
Un mese fa raccontavamo le sfere di vetroresina di MatSing appese nello stadio dei Dallas Cowboys, e ieri il test indipendente sul Massive MIMO di Verizon che ne promuoveva l’uplink. Oggi le due storie si incontrano. In un’analisi pubblicata stamattina da Light Reading, Iain Morris dร voce a Galtronics, un’azienda americana poco nota che produce antenne multibeam a pannello e che, insieme ad Amphenol e MatSing, sfida apertamente la tecnologia su cui Ericsson, Nokia e Huawei hanno costruito il 5G. E tra i clienti che il suo amministratore delegato elenca c’รจ anche Telecom Italia.
Due modi di fare tanti fasci
Il Massive MIMO รจ la tecnologia di punta delle antenne 5G: dentro il pannello attivo ci sono decine di catene di trasmissione e ricezione, 32 o 64 nelle configurazioni piรน diffuse, che generano digitalmente fasci di segnale capaci di inseguire i singoli utenti. ร potente, riconosce anche chi lo contesta, ma costoso da installare e complesso da gestire. L’alternativa multibeam lavora in modo opposto: una sola antenna, collegata a una radio tradizionale, genera piรน fasci fissi, ciascuno puntato in una direzione diversa, che insieme coprono l’area. Non inseguono gli utenti, li dividono in spicchi. ยซIn origine, con un’antenna passiva, avevi un solo fascioยป, ricorda a Light Reading Earl Lum, fondatore della societร di analisi EJL Wireless Research, ยซma ora CommScope e altri stanno uscendo con antenne multibeamยป.
I modi per ottenere quei fasci sono diversi. MatSing usa una lente di Luneberg, dal nome dello scienziato tedesco che ne ideรฒ il principio circa ottant’anni fa, da cui le sfere. Amphenol, che lo scorso anno ha comprato la divisione antenne di CommScope per 2,1 miliardi di dollari e oggi opera con il marchio Andrew, usa nei prodotti piรน recenti una metalente. Altre soluzioni si basano su una matrice di Butler, un circuito stampato che genera piรน fasci dalla stessa schiera di elementi, ma che secondo Galtronics soffre del cosiddetto “beam squint”, la deformazione dei fasci quando vengono orientati di lato. Galtronics dichiara una terza strada, brevettata e tenuta riservata: ยซLa nostra tecnologia non รจ basata su Butler. Non รจ basata su Lunebergยป, spiega a Light Reading l’amministratore delegato Leighton Carroll. ยซIl nostro prodotto non รจ rotondo. Sembra un pannello perchรฉ รจ un pannello, ma fa di fatto la stessa cosa dei prodotti a lenteยป.
Dal festival allo stadio: i clienti
La vetrina piรน recente รจ in Germania. A un festival musicale da 250.000 spettatori, racconta Light Reading, Deutsche Telekom ha installato accanto alle antenne tradizionali una serie di pannelli quadrati bianchi, e sono di Galtronics. L’operatore, secondo Carroll, รจ passato da semplice sperimentatore a cliente commerciale. E la lista che l’amministratore delegato fornisce alla testata รจ lunga: American Tower, Arium, cioรจ l’ex Crown Castle, AT&T, Boldyn, Orange, SFR, Telecom Italia, Verizon e Vodafone. Ai Mondiali di calcio ospitati quest’anno negli Stati Uniti, aggiunge, le sue antenne erano nella maggior parte degli stadi. Va precisato che l’elenco รจ dichiarato dall’azienda e riportato da Light Reading, e che non dice dove e in che misura ciascun operatore le usi: nel caso di Telecom Italia non abbiamo altre informazioni.
Carroll non nasconde il posizionamento commerciale. Rispetto a MatSing, dice, il suo prodotto al lancio pesava la metร e costava da un quarto a un terzo. E porta un dato di confronto con il Massive MIMO: in una prova condotta da un operatore nordamericano di primo livello in banda C, un’antenna Galtronics a sei fasci collegata a una semplice radio 4T4R avrebbe fornito piรน del doppio della capacitร di un’unitร Massive MIMO 64T64R, con velocitร in download superiori di oltre il 200%. ร un dato che viene da un documento dell’azienda, senza il nome dell’operatore nรฉ il dettaglio delle condizioni.
Il dubbio che viene da dentro
A dare peso alla discussione non รจ perรฒ Galtronics, ma una voce che viene dall’altra parte. Marcus Weldon, giร responsabile tecnologico di Nokia e dei Bell Labs, che avevamo sentito criticare i tagli alla ricerca del suo ex datore di lavoro, ha detto a Light Reading che il Massive MIMO ยซprometteva otto volte il throughput, perchรฉ avremmo fatto un beamforming che concentrava l’energia. La realtร pratica, dato che รจ cosรฌ difficile da fare, รจ due volteยป. E ha aggiunto che ยซdue volte รจ buono, ma non vale il costo: tanto vale aggiungere spettro su un’altra bandaยป. Anche Minya Gavrilovic, ex responsabile tecnologico di Galtronics oggi alla guida di Andrew, pensa che il successo del Massive MIMO sia dovuto in parte alla comoditร : ยซLo colleghi e funzionaยป.
Le proporzioni restano perรฒ impietose. La capogruppo di Galtronics, Baylin Technologies, ha fatturato 38,1 milioni di dollari nel primo semestre 2026, contro i circa 10,2 miliardi di Ericsson nello stesso periodo. E comprare le antenne separatamente dal resto della rete radio richiede integrazione, cosa che gli operatori, osserva Morris, hanno finora evitato restando fedeli ai grandi fornitori.
Il commento della redazione
Le antenne multibeam hanno trovato finora la loro casa negli stadi, e la stessa Light Reading lo scrive: la vera domanda รจ se possano sostituire il Massive MIMO nella rete macro, sui tetti e sui tralicci di tutti i giorni. Il test di ieri a St. Paul ricorda che il Massive MIMO, quando le funzioni avanzate sono accese e i telefoni le supportano, sa dare risultati notevoli, soprattutto in uplink. L’intervista di oggi ricorda che quei risultati costano, e che non tutti gli operatori hanno bisogno di inseguire ogni utente con un fascio dedicato. Probabilmente la risposta non sarร una sola: fasci digitali dove il traffico รจ imprevedibile, fasci fissi dove la folla รจ densa e ferma. Per noi resta una curiositร concreta: se Telecom Italia usa davvero antenne Galtronics, da qualche parte in Italia c’รจ un pannello quadrato che vorremmo vedere da vicino. Se qualche lettore l’ha visto su uno stadio o un palazzetto, ce lo scriva.
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