
Una settimana fa avevamo letto la scheda del Dimensity 9600 Pro partendo dal modem e avevamo concluso che il primo chip per smartphone a 2 nanometri di MediaTek è una rivoluzione di processore, non di radio. Ora quel chip è dentro un telefono vero: ieri a Shanghai vivo ha presentato la serie X500, e i modelli X500 Pro e X500 Pro Max sono, come riporta GSMArena, i primi smartphone Android a montarlo. Non sono però i primi telefoni a 2 nm in assoluto: l’iPhone 18 Pro e Pro Max, in vendita dal 18 settembre con l’Apple A20 Pro, usano lo stesso nodo N2 di TSMC ed erano arrivati tre giorni prima. È l’occasione per fare il passo successivo: vedere che cosa, del chip da 2 nm, arriva davvero fino all’utente, e che cosa resta sulla carta.
Tre telefoni, due chip: attenzione al nome
La prima cosa da sapere è che la serie è composta da tre modelli ma i chip sono due. Il Pro e il Pro Max hanno il Dimensity 9600 Pro; il vivo X500 “liscio” monta il Dimensity 9600M, che GSMArena definisce senza giri di parole «essenzialmente un cambio di nome del Dimensity 9500 dell’anno scorso», ed è a 3 nm. Lo avevamo segnalato già nel pezzo sul chip: i due nomi si somigliano, i due processori no. Chi compra il modello base compra un ottimo chip del 2025 con un’etichetta del 2026.
Il resto della scheda tecnica, secondo il hands-on di GSMArena dal lancio, è quello di una gamma pensata intorno alla fotocamera: sensore principale Sony LYTIA L910 da 50 megapixel con dinamica dichiarata di 17 EV sui due Pro, teleobiettivo da 85 mm equivalenti che sul Pro Max arriva a 200 megapixel, video in 4K a 240 fps, schermi LTPO da 6,36 e 6,85 pollici a 144 Hz. Le batterie sono enormi per tutti: 6.510 mAh sul Pro, 7.500 sul modello base, 8.000 sul Pro Max, con ricarica a 90 W via cavo e 40 W senza fili su tutta la gamma. I prezzi cinesi partono da 5.499 yuan per l’X500, 6.499 per il Pro e 6.999 per il Pro Max, con vendite dal 24 settembre per il base e il Pro Max e dal 29 per il Pro. Di un lancio globale, per ora, vivo non ha detto nulla.
Quello che il chip promette e il telefono non usa
Ed eccoci al punto che ci interessa. Nel comunicato del 15 settembre MediaTek aveva presentato il Dimensity 9600 Pro come il primo chip con supporto alle memorie LPDDR6 e allo storage UFS 5.0, dichiarato due volte più veloce del precedente. Nelle schede raccolte da GSMArena, però, tutti e tre i vivo X500, Pro Max compreso, riportano storage UFS 4.1. Il primo telefono Android con questo chip da 2 nm non usa dunque una delle novità di punta del chip stesso. Non è una sorpresa, a pensarci: uno standard nuovo di memoria ha bisogno di componenti disponibili in volume e a prezzi sensati, e a giudicare da quello che sta succedendo alle memorie in tutta l’elettronica non è il momento migliore per pretendere l’ultima generazione. Ma è un promemoria utile: “supportato dal chip” e “presente nel telefono” sono due frasi diverse, e la seconda va verificata modello per modello.
Lo stesso vale per la radio, che è il nostro mestiere. Il modem integrato del 9600 Pro, lo avevamo scritto, è lo stesso Release 17 sub-6 GHz del 9500, con la tripla SIM tripla attiva come unica aggiunta. Le schede dei vivo X500 dicono 5G, eSIM, Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4 e 6.0, ma non riportano né le bande supportate né le combinazioni di aggregazione, e nemmeno se la tripla SIM sia effettivamente abilitata. È il tipo di dettaglio che i produttori cinesi pubblicano raramente al lancio e che noi, come sempre, andremo a leggere dal modem quando un esemplare ci passerà tra le mani. C’è però un dato radio che vale la pena isolare: la connettività satellitare. Secondo GSMArena è riservata alla sola versione cinese da 16 GB e 1 TB del Pro Max, quella che Gizmochina chiama Creator’s Package e che costa 12.999 yuan, quasi il doppio del Pro Max base. Il satellite nel telefono, insomma, esiste, ma è un optional da quasi duemila dollari.
La settimana dei 2 nanometri
Il calendario non è casuale. Vivo ha presentato i suoi telefoni il 21 settembre; oggi tocca a Oppo con il Find X10 Pro Max, l’altro modello annunciato con il Dimensity 9600 Pro, e sempre oggi alle Hawaii si apre lo Snapdragon Summit di Qualcomm, dove è atteso il rivale diretto, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, anch’esso dato a 2 nm dalle indiscrezioni. Nel giro di tre giorni il mercato dei processori di punta cambia nodo produttivo, e MediaTek ha voluto che il primo telefono Android a 2 nm in vendita avesse il suo chip dentro — Apple, con l’A20 Pro dell’iPhone 18 Pro, l’aveva preceduta di pochi giorni. Ci è riuscita, con una settimana di vantaggio: le vendite del Pro Max partono il 24, prima ancora che Qualcomm abbia finito di parlare.
Il commento della redazione
Il vivo X500 Pro Max è il primo telefono Android con un processore a 2 nanometri — l’iPhone 18 Pro, con l’A20 Pro sullo stesso nodo, l’aveva battuto sul tempo di tre giorni — e questo resta un fatto. Ma la lettura della scheda insegna una cosa che vale per tutti i lanci di questa stagione: il salto di nodo produttivo è del chip, non del telefono. Lo storage resta UFS 4.1, il modem è quello dell’anno scorso, il satellite è confinato in una versione da collezionisti. Dove il 2 nm dovrebbe farsi sentire è nell’autonomia, e qui vivo ha giocato d’anticipo mettendo batterie da 6.500 a 8.000 mAh: se i consumi dichiarati da MediaTek, meno 61% nei carichi multi-core, reggono fuori dal laboratorio, la combinazione potrebbe essere il vero argomento di vendita di questa gamma. È quello che vorremmo misurare, insieme alle bande e alle aggregazioni che il modem abilita davvero sulle reti italiane, se e quando la serie X500 arriverà da noi. Per ora la promessa dei 2 nanometri è mantenuta a metà: nel silicio sì, nel resto della scheda ancora no.