
Quando due operatori si fondono, la parte visibile รจ quella delle antenne: i siti doppi da spegnere, lo spettro da mettere insieme, il logo nuovo sulle vetrine. La parte che decide se la fusione funziona davvero, perรฒ, sta in un posto che nessun cliente vedrร mai, ed รจ la core network, il cervello che autentica le SIM, instrada il traffico e decide chi ha diritto a che cosa. Oggi, 17 settembre, Ericsson e VodafoneThree hanno annunciato che quel cervello รจ stato acceso: la nuova core 5G cloud-native dell’operatore britannico รจ entrata in servizio, e secondo il comunicato congiunto รจ progettata per diventare una delle piรน grandi core mobili a pacchetto d’Europa, con una capacitร di 9 terabit al secondo al servizio di 28,6 milioni di clienti.
Una core sola, per il 4G e per il 5G
Il prodotto รจ il dual-mode 5G Core di Ericsson, che riunisce le funzioni di core del 4G e del 5G su un’unica piattaforma cloud-native, installata sull’infrastruttura che la casa svedese chiama Cloud Native Infrastructure Solution. La storia del progetto รจ un piccolo riassunto della fusione stessa: il contratto era stato firmato nel gennaio 2025 dalla sola Three UK, che aveva bisogno di capacitร per reggere la crescita del traffico dati, ed รจ poi stato assorbito nella strategia di rete del gruppo nato dall’unione con Vodafone UK. I vantaggi elencati sono quelli che ci si aspetta da un’architettura di questo tipo: capacitร scalabile, una struttura distribuita che avvicina la core ai clienti e abbassa la latenza, maggiore resilienza e, dettaglio meno appariscente ma prezioso per chi gestisce una rete, aggiornamenti software a caldo, senza interrompere il traffico dei clienti.
Ma il punto su cui il comunicato insiste รจ un altro: questa core รจ ยซil motoreยป del 5G standalone e dello slicing, cioรจ della possibilitร di ritagliare dentro la stessa rete corsie con prestazioni diverse. Ed รจ qui che la notizia di oggi si aggancia a quella di due settimane fa, quando VodafoneThree ha lanciato SuperMobile, l’offerta che promette velocitร fino a quattro volte superiori e un minimo garantito di 15 Mbit/s in download sotto copertura 5G SA. Ericsson lo dice apertamente: la sua tecnologia core e radio sostiene il passaggio dalla connettivitร ยซbest effortยป, quella in cui ognuno prende ciรฒ che c’รจ, a una generazione di servizi differenziati con prestazioni ยซprevedibili e deterministicheยป.
Quattro corsie sulla stessa rete
Il comunicato mette in fila l’intero catalogo delle slice, ed รจ utile leggerlo per capire dove vuole arrivare l’operatore. La prima, 5G+ FastTrack, รจ quella dei consumatori che pagano SuperMobile. La seconda, la National Business Slice, separa il traffico delle aziende da quello dei clienti privati, con obiettivi di prestazione contrattualizzati. Prima di entrambe era arrivato, all’inizio di quest’anno, il 5G+ Local Slicing di Vodafone Business, pensato per garantire prestazioni in singoli luoghi ad alta densitร come arene, snodi di trasporto e poli logistici. L’anno prossimo toccherร alla National Critical Slice, destinata ai servizi di emergenza e ai servizi pubblici essenziali, con prioritร di connessione e prestazioni assicurate per le attivitร critiche. Quattro corsie, insomma, su un’unica rete fisica: senza una core nativa 5G capace di orchestrarle, resterebbero un listino senza motore.
La seconda fase della fusione
VodafoneThree presenta l’accensione come la seconda grande fase della trasformazione della rete. La prima si era chiusa il 28 maggio, quando Ericsson e l’operatore avevano annunciato quello che definivano un primato mondiale: l’unione della condivisione a livello di core, in tecnologia MOCN, con la condivisione della rete d’accesso MORAN giร esistente, su oltre 10.000 siti e in un ambiente multivendor 4G e 5G. In pratica i clienti Vodafone e Three hanno cominciato ad agganciarsi automaticamente alla copertura migliore fra le due reti, senza costi aggiuntivi, mentre le due core restavano separate; nello stesso passaggio la banda C condivisa ha portato le velocitร 5G piรน alte del gruppo a una platea fino a 50 milioni di persone, circa il 71 per cento della popolazione britannica. Era, per ammissione della stessa Ericsson, un approccio ยซpragmatico e per fasiยป. Oggi arriva il passo successivo, dalla infrastruttura condivisa a una core unica e dedicata.
Il quadro contrattuale รจ quello firmato nel settembre 2025: una partnership di otto anni da 12,5 miliardi di corone svedesi che fa di Ericsson il fornitore unico della core nazionale e il fornitore della ยซsignificativa maggioranzaยป della rete d’accesso, comprese le quattro capitali del Regno Unito. Nell’annuncio di allora VodafoneThree parlava di contratti per oltre 2 miliardi di sterline complessivi, con la radio Ericsson su piรน di 10.000 siti e quella Nokia su circa 7.000, piรน la modernizzazione di una parte della core voce affidata ai finlandesi; il tutto dentro un piano di investimenti da 11 miliardi di sterline che promette il 5G standalone al 99,95 per cento della popolazione entro il 2034. Sono gli stessi operatori che, come abbiamo raccontato la settimana scorsa, chiedono al governo BTS piรน alte e regole meno rigide per riuscire a costruire quella rete nei tempi promessi.
ยซL’attivazione della nostra nuova core 5G cloud-native รจ una tappa fondamentale nel percorso per costruire la migliore rete del Regno Unitoยป, dice Hrvoje Jerkovic, direttore dell’ingegneria di rete di VodafoneThree, che parla di fondamenta per lo slicing e per ยซnuovi servizi basati sull’AIยป. Luca Orsini, responsabile di Ericsson per il Nord Europa, la definisce una core ยซenormemente scalabile e pronta per il futuroยป.
Il nostro commento
C’รจ una parola nel titolo del comunicato che merita attenzione: Ericsson e VodafoneThree ยซiniziano il rolloutยป della nuova core. La rete รจ accesa, ma il testo non dice quanti dei 28,6 milioni di clienti ci passino giร sopra, nรฉ quando le vecchie core di Vodafone e di Three verranno spente; e i 9 terabit al secondo sono una capacitร di progetto, non un dato di traffico. Migrare una base clienti di quelle dimensioni da due core a una รจ un lavoro lungo, e i comunicati tendono a celebrare l’inizio piรน volentieri della fine. Detto questo, la sequenza รจ quella giusta ed รจ stata rispettata: prima si uniscono le radio, poi la core, e solo su una core nativa 5G si possono vendere corsie con un numero scritto nel contratto. ร la lezione che interessa anche chi guarda dall’Italia, dove, come ci ha detto Ookla nella nostra intervista, il 5G standalone รจ partito ma non su scala di massa: lo slicing non si compra a scaffale, arriva in fondo a una catena di investimenti che parte dal cervello della rete. Il Regno Unito quella catena la sta percorrendo per intero, con un piano che l’operatore stesso definisce ยซinteramente finanziato e regolatoยป. Fra qualche mese sapremo se i 15 megabit garantiti reggono alla prova del sabato sera in una cittร piena: a quel punto il merito, o la colpa, sarร di questa core.
Fonti: comunicati Ericsson del 17 settembre 2026 e del 28 maggio 2026; annuncio VodafoneThree del settembre 2025; Light Reading, 17 settembre 2026.