
Nell’anno in cui il satellite รจ diventato la risposta automatica a ogni buco di copertura, un operatore cinese ha fatto la cosa opposta: ha costruito una rete mobile in mare. Lunedรฌ 8 settembre, a Guangzhou, la filiale del Guangdong di China Unicom ha presentato quella che chiama la prima rete privata marittima ยซcosta-mare-nave-satelliteยป del Paese, secondo le cronache di Xinhua Guangdong e della radio nazionale CNR: quasi 1.500 stazioni radio base costiere a lungo raggio, antenne montate sulle sottostazioni dei parchi eolici offshore, celle mobili installate su tredici navi di servizio pubblico e, solo come ultimo strato, il collegamento satellitare. L’obiettivo dichiarato รจ doppio, ยซservire l’industria nei giorni normali e sostenere le emergenze in quelli difficiliยป, con gli oltre 100.000 pescherecci del Guangdong come primo bacino di utenti.
Quattro strati, non una cella gigante
La parte costiera รจ quella che si capisce meglio: le circa 1.500 stazioni base a copertura estesa garantiscono continuitร di rete fino a 22 chilometri dalla riva, il tratto in cui si concentra la pesca costiera e l’acquacoltura. Il secondo strato usa infrastrutture che non sono nate per le telecomunicazioni: le sottostazioni elettriche e le turbine dei parchi eolici in mare, che ospitano stazioni base e portano la copertura nella fascia tra 40 e 80 chilometri dalla costa. Il terzo strato รจ mobile. Tredici navi pubbliche, tra cui la Haixun 09, la piรน grande nave di pattugliamento marittimo cinese, da diecimila tonnellate, in servizio a Nansha dal 2021, hanno a bordo una stazione base che crea una cella intorno all’imbarcazione: China Unicom dice che una singola nave copre oltre 10 chilometri attorno a sรฉ e che il sistema, chiamato ยซ3+10+Nยป, estende la rete a piรน di 200 chilometri dalla riva, con il traffico di voce, video e comando rimandato a terra via antenne ad alto guadagno e collegamenti satellitari. Le tredici installazioni hanno superato il collaudo per fasi. Il quarto strato, quello satellitare, in orbita alta e bassa, serve il mare profondo: la commutazione intelligente tra satellite e 5G, precisa l’operatore, รจ ancora in fase di validazione.
Vale la pena leggere i ยซ200 chilometriยป per quello che sono. Nessuna antenna costiera trasmette 5G ordinario per 200 chilometri di mare aperto; รจ la portata dell’insieme, con la nave che si comporta da isola di connettivitร e il satellite che chiude il cerchio. ร lo stesso principio, in scala, delle antenne provvisorie che d’estate gli operatori italiani portano sulle spiagge: il traffico si serve dove sta, e la cella si sposta con la domanda. La differenza รจ che qui la domanda galleggia.
Perchรฉ non basta il satellite
La domanda ovvia รจ perchรฉ costruire stazioni base in mare mentre le costellazioni in orbita bassa promettono copertura ovunque. La risposta รจ economica prima che tecnica, e l’ha spiegata bene Alertify commentando il progetto: il satellite รจ imbattibile nel riempire i vuoti, ma non รจ il modo piรน economico di trasportare traffico pesante vicino alla costa. Una cella cellulare parla direttamente con i telefoni che i pescatori hanno giร in tasca, riusa la capacitร localmente e non richiede che ogni barca diventi un terminale satellitare. Gli altri due operatori cinesi la pensano allo stesso modo: China Mobile ha acceso di recente il 5G intorno a un impianto eolico a circa 95 chilometri dalla costa, a Yangjiang, con spettro a 700 MHz, ponti radio e rete mesh, e China Telecom sta sperimentando il 5G-Advanced a lunghissima portata nel golfo del Beibu, oltre alle prove di 5G non terrestre via satellite. Quello che distingue il progetto del Guangdong รจ il tentativo di impacchettare radio costiera, eolico offshore, navi e satelliti in un’unica architettura operativa.
C’รจ poi un livello che in Cina non รจ mai casuale. Il Paese sta spingendo un programma nazionale a ยซsei retiยป, acqua, energia, calcolo, comunicazioni di nuova generazione, condotte urbane e logistica, in cui la Commissione per lo sviluppo e le riforme chiede esplicitamente il coordinamento tra operatori telefonici, gestori della rete elettrica e fornitori di calcolo. Il progetto marittimo del Guangdong รจ quella politica fatta cosa: una turbina eolica che diventa anche un sito radio, una nave di pattuglia che diventa anche una cella. ร la stessa logica industriale che abbiamo letto nel piano quinquennale delle reti presentato la settimana scorsa, e che avevamo giร visto all’opera con la rete GigaUplink di China Unicom a Pechino: le reti cinesi si costruiscono per obiettivi di sistema, non per il ritorno di ogni singolo sito.
Il commento della redazione
Per noi che il 5G lo misuriamo dal modem anche in spiaggia, la notizia interessante non รจ il record di portata ma l’ordine degli strati. China Unicom mette il satellite per ultimo, dopo la costa, dopo le turbine e dopo le navi, e lo tiene come riserva per il mare profondo: รจ l’esatto contrario del racconto che circola in Europa, dove il direct-to-device viene presentato come il modo di risolvere la copertura senza toccare le antenne. La rete del Guangdong dice una cosa piรน semplice e piรน scomoda: dove c’รจ traffico, servono celle; dove non c’รจ, basta il satellite. E dove il traffico si muove, la cella deve muoversi con lui.
Il punto debole, come nota chi ha guardato i dettagli, รจ l’economia ordinaria. Il soccorso in mare giustifica qualsiasi investimento il giorno della tempesta, ma 1.500 siti costieri, decine di installazioni su turbine esposte al sale e tredici navi-cella vanno mantenuti anche il martedรฌ qualunque, e a pagarli dovranno essere pesca, acquacoltura, eolico offshore e trasporto marittimo. Se la rete del Guangdong reggerร su quei conti, il modello a quattro strati sarร un progetto da copiare per ogni Paese con una costa lunga e pescatori che usano lo smartphone, Italia compresa; se reggerร solo sui bilanci pubblici, resterร quello che oggi รจ: la dimostrazione, molto cinese, che una rete mobile puรฒ arrivare dove finora arrivava solo il satellite.