ha pubblicato anche il primo set unificato di casi di prova, basato sulle specifiche FRMCS v2.2, mentre ADIF, DB InfraGO, ProRail e Trafikverket preparano le linee per le prove operative dal 2027 in poi, scenari transfrontalieri compresi. Lo scopo dichiarato del progetto, che dura 34 mesi, è consolidare le specifiche perché entrino nelle future revisioni delle norme europee di interoperabilità. «Questo è un traguardo importante, ma la parte più grande e impegnativa del viaggio è ancora davanti a noi», ha detto in quell’occasione Enno Wiebe, direttore generale di UNIFE.

Fuori dall’Europa la partenza è già suonata

Il comunicato di oggi insiste su un punto: mentre l’Europa guida la transizione, le opportunità si stanno aprendo anche in India e in Australia. Sul secondo caso il riferimento è concreto. A fine luglio Ericsson ha annunciato di essere stata scelta dal governo del Queensland, insieme a UGL Transport e Frequentis, per fornire il sistema radio digitale su 5G della prima fase di The Wave, il programma che collegherà Brisbane e la Sunshine Coast. La rete sarà privata, userà la banda n101 a 1900 MHz e farà da base al segnalamento ETCS di livello 2 fornito da Alstom, con l’obiettivo di essere operativa prima delle Olimpiadi di Brisbane 2032. Un caso in cui il 5G ferroviario parte senza un GSM-R da smontare.

E l’Italia?

Da noi il tema si è affacciato la scorsa primavera, quando il Gruppo FS ha avviato la sperimentazione della propria rete 5G sulla linea AV/AC Torino-Milano, su circa 60 chilometri fra Torino e Greggio, valorizzando infrastrutture esistenti di RFI e TIM con cinque nuovi siti dedicati. Il comunicato FS del 23 marzo parla di test su qualità e continuità della connessione in galleria e ad alta velocità, nell’ambito del Programma TLC del piano strategico 2025-2029. RFI, come detto, siede anche nel consorzio FP2-MORANE-2. Sui tempi di una migrazione italiana dal GSM-R non abbiamo trovato date ufficiali e non ne inventiamo.

Il commento della redazione

Ericsson non porta a Berlino una notizia, porta un messaggio commerciale rivolto a gestori che stanno per prendere decisioni da miliardi. Ma il messaggio ci interessa lo stesso, perché fotografa il punto in cui è arrivata la migrazione più delicata del continente: quella di una rete 2G che non può permettersi un minuto di buio. La fase di laboratorio è partita solo a giugno, le prove in linea arriveranno nel 2027 e l’ERA colloca lo spegnimento del GSM-R nei primi anni Trenta. È un calendario stretto per un settore abituato a certificazioni lunghe, e la frase di UNIFE sul viaggio ancora da fare non suona come una formalità. La scelta più interessante ci pare quella della banda 1900 MHz come terreno vergine: permette di costruire il 5G ferroviario accanto al GSM-R invece che sopra, e il Queensland mostra cosa succede quando quel terreno è libero fin dall’inizio. In Europa, invece, vecchio e nuovo dovranno convivere a lungo sullo stesso binario. Fra una settimana a Berlino vedremo quanta di questa strada è già percorribile e quanta è ancora un rendering.

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