
Da ieri, 1° ottobre 2026, chi attiva una SIM ho. Mobile naviga in 5G qualunque offerta scelga. Lo dice la pagina ufficiale delle offerte: «Tutte le offerte riportate sono in 5G, ogni offerta ha un bollino che indica la velocità massima raggiungibile». È il bollino la notizia. Perché il marchio low cost di Fastweb + Vodafone, nel momento in cui apre il 5G a tutti, introduce tre profili di velocità: fino a 30 Mbps, fino a 60 Mbps e, solo sulle offerte più care, la velocità massima fino a 2 Gbps. Il nuovo portafoglio, ricostruito da MondoMobileWeb, mostra un 5G venduto con il limitatore di serie.
Il listino: tre bollini, tre velocità
Il portafoglio voce e dati per i nuovi clienti si legge sul sito di ho. Mobile in cinque righe. In fondo c’è ho. 5,95 100GB, attivabile fino al 26 ottobre, con minuti illimitati, 200 SMS e 100 giga in 5G con velocità limitata a 30 Mbps. Salendo ci sono ho. 6,95 150GB e ho. 8,95 250GB, le due offerte del listino standard, che fino a settembre erano solo in 4G e che ora includono il 5G con velocità limitata a 60 Mbps. Sopra, con il bollino verde «massima velocità», restano ho. 9,95 150GB e ho. 11,95 250GB, le uniche in cui il 5G corre fino a 2 Gbps in download e 200 Mbps in upload, con lo sblocco della velocità anche in 4G. A parte stanno le due offerte solo dati da 500 giga, ho. 12,95 e ho. 14,95, anch’esse a velocità massima.
La legenda dei bollini pubblicata dall’operatore prevede in realtà quattro colori: verde per la velocità senza limiti fino a 2 Gbps, giallo per il download fino a 60 Mbps, rosso per il download fino a 15 Mbps. Oggi nessuna delle offerte in listino porta il bollino rosso, e quella da 5,95 euro ne usa uno giallo con il numero 30; ma il fatto che la scala sia già stata disegnata fino a 15 Mbps dice che il meccanismo è pensato per durare, e per scendere ancora se servirà.
Prima il 4G a 60, ora il 5G a 30
Per capire il cambiamento bisogna ricordare com’era ho. Mobile fino a settembre. Nato il 22 giugno 2018 come marchio no frills sulla rete Vodafone, e dal 1° gennaio 2026 gestito direttamente da Fastweb all’interno di Fastweb + Vodafone, ho. ha venduto per anni offerte in 4G con un tetto dichiarato: lo stesso sito spiega ancora oggi che «la copertura della rete ho. garantisce una velocità fino a 60 Mbps in download/upload a oltre il 99% della popolazione italiana». Il 5G, arrivato l’8 maggio 2024 con velocità fino a 2 Gbps, era riservato ad alcune offerte dedicate, dal 4 settembre 2025 le 9,95 e 11,95, oppure si comprava a parte con l’opzione ho. Il Turbo a 1,29 euro al mese o con il programma ho.+ a 1,99 euro.
Il passaggio di ieri, quindi, cambia la natura del limite più che toglierlo. Le offerte da 6,95 e 8,95 euro passano dal 4G a 60 Mbps al 5G a 60 Mbps: stessa velocità massima, tecnologia diversa. L’offerta da 5,95 euro, che nella sua ultima apparizione dal 3 al 24 settembre era in 4G fino a 60 Mbps, torna in 5G ma a 30 Mbps, cioè con metà della velocità di prima. Chi legge solo il logo in alto sullo schermo vedrà un 5G dove prima c’era un 4G; chi fa uno speedtest vedrà, nel caso peggiore, la metà.
Dove sta il limitatore
Un tetto di 30 o 60 Mbps non si imposta sull’antenna. La BTS trasmette a tutti con le stesse portanti, e un telefono con una SIM ho. da 5,95 euro si aggancia alla n78 a 3,5 GHz esattamente come uno con una SIM da 11,95: il modem vede la stessa banda, la stessa larghezza di canale, lo stesso segnale. Il limite vive nel core della rete, nel profilo associato alla SIM, che fissa la velocità massima consentita all’utente e la fa rispettare sul traffico, qualunque cosa la radio potrebbe dare. È per questo che un 5G limitato a 30 Mbps resta a tutti gli effetti un 5G: cambia solo quanto di quella capacità l’operatore decide di consegnare. Vale la pena ricordare anche la clausola che ho. riporta nella sua trasparenza tariffaria: quando il carico della rete è particolarmente elevato, possono essere introdotti meccanismi temporanei e non discriminatori, come la limitazione della velocità di connessione. Quella è un’altra cosa, legata alla congestione; il bollino, invece, vale sempre.
È lo stesso principio, letto al contrario, di quello che abbiamo visto in questi giorni con TIM. Lì l’operatore vende la precedenza nella cella piena, e dal modem si vede solo quando la cella è carica; qui l’operatore vende la velocità massima, e il limite si vede sempre, anche a cella vuota. Sono le due facce della stessa idea, che abbiamo raccontato parlando della corsia veloce del 5G: una rete sola, prezzi diversi per modi diversi di usarla. Con una differenza non piccola: la corsia veloce promette qualcosa in più a chi paga, il bollino giallo toglie qualcosa a chi paga meno.
Il commento della redazione
Per anni il 4G a 60 Mbps di ho. è stato un buon affare proprio perché il limite era alto rispetto a quello che la rete dava davvero nella maggior parte dei casi. Il 5G a 30 Mbps è un’altra storia: è un tetto che si sente, a maggior ragione sulla rete che da fine settembre ospita anche Sky Mobile e che nelle nostre prove sul campo, con la n78 accesa, va ben oltre. In compenso il 5G sul telefono ha un vantaggio che il numero non racconta: una portante in più da agganciare, e nelle celle affollate quella portante vale più dei megabit sulla carta.
La cosa che ci convince meno è il messaggio. «Tutte le offerte in 5G» è vero, ma il 5G da 5,95 euro va la metà del 4G che vendeva lo stesso operatore un mese fa, e per saperlo bisogna leggere il numero dentro il bollino. Ci piacerebbe che la legenda, con il suo rosso da 15 Mbps già pronto, restasse un’ipotesi. E a chi sceglie ho. per il prezzo diamo il consiglio di sempre: non guardate il logo, guardate la velocità, e se potete leggete il modem. Lì il 5G da 30 Mbps e quello da 2 Gbps hanno la stessa faccia; la differenza la fa una riga nel profilo della SIM, e quella non si vede.
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