
Due giorni dopo Verizon, tocca a T-Mobile. Il 28 ottobre l’operatore di Bellevue ha presentato il terzo trimestre, e la domanda che gli analisti hanno fatto a Srini Gopalan è la stessa fatta a Dan Schulman: darete mai a SpaceX un contratto all’ingrosso? La risposta, nella call che abbiamo letto nelle trascrizioni riprese da Stocktwits e MarketBeat, è un no senza aggettivi: «non vedo spazio per un MVNO con SpaceX, né sul lato consumer né su quello dell’AI fisica e al bordo della rete». È un no che pesa più di quello di Verizon, perché T-Mobile è il partner commerciale di Starlink dal primo giorno, con il servizio T-Satellite costruito sui satelliti di Musk. E arriva alla vigilia del voto della FCC sulle bande 5G, previsto proprio oggi.
Il trimestre, in numeri
Prima il conto, perché anche qui dà fiato al tono. Nel terzo trimestre T-Mobile ha aggiunto 274.000 account postpagati netti, per un totale di 35 milioni, con un ricavo medio per account salito del 4 per cento a 155,73 dollari. L’azienda non pubblica più il numero di linee telefoniche aggiunte, ma dichiara di aver «guidato il settore» sia nelle linee sia nei clienti FWA, la banda larga da rete mobile che chiama 5G Broadband. I ricavi da servizi sono cresciuti del 6 per cento a 19,4 miliardi di dollari, quelli postpagati del 9 per cento a 16,3 miliardi, l’utile netto del 27 per cento a 3,5 miliardi e l’utile per azione del 34 per cento a 3,22 dollari, sopra le attese. Il margine operativo lordo rettificato è di 9,6 miliardi, più 11 per cento; il flusso di cassa libero rettificato di 5,1 miliardi, più 5. Le guidance per l’anno salgono: circa un milione di account netti, 76,8 miliardi di ricavi da servizi, cassa libera tra 18,7 e 18,8 miliardi, crescita del ricavo per account al 3,5 per cento contro il 2,5-3 di prima. Agli azionisti sono tornati 3,5 miliardi nel trimestre e 58,1 miliardi dal 2022.
Ci sono anche le ombre, e il direttore finanziario Peter Osvaldik le ha nominate: i ricavi all’ingrosso calano perché i clienti MVNO di TracFone e Boost «stanno uscendo più in fretta del previsto», e il prepagato soffre. Sul quarto trimestre pesano la stagione promozionale, il lancio scaglionato degli iPhone, prezzi dei telefoni più alti e scorte limitate che hanno spostato attività da settembre a ottobre. Per il 2027 e il 2028, ha aggiunto Osvaldik, le aste dello spettro in arrivo «potrebbero richiedere una quota maggiore» della capacità di investimento, anche se Gopalan ha precisato che T-Mobile «non pagherà prezzi antieconomici» e valuta sempre lo spettro contro la densificazione della rete.
«Difficile chiamarli ancora un fornitore satellitare»
Il passaggio su SpaceX merita di essere letto per intero. I criteri per un MVNO, ha spiegato Gopalan, non sono cambiati: «un MVNO ci dà accesso a un mercato incrementale? Ci dà accesso a nuovi canali di distribuzione? Ci dà una capacità incrementale di qualunque tipo?». Alla domanda se una partnership sul calcolo al bordo della rete potesse essere un’alternativa a una rete terrestre di SpaceX, la risposta è stata la stessa: «ci vediamo in testa in quelle capacità, e non vediamo spazio per un MVNO qui, perché quali capacità aggiuntive ci darebbe? Perché cambierebbe la nostra capacità di competere?». Poi la frase che fotografa il momento: «è difficile riferirsi a loro, ormai, come a un fornitore satellitare, o a un fornitore satellitare che costruirà una rete terrestre».
Sulla banda larga fissa Gopalan è stato ancora più diretto, e qui il confronto è con il prodotto di Starlink che esiste già: «abbiamo un gran prodotto nell’FWA e, per molti versi, tranne che in alcune zone rurali profonde, il satellite è una versione inferiore dell’FWA con ancora più vincoli, per esempio sulla dimensione del fascio. Non vedo la sinergia tra FWA e satellite». Due terzi dei clienti FWA di T-Mobile, ha ricordato, stanno in aree urbane dense, dove l’operatore vende la capacità di rete che avanza. La porta resta aperta solo alla rivendita del satellite «come T-Satellite», cioè il servizio di copertura nelle zone morte costruito sui satelliti di prima generazione di Starlink, e agli accordi commerciali già in essere.
Il resto della call è stato dedicato alla rete. Il direttore tecnico John Saw ha detto che T-Mobile incorpora già nella pianificazione i guadagni di efficienza spettrale attesi dall’AI-RAN, dopo la prima chiamata su rete viva a Bellevue, e che l’azienda sta «monitorando la capacità in uplink nelle aree dense» mentre crescono i dispositivi AI connessi: il tema dell’uplink che Verizon aveva sollevato lunedì torna anche qui. Con Amazon Web Services T-Mobile sta costruendo Kinetic Edge, calcolo distribuito agganciato al 5G Advanced, e le prime vendite di «AI fisica» sono soluzioni integrate, non connettività o calcolo venduti a parte.
Il nostro commento
In una settimana i tre grandi operatori americani hanno detto la stessa cosa con tre toni diversi. AT&T ha parlato di scala, Verizon ha fatto il conto della rete, 65-80.000 siti e fino a 500 miliardi, e T-Mobile ha chiuso la porta dell’MVNO con tre domande retoriche. Il messaggio ai mercati è coordinato senza bisogno di coordinarsi: nessuno affitterà la propria rete a Starlink, e chi vuole il quarto operatore se lo costruisca. È la stessa logica della lettera comune alla FCC sulle bande TDD, su cui la Commissione vota oggi.
La frase più interessante di Gopalan non è il no all’MVNO, scontato dopo quello di Schulman, ma il giudizio sul prodotto: «il satellite è una versione inferiore dell’FWA con più vincoli». Detto dall’operatore che più di ogni altro ha costruito un’offerta sul satellite, è un modo per dire che T-Satellite resta un servizio di emergenza e non una linea di business, e che la partita vera per SpaceX si gioca a terra, sugli ottantamila siti e sulle aste del 2027 e 2028 che T-Mobile stessa dice di temere nel bilancio. Il punto debole del discorso è che a settembre, quando Osvaldik derideva le femtocelle di Starlink, SpaceX era ancora «un fornitore satellitare»; oggi, per ammissione dello stesso Gopalan, non si sa più come chiamarla. Quando un concorrente cambia natura così in fretta, i criteri per decidere che cosa non è un affare rischiano di invecchiare prima del prossimo trimestre.
💬 Ne parliamo sul forum di TLCworld. Scriveteci nella discussione dedicata: leggiamo e rispondiamo lì.