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Due nanometri per il processore, il modem resta quello del 2025: MediaTek presenta il Dimensity 9600 Pro

redazione
Ultimo aggiornamento: 29/09/2026
redazione
9 Minuti di lettura
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Chip MediaTek Dimensity 9600 Pro a 2 nm su una scheda elettronica, primo piano del processore per smartphone

Il salto ai 2 nanometri nei telefoni ha una data: 15 settembre 2026. Da Hsinchu, MediaTek ha presentato il Dimensity 9600 Pro, il suo nuovo chip di punta per smartphone e il primo della casa taiwanese prodotto sul nodo a 2 nm di TSMC. L’azienda rivendica di essere stata la prima ad annunciare un chip su questo processo e ora lo porta in un prodotto commerciale, con i primi telefoni attesi entro il trimestre. Ma siccome qui ci interessa più la radio che i benchmark, abbiamo letto la scheda tecnica partendo dal fondo: dal modem. E la sorpresa è che, sotto tutta la novità del silicio, la parte cellulare è rimasta quella dell’anno scorso.

Contents
Che cosa cambia davvero: CPU, cache, memoriaIl modem: Release 17, sub-6 GHz, e la novità si chiama tripla SIMIl 9600M, i primi telefoni e il rivale in arrivo dalle HawaiiIl commento della redazione

Che cosa cambia davvero: CPU, cache, memoria

La struttura del processore è nuova. MediaTek passa a una disposizione 2+3+3 con i core Arm di ultima generazione: due C2-Ultra fino a 4,55 GHz, tre C2-Pro a 4,35 GHz e altri tre C2-Pro a 3,1 GHz, tutti “big core” senza cluster di risparmio energetico. Rispetto al Dimensity 9500, che aveva un solo core Ultra, la casa dichiara il 17% in più in single-core e il 15% in multi-core, ma il dato che salta all’occhio è un altro: il 61% di consumo in meno nei carichi multi-core, e il 37% in meno sul singolo core. Vedremo se regge fuori dal laboratorio: l’asterisco della nota stampa precisa che le misure sono state fatte su dispositivi demo interni.

Intorno alla CPU c’è una cache complessiva da 34,5 MB e, per la prima volta su uno smartphone, il supporto a memorie LPDDR6 e a storage UFS 5.0, che MediaTek dichiara due volte più veloce in lettura e scrittura rispetto alla generazione precedente. La GPU è la Arm Mali-G2 Ultra NX: più 27% al picco, meno 24% di consumo e ray tracing più veloce del 18%, con giochi fino a 185 fps. Sul fronte AI la novità è la doppia NPU: la NPU 1090 per i modelli generativi pesanti, con supporto a modelli fino a 30 miliardi di parametri direttamente sul telefono, e una Super Efficient NPU 2.0 che resta sempre accesa per gli assistenti in background consumando il 40% in meno. Chiudono il quadro l’ISP Imagiq 1290 con video a 4K a 240 fps e, curiosità multimediale, il primo decoder hardware H.266 su uno smartphone.

Il modem: Release 17, sub-6 GHz, e la novità si chiama tripla SIM

Ora la parte che ci sta a cuore. La scheda ufficiale descrive il modem integrato come 3GPP Release 17, solo sub-6 GHz (FR1), con aggregazione fino a 5 portanti in download per 350 MHz complessivi e fino a 2 portanti in upload per 200 MHz. MediaTek indica un picco teorico oltre i 7,4 Gbps. Ci sono il 4×4 MIMO in download anche sulle bande basse, il 2×2 MIMO in upload sulle FDD con classe di potenza PC2, il DSS per condividere lo spettro tra 4G e 5G, la modalità standalone Option 2 e le non-standalone 3, 3a e 3x, il VoNR con fallback su EPS. Tutto corretto, tutto solido, ma se andiamo a rileggere la scheda del Dimensity 9500 di un anno fa troviamo la stessa riga, parola per parola: Release 17, FR1, 5CC. Anche GSMArena, nel confronto tra i due chip, mette il modem tra le voci invariate.

Le differenze reali sono due. La prima è che il 9500 supportava la doppia SIM doppia attiva, mentre il 9600 Pro introduce la tripla SIM tripla attiva su 5G e 4G: tre profili, fisici o eSIM, in linea contemporaneamente per chiamate, messaggi e dati. La seconda è l’intelligenza dentro il modem, che MediaTek chiama MMAI, con la tecnologia 5G UltraSave alla versione 2.0: ottimizzazioni in tempo reale per ridurre la latenza nei giochi e i consumi in rete. Onde millimetriche, ancora una volta, niente: chi le vuole da MediaTek deve guardare al modem discreto M90, quello che abbiamo raccontato dentro il Pixel 11, capace di 6 portanti in FR1 e di 10 in FR2 con un picco a 12 Gbps. Sul Wi-Fi si resta al Wi-Fi 7 fino a 7,3 Gbps, mentre il Bluetooth sale alla 6.2.

Il 9600M, i primi telefoni e il rivale in arrivo dalle Hawaii

Insieme al Pro arriva il Dimensity 9600M, che nonostante il nome è un’altra cosa: resta a 3 nm e riprende quasi per intero l’architettura del 9500, con un core C1-Ultra, tre C1-Premium e quattro C1-Pro, la NPU 990, la GPU Mali-G1 Ultra MC12, storage UFS 4.1 e doppia SIM doppia attiva, come riporta Cellulare Magazine. Conviene tenerlo a mente quando lo si leggerà sulla scheda di un telefono.

Quanto ai primi dispositivi, la corsa è già partita. Secondo GSMArena, che cita l’account Weibo di vivo, i vivo X500 Pro e X500 Pro Max saranno i primi a montarlo, con presentazione il 21 settembre in Cina; il giorno dopo, il 22, tocca all’Oppo Find X10 Pro Max, che sempre secondo GSMArena arriverà anche sui mercati globali; le due date sono confermate anche da FoneArena. Ed è proprio quel 22 settembre la data da cerchiare: alle Hawaii si apre lo Snapdragon Summit di Qualcomm, in programma fino al 24, dove, come ricorda Hardware Upgrade, è atteso lo Snapdragon 8 Elite Gen 6, anch’esso dato a 2 nm dalle indiscrezioni, forse in due versioni. MediaTek ha giocato d’anticipo di una settimana esatta, e non è un caso: dopo aver conquistato il modem del Pixel e aver messo la firma sugli esperimenti di posizionamento centimetrico con Ericsson, la casa taiwanese vuole che la parola “2 nanometri” resti associata al suo nome prima che a quello del rivale.

Il commento della redazione

Il Dimensity 9600 Pro è un chip da processore e da NPU, non da radio. Va detto senza malizia: i 2 nm servono a far girare modelli linguistici in locale e a far durare la batteria, e i numeri sull’efficienza, se confermati, sono i più interessanti visti da un pezzo. Ma chi legge queste pagine per capire come si comporterà un telefono sotto un’antenna troverà lo stesso modem del 2025, con la tripla SIM come unica aggiunta tangibile. Non è necessariamente un male: il Release 17 copre ampiamente ciò che le reti di oggi mettono a disposizione, e la differenza tra un buon 5G e uno mediocre la fanno le combinazioni di aggregazione che l’operatore abilita e la qualità dell’RF davanti al modem, più che la sigla dello standard. Però tra una settimana Qualcomm salirà sul palco e, se il suo modem farà un passo avanti verso il Release 18 mentre quello di MediaTek è fermo, sarà lì che si giocherà la partita che ci interessa. Noi, come sempre, aspetteremo i primi telefoni per metterli sotto la lente del modem, non del benchmark.

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